Una seduta del Consiglio Comunale di Ragusa che, sia pure in terzo appello, ha esitato i punti all’ordine del Giorno in maniera sbrigativa e senza nemmeno un dibattito sui punti all’Ordine del Giorno.
Di normale amministrazione il primo e il terzo punto, uno riguardante il rinvio del termine di pubblicazione dell’avviso pubblico per i dehors pubblici esercizi per l’anno 2022, per adeguarlo al periodo dello stato di emergenza nazionale, l’altro un debito fuori bilancio, che si trascinava, come per quasi tutti i debiti fuori bilancio, da anni.
Il punto di maggiore interesse riguardava l’analisi del fabbisogno abitativo per il corretto dimensionamento del redigendo nuovo Piano Regolatore Generale e dei nuovi Piani di Zona in ambito PEEP.
Una misura velatamente accennata nel programma elettorale del sindaco che, al tempo, scriveva: “occorre una nuova visione complessiva dello sviluppo urbano che tenga conto delle effettive necessità abitative e della opportunità di ridare un’anima ad un centro storico enorme nelle dimensioni ma ridotto nei suoi abitanti e nel tessuto economico sociale.”
In verità, c’era scritto anche che era urgente la revisione del PRG e un immediato intervento sul Piano Particolareggiato del Centro Storico “per consentire interventi risolutori nell’edilizia di base non qualificata, per rendere le abitazioni compatibili con i moderni standard abitativi.
Per il PRG e per il Piano Particolareggiato nulla in 42 mesi di amministrazione, salvo qualche piccolo passaggio propedeutico, più di facciata che sostanziale, come di facciata, non determinante, appare la scelta di interdire nuove costruzioni sulle aree PEEP a suo tempo identificate, che qualcuno giudica esagerate nell’estensione e nel numero di unità abitative in relazione al vero fabbisogno della città.
Scelta di ispirazione ambientalista, di una amministrazione che della questione urbanistico ambientale non aveva fatto la sua bandiera in campagna elettorale, una scelta sbandierata all’insegna della critica sulle scelte del passato, condivisa da Legambiente di Ragusa, che plaude al blocco delle costruzioni di cooperative e imprese in aree PEEP.
La scelta, in città, non è unanimemente condivisa, diversi imprenditori del settore edilizio ritengono la scelta troppo severa, soprattutto in assenza di PRG e di norme efficaci per il rioutilizzo degli immobili in centro storico.
Ma occorre notare come la voce che, sulla carta, dovrebbe essere più autorevole in tema di edilizia convenzionata, quella dell’Associazione Costruttori non si è fatta sentire, segnale preciso della mancanza di interesse sulla questione o di inadeguatezza dei vertici a comprendere quelli che potrebbero essere gli effetti delle scelte dell’amministrazione.
Ma c’è un altro silenzio assordante, più che silenzio la totale assenza delle opposizioni, ormai evidentemente rassegnate, che non hanno nemmeno partecipato alla seduta del civico consesso.
Intervenuti alla seduta, ma senza partecipare al dibattito, solo i consiglieri Mirabella e Malfa, del gruppo misto, entrambi appartenenti alla Lega Sicilia, e il consigliere Antoci del movimento 5 Stelle.
Evidentemente i gruppi di appartenenza hanno ritenuto opportuno condividere silenziosamente le scelte dell’amministrazione sulla questione, ma la generale assenza delle opposizioni sancisce la definitiva ritirata delle minoranze che, del resto, non hanno fatto mai paura con le loro strategie.
Fiumi di parole e di comunicati per sancire, dopo la batosta elettorale anche inefficacia dell’azione di opposizione.
Situazione che, pur tra le tante mancate applicazioni del programma elettorale e la paralisi di alcuni settori dell’amministrazione, legittima il Sindaco Cassì a fare il suo comunicato trionfante sulla questione, che riportiamo appresso.
In altra parte del giornale, le considerazioni sulla scelta dell’amministrazione, da parte del consigliere di minoranza Iurato, che, pur con alcuni distinguo e con qualche rilievo nei confronti del governo Cassì, plaude alle misure adottate.
Questa la nota del Sindaco, dopo l’approvazione della proposta al Consiglio Comunale:
Dichiarazione del sindaco Peppe Cassì in merito all’espansione edilizia
“Con il voto in consiglio – dichiara il sindaco Peppe Cassì – l’Amministrazione comunale ha preso una posizione urbanistica chiara, in controtendenza rispetto alle politiche edificatorie espansionistiche degli anni passati, che hanno di fatto determinato la nascita di interi quartieri in aree periferiche, senza un filo logico, senza la previsione di adeguati servizi ed infrastrutture, senza spazi ed immobili di socialità ed aggregazione, senza una visione urbanistica di insieme, e soprattutto senza che si procedesse ad una reale verifica del fabbisogno abitativo, che è il parametro cardine sul quale deve ruotare qualunque seria pianificazione urbanistica.
Di chi sono le responsabilità di quanto accaduto, di questo scollamento tra aree urbane, di questo proliferare di alloggi di edilizia residenziale pubblica in assenza di requisiti, saranno il tempo e la storia a decretarlo.
Quello che oggi interessa è che il gruppo della maggioranza consiliare ha preso atto dell’impietoso quadro fornito dagli uffici, all’esito di uno studio ed un approfondimento che hanno fotografato lo stato di fatto e da cui è scaturito l’accertamento della assenza, al momento, dei presupposti per una ulteriore espansione delle aree PEEP, ed avvalendosi dei propri poteri di pianificazione si è assunto la responsabilità di invertire decisamente una rotta che ha prodotto in città le disfunzioni urbanistiche sotto gli occhi di tutti, se è vero, come è vero, che sono circa 15.000 in città gli alloggi abitativi non utilizzati (fatto che ha comportato il crollo del valore degli immobili e del costo delle locazioni).
Il gruppo di maggioranza, salvo assenze forzate, ha votato compatto.
I consiglieri ed i gruppi di minoranza, con la sola eccezione del consigliere Iurato, sono invece svaniti, evaporati. Hanno scelto di sottrarsi alla responsabilità di esprimere il loro voto, di rendere palese la loro opinione su una materia così delicata e sulla quale il Consiglio Comunale, e non la Giunta (è sempre utile ricordarlo), ha potere decisionale.
Ci sono temi sui quali si può fare strategia, si può contare sulle lacune o sulle titubanze dei gruppi politici avversi. Ce ne sono altri, cruciali per il futuro della comunità, sui quali il dovere di restare in aula e di votare fa il paio con il diritto degli elettori di conoscere l’opinione degli eletti, di tutti gli eletti.
Il Consiglio Comunale ha adottato la scelta “giusta”, non so quanto “utile” in termine di consenso, ma è di certo la scelta giusta, improcrastinabile e forse persino tardiva, in piena coscienza, senza condizionamenti ideologici o pregiudizi, ma con in mente un modello di città più equilibrato ed armonico. La strada che porta verso la adozione del nuovo PRG è stata imboccata con decisione, anche se i buoi sono già scappati dal recinto e il percorso verso una riconnessione delle varie parti di una città che decresce anziché crescere per numero di abitanti, non sarà breve ed indolore. “
