Consiglio comunale, lo spettacolo cede il posto ad un film a episodi

Come chi deve andare dal dentista per una estrazione e cerca di rimandare di sette giorni, sperando chissà che cosa, la maggioranza è riuscita, sostenuta dal grillino Firrincilei che ha chiesto il rinvio, a spostare alla prossima seduta del civico consesso l’esame dei due atti indirizzo sulla questione abbandono indiscriminato dei rifiuti, quello del consigliere Calabrese, che ha fatto suo l’atto del 9 settembre dei consiglieri Sortino, Mezzasalma, Galifi e La Licata, prima rinviato, poi ritirato verbalmente e quindi, nella mattinata successiva, ritirato per iscritto, e quello rimodulato degli stessi consiglieri che, si deve ricordare, per questo atto, si attirarono le ire di un assessore che lamentava la mancata condivisione dell’atto e aggredì con volgare e inusitata violenza verbale i quattro.
Forse, i consiglieri di maggioranza, così come sono stati prima “invitati” a ritirare l’atto, sono stati, successivamente, invogliati a rimodularlo per evitare l’imbarazzante situazione di dover bocciare quello loro fatto proprio da Calabrese.
Una vicenda, a tutti gli effetti, da commedia napoletana.
Si è perso lo spettacolo assicurato, ma la seduta del consiglio comunale ha offerto numerosi spunti che, se non l’hanno resa uno spettacolo, di certo hanno prodotto un film a episodi, genere in voga negli ultimi decenni del secolo scorso.
Tre parti del civico consesso tutte da gustare: quattro interventi, nello spazio dedicato alle comunicazioni, dei consiglieri Chiavola, Firrincieli, La Porta e Calabrese, estremamente significativi, quasi tutti senza risposte esaustive da parte dell’amministrazione.
Poi tre flash inevitabili da commentare, dei consiglieri Mauro, Bennardo e Iurato.
Quindi, la mozione del consigliere Calabrese, unico punto pregnante della seduta, per l’istituzione del Registro comunale di genere, del quale ci siamo occupati in altra parte del giornale, e due atti di indirizzo, uno del consigliere Bitetti, per la costituzione di un Albo dei giovani artisti locali, e uno della consigliera La Licata per accorgimenti, in città, a favore dei diversamente abili.

Partiamo dagli interventi che devono essere necessariamente preceduti da una premessa: il sindaco, come ha fatto sempre in occasione di classifiche che riguardano la nostra città e il territorio provinciale in posizione anche appena accettabile, esalta i risultati di una ultima indagine che riguarda la libertà economica del territorio italiano.
Senza specificare se la classifica riguarda espressamente la nostra città o la provincia, non dice nemmeno quale è la classifica, gode per il 39esimo posto nazionale, secondo tra i capoluoghi del Sud e primo in Regione, per la libertà economica, un indice per comprendere la salute di un territorio, un indice che esprime la facoltà di individui e imprese di investire, crescere e innovare, che si compone di quattro indici: l’efficienza della macchina municipale, la vitalità economica, la tassazione locale e i tempi della giustizia in ambito civile.
Conclude, quindi, che, anche “se non sempre ce lo ricordiamo, siamo una comunità virtuosa, un’eccezione del Sud che compete con le città settentrionali.”
Ritorna sempre questo ritornello della comunità virtuosa, che ci può stare al netto della delinquenza, dello spaccio e del consumo di droga, dell’evasione tributaria, della scarsa civiltà per l’abbandono incontrollato dei rifiuti e per lo scarso rispetto del codice della strada, manca quello dell’amministrazione virtuosa, ma occorre notare come in consiglio comunale emergono gravi criticità alle quali l’amministrazione non dà nemmeno risposta.
E veniamo agli interventi: Mario Chiavola parla della recrudescenza dei furti nelle contrade, al di là di generiche e retoriche risposte su riunioni e intenzioni di implementare la videosorveglianza, non ci sono risposte di interventi concreti in ordine a controlli e prevenzione, peraltro difficili su un territorio abitato di grande estensione.
Chiavola solleva ancora dell’eterno questione dei bagni della Villa Margherita, e l’argomento non viene nemmeno considerato, chiede ancora una manutenzione per via madonna delle Grazie, che porta al cimitero centrale dalla parte alta della città, ma non si comprende quali interventi sono stati fatti finora, se non in previsione della prossima ricorrenza dei defunti.
Sergio Firrincieli si occupa delle proposte arrivate per il PSPP per la gestione del Castello di Donnafugata, ma non chiede un dato importante: da chi sarà formata la commissione che esaminerà le varie proposte e quando opererà in tal senso?
Esprime un suo giudizio personale, da noi non del tutto condiviso, sul video turistico, ma non si chiarisce come verrà utilizzato, su quali mezzi, quando e per quanto tempo, elementi essenziali della promozione senza cui il video resterà un’opera d’arte negli archivi del Comune.
Angelo La Porta solleva per l’ennesima volta il problema del CCR di Marina di Ragusa e non ci sono risposte, vale l’ultima data dall’assessore e si avvicinano i tempi della riapertura, fissati per la fine dell’anno.
Ma non si chiede chiarezza su quanto hanno fatto, stanno facendo e faranno gli uffici, il dirigente, comunque responsabili del disagio creato e dei tempi, comunque lunghi, che hanno privato, proprio nella stagione estiva, Marina di questa importante struttura: ma l’amministrazione resta virtuosa.
La Porta affronta anche il tema degli alberi le cui radici invadono la sede stradale, i marciapiedi e danneggiano anche proprietà private, ma non ci sono prese di posizione nette verso una problematica che vede diverse vie della città, a Ragusa, e a Marina, impercorribili e ai limiti della sicurezza, come, per esempio via ing. Migliorisi, davanti alla Polizia Stradale, per citare solo una via.
Infine, è la volta di Calabrese che chiede la posizione del sindaco di fronte all’autonomia differenziata, con il nostro sindaco che si dice contrario ma non disposto a firmare per il referendum sulla materia.
Per il nuovo appalto dei rifiuti si parla già di proroga all’attuale gestore, in attesa di dirimere questioni in merito alla titolarità dell’appalto, se del Comune o della SRR, ma non ci sono risposte sul perché si è arrivati alla scadenza, nota da sette anni, senza farsi trovare pronti per il rinnovo, con un nuovo piano dei rifiuti che, forse, non deve passare dal consiglio comunale e, come tale, resta documento riservato che i consiglieri nemmeno si sognano di esigere, anche per una semplice consultazione.
In ultimo, il consigliere Calabrese parla, nella totale indifferenza generale, dell’impossibilità per tutti i consiglieri di poter convocare le commissioni, se non per atti che devono andare in consiglio
Una questione sempre poco chiara quella dell’interpretazione delle norme a riguardo, sarebbe utile capire come si muovono in altri comuni, più grandi o più piccoli, come è emerso dalla discussione si potrebbe aggirare il problema con iniziative consiliari che richiederebbero il passaggio in consiglio comunale.
Ma va notata una fondamentale apatia verso il problema, alla maggioranza, nonostante i numeri non sembra nemmeno vero evitare anche il semplice confronto, ma emerge un dato quasi scandaloso.
Alla luce della nuova normativa, perché non si provvede a modificare il Regolamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari?
Comune virtuoso, ma nessuno ci pensa, né l’amministrazione, né i dirigenti, né i consiglieri comunali.
Ma sarà poi fondata l’interpretazione del dirigente? Quali sono i pareri a supporto? Si è certi di non poter aggirare la normativa o sollecitare i politici a rivedere la norma?
Il quadro di un civico consesso in stato quasi vegetativo, un letargo a tutti gli effetti.

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