La seduta ispettiva del civico consesso ha un prologo consueto, sempre negativo: dopo anni, non è possibile capire per colpa di quale ufficio non arrivano le comunicazioni sulle convocazioni delle sedute del Consiglio comunale e delle Commissioni.
Chi dice che l’ufficio atti consiglio non ha responsabilità, chi dice che dovrebbe occuparsene l’Ufficio Stampa, basterebbe aggiungere agli indirizzi una mail list delle testate giornalistiche, peraltro potrebbero essere inviate tutte le documentazioni relative agli atti da esaminare in Consiglio, prima di tutto mozioni e atti di indirizzo che mai i consiglieri diffondono in maniera opportuna, pur pretendo che si parli delle loro iniziative.
Poi c’è il dilettantismo puro di chi gestisce lo streaming della seduta del Consiglio comunale, basti pensare che la registrazione della seduta di ieri, 8 aprile, ha inizio a metà del secondo intervento del consigliere Firrincieli, saltando a piè pari l’appello e il primo punto all’ordine del giorno, una interrogazione della consigliera Caruso.
Per il resto una seduta dominata dal piattume più assoluto, attorno all’aula domina una atmosfera di vaga attesa per il futuro, percepibile anche a Palermo e a Roma, che distoglie dai fatti concreti ed emergenti.
Quattro erano le interrogazioni da esaminare, tutte legittime questioni che si pongono i consiglieri comunali, ma non elettivamente da considerare come interrogazioni.
L’interrogazione c’è quando si vuole sapere qualcosa dall’amministrazione, segnalare le condizioni della via Gurrieri in contrada Gilestra, chiedere la ripartizione di fondi per gli interventi sugli impianti sportivi, sottolineare il degrado dei parcheggi pluripiano, sollecitare una del tutto opinabile partecipazione ai processi di sviluppo dell’aeroporto di Comiso, su cui, peraltro, l’amministrazione comunale non ha, e non ha mai voluto avere, competenze, sono espressioni dei tentativi dei consiglieri di dare un senso alla loro esistenza come tali, una sorta di “interrogo, ergo sum”.
Per contrada Gilestra un assessore senza autonomia come quello alle contrade ha assicurato che verificherà di persona la situazione, l’assessore Digrandi ha esposto un sommario piano di interventi sugli impianti sportivi, dal quale sono usciti, oltre alle emergenze note, ulteriori interventi sul tetto della piscina comunale, sul campo di rugby e tutta una serie di interventi attesi da anni.
Anche per il degrado dei parcheggi pluripiano retoriche risposte dell’assessore ai lavori pubblici.
Nessuno degli interroganti ha voluto calcare la mano sull’assoluto immobilismo per le contrade, nessuno ha posto il problema delle grosse criticità che si sono assommate attorno agli impianti sportivi, nessuno ha sollecitato il ripristino dell’ascensore del pluripiano di corso Italia, per l’aeroporto ci si ostina a non voler capire che è nelle mani della SAC e non ci sono possibilità di interferire con le politiche per nuove rotte a vantaggio del territorio.
Una semplice amenità la proposta di un Laboratorio per la mobilità del sud-est, assurdo iniziare a interessarsi della problematica della nascente area cargo, poco rispettoso sminuire il peso del Comitato per l’aeroporto, illusorio, dopo il totale disinteresse sempre mostrato per lo scalo di Comiso, determinato anche da sudditanza istituzionale, pensare che Cassì possa ergersi a difensore degli interessi del territorio per i quali, dovrebbe, prima di tutto, vestirsi da Rambo e attaccare violentemente Presidente della Regione, vertici della Camera di Commercio, Presidente della Provincia e, fino a dove consentito dai vincoli di legge, il CdA della SAC.
Ma non è stata la sola amenità della serata, epocale quella del consigliere Battaglia che ha chiesto al Sindaco, trovandone formale riscontro, di farsi parte attiva per la crisi del settore agricolo vessato dall’aumento dei costi dell’energia: perché non va a rivolgere le sue istanze ai suoi amici di Fratelli d’Italia per sollecitarli a investire della questione la Presidente del Consiglio che, ancora prima di entrare a Palazzo Chigi, prometteva l’abbattimento delle accise sui carburanti e la riduzione della pressione fiscale?
Questo è il Consiglio comunale a Ragusa, di bassa caratura che rispecchia quella generale della schiera dei consiglieri.
A seguire gli interventi consueti, Calabrese per gli impianti pubblicitari sul marciapiede di viale Colajanni, per i prossimi interventi nello slargo alla confluenza delle vie Cannezio, Benedetto Croce e Mariannina Schininà, e un accenno per sollecitare le scelte per le concessioni balneari, senza, però, minacce di occupazione delle spiagge. E la cosa ci ha rincuorato, al pari della tregua Iran USA.
Come una Via Crucis la serie dei rilievi del consigliere La Porta per Marina di Ragusa, fra bambinopoli in degrado, buche sulle strade, scerbature necessarie, impianti di illuminazione da ripristinare.
Sergio Firrincieli ha denunciato la serie di furti d’auto nella zona di piazza Sturzo e piazza Lupis, sollecitando impianti di videosorveglianza e controlli, chiedendo interventi per il piano spiagge, per i servizi soppressi del 118, per le rotatorie sulla provinciale 25, tutti argomenti sui quali gli assessori assicurano interessamento, pianificazione, priorità degli interventi e programmazione, sempre della serie “ci stiamo lavorando, ci avevamo pensato”.
Altre giaculatorie dai consiglieri Caruso, Bennardo e Chiavola, altre risposte degli assessori per i tanti interventi necessari in città, in fatto di manutenzioni, di personale negli uffici, per la sicurezza nei cantieri della strada di marina, nessuna risposta quando, invece, il problema sollevato da Bennardo diventa “argomento duro”, come per i piani di spesa della Legge su Ibla: su questo monta il silenzio, l’indifferenza.
Uno scenario che manca di interventi probanti, di argomenti seri, sullo sfondo di una schiera di consiglieri affogati nell’assoluto mutismo, quelli che sostengono l’amministrazione che sembrano intervenuti per una funzione religiosa, soggetti come Bitetti e Zagami per i quali, evidentemente, va tutto bene.
Anche se ci sono cose di non diretta competenza dell’amministrazione, nessuno chiede dei lavori al Convento di Jesu, nessuno si occupa del parcheggio pluripiano di Ibla, nessuno chiede quando sarà aperta la Vallata Santa Domenica, nessuno chiede di sollecitare scelte definitive per il Tribunale e per Palazzo Tumino, nessuno chiede cosa si sta facendo per il Parco Agricolo Urbano, nessuno preme per una circonvallazione che possa aggirare viale delle Americhe, nessuno chiede lumi sulla metroferrovia, sulle opere di connessione della stazione di Cisternazzi con l’ospedale, il famoso tapis roulant che doveva trasportare i passeggeri al nosocomio.
Amenità come gli ascensori obliqui della Vallata Santa Domenica che imporrebbero le dimissioni degli assessori che li hanno raccontate.
Invece di sollecitare il sindaco per l’aeroporto o per la crisi dell’agricoltura, nessuno chiede interventi, nella sua qualità di vicepresidente della provinciale per lo stato della viabilità provinciale, nessuno chiede di interventi, a livello comunale e a livello provinciale, per la promozione turistica del territorio, nessuno chiede lumi, da tempo ormai, sul piano di utilizzo della tassa di soggiorno e su che fine ha fatto l’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno che dovrebbe monitorare le destinazioni.
Sembrano tutti argomenti che non toccano i consiglieri, quasi non fossero di loro competenza, che idea hanno del loro mandato è, ancora, tutto da scoprire.
L’unica luce del Consiglio comunale resta il Presidente del Consiglio comunale, Fabrizio Ilardo, che si sa muovere da capitano esperto nel governare questa nave di sbandati, lo ha dimostrato da 8 anni e non si può non ammettere che, in definitiva, è fra quelli che, dentro palazzo dell’Aquila ha onorato meglio il suo compito.
Tanto che chi di dovere dovrebbe fare un pensierino per indicarlo come prossimo sindaco: le prerogative ci sono tutte, espressione del partito che presto sarà protagonista a livello nazionale, fedelissimo di Cassì che potrebbe garantire una ideale continuità amministrativa, personaggio non sfiorato mai da nessun schizzo di fango, buona esperienza politica e trascorsi nella vicinanza di esponenti politici di alto rango che potrebbero, alla fine, tornare a sostenerlo per buona pace di tutta la città.
E, quasi quasi, avendo la foto già a disposizione, come maggiore espressione di efficienza amministrativa si potrebbe riproporre il duo di Presidente e vice.
Altre avventure sono da escludere per la città e sarebbero deleterie, di qualsiasi genere.
