Consiglio comunale sempre più in discesa

Anche l’ultimo consiglio comunale conferma un netto andamento in discesa, uno scadimento costante di livello che si appiattisce sulle formalità, una strada in discesa che facilita il lavoro dell’amministrazione, senza trovare interlocutori capaci nella sua maggioranza e nelle opposizioni.
Tutto facile per Cassì e soci che imbastiscono delibere, determine, ordinanze e atti vari, senza trovare ostacoli, l’unico pericolo è dopo le ore 21, quando la maggioranza si innervosisce, per nulla intenzionata ‘a perdere tempo’, come dice il capogruppo agli esponenti di opposizione e come grida qualche consigliere dal fondo dell’aula, in colorito dialetto.
La seduta di consiglio Comunale serve solo per avere spunti di commento sull’attività dell’amministrazione, sullo stato vegetativo della maggioranza e sulla ‘potente forza di fuoco’ delle opposizioni.
La seduta di giovedì 4 giugno, che abbiamo analizzato in ritardo a causa dei potenti mezzi del Comune che ha postato la registrazione sul canale youtube solo 85 ore dopo il termine della seduta, nonostante le assicurazioni della presidenza del Consiglio che la registrazione c’era e tutto era a posto, ha offerto i primi spunti, come di solito, nelle comunicazioni.
Il Sindaco è intervenuto, ancora dopo la nota emessa tramite l’Ufficio Stampa sul comunicato congiunto ei consiglieri 5 Selle PD, anticipando e rimandando il piatto forte di questi primi due anni di amministrazione alla fine del mese, quando in conferenza stampa traccerà un bilancio dell’attività di giunta.
Per il resto ha aggirato il problema discarica, minimizzandolo perché, forse, conferire a Lentini ha gli stessi costi di prima, per cui non è importante quando riaprirà l’impianto TMB. Dell’ampliamento della discarica nemmeno parla, anche perché è lampante che non si metterà, certo, in contrasto con Musumeci e il suo governo se decideranno di allargare Cava dei Modicani, favorito dal fatto che nessuno dei consiglieri comunali, rappresentanti del popolo quando conviene, indosseranno gilet gialli e marceranno su Palermo.
Interventi dei consiglieri di poca importanza, eccezion fatta per quello della consigliera Iacono che si è accorta che non è solo il Museo Archeologico chiuso ma anche quello di Kamarina.
Guarda caso, l’assessore ha subito risposto che è imminente un incontro con il Soprintendente che la ragguaglierà su quello Archeologico, mentre per il Museo di Kamarina ha risposto l’assessore Giuffrida che sarebbe stato informato, sempre dai vertici della Soprintendenza, che fra due mesi, circa, saranno ultimati i lavori.
Notizie da Striscia la notizia, sentire che per buona parte dell’estate il museo di Kamarina resterà ancora chiuso, ma il Comune, onestamente, non ha colpe dirette, anche se su queste cose preferisce non farsi sentire adeguatamente.
Indignata anche la consigliera Raniolo, ma l’approccio è sempre salottiero e non certo, come per la Iacono, da gilet gialli, nonostante i tentativi di voler apparire aggressive.
Dopo l’immancabile consueto intervento ampolloso e fumoso del grillino Gurrieri, è stato il capogruppo 5 Stelle Firrincieli a solleticare il Sindaco con la questione discarica, con il commento sarcastico alla reazione per il comunicato congiunto, ribadendo l’atteggiamento critico per una amministrazione immobile che non ha saputo approfittare di una eredità sostanzialmente sana.
Firrincieli ha anche criticato l’utilizzo della pagina facebook del Comune per rispondere al Comunicato congiunto PD-5 Stelle senza avere l’accortezza, per la gente, di far conoscere anche il comunicato delle opposizioni, per far capire di cosa si parlasse.
Una chiara contestazione all’utilizzo ‘politico’ del sito del Comune che coinvolge aspetti diversi ella comunicazione di palazzo che, prossimamente, analizzeremo con particolari al pepe rosso.
L’Ordine del Giorno comprendeva il differimento dei termini di pagamento dell’acconto IMU, appositamente studiato dal competente assessorato per venire incontro ai cittadini in difficoltà per l’emergenza, e il punto riguardante le modifiche allo Statuto comunale.
All’apparenza un punto di una certa importanza, se non si fosse trattato solo di modifiche statutarie imposte da nuove normative, eccezion fatta per la reintroduzione dei monogruppi.
Tutti hanno voluto dare una veste importante all’argomento, vantando il gran lavoro svolto, anche in commissione, tutte frottole dal momento che il lavoro è stato preparato dal dirigente dott. Lumiera e dalla funzionaria, dott.ssa Marino, e non c’era nulla su cui i consiglieri potessero intervenire.
La scelta dell’amministrazione e della maggioranza è stata solo per l’articolo che ha reintrodotto il monogruppo, limitatamente ai consiglieri eletti come unici rappresentanti della propria lista.
Un ‘regalo’ per i consiglieri Mirabella e Iurato che erano stati costretti, dalla normativa vigente, a convogliare sul gruppo misto.
Una scelta che può essere considerata positivamente per restituire dignità politica alle liste di appartenenza, ma del tutto fuori luogo l’enfasi, i toni e i termini utilizzati dai due ‘beneficiati’ che hanno parlato di vittoria della democrazia e del risanamento di un vulnus che li opprimeva, quasi facendo passare la scelta del precedente consiglio comunale come una irregolarità, come una anomalia, come uno scippo alla democrazia, una decisione, quella della precedente consiliatura, del tutto legittima, fra l’altro intessuta dal punto di vista amministrativo dallo stesso dirigente, che fu adottata per limitare gli effetti negativi, dovuti ai meccanismi elettorali, di 12 gruppi consiliari e di ben 17 componenti per ogni commissione, una scelta che fu adottata per arginare, in maniera del tutto legittima, certe opposizioni senza scrupoli.
Da rabbrividire poi, la ‘aexcusatio non petita’ del consigliere Iurato che ha voluto rimarcare come, nonostante le voci e le illazioni circolanti, non ci sarà, in cambio della restituzione dei monogruppi, un voto favorevole per atti che interesseranno, pare, quanto prima, la maggioranza o, meglio, l’amministrazione.
Un mettere le mani avanti, per le prossime annunciate modifiche al regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni, perché, da più parti, si anticipa che l’amministrazione, tramite la maggioranza consiliare vorrebbe adeguare il numero legale alla nuova composizione numerica del civico consesso.
Il quorum per le sedute del consiglio comunale scenderebbe, secondo le modifiche previste, a 12 in primo appello e addirittura, forse, a 10 in terzo appello, una condizione che metterebbe al sicuro la maggioranza necessaria per adottare gli atti che interesserebbero l’amministrazione, al momento preoccupata per le ‘agitazioni’, le fibrillazioni, i ‘mal di pancia’ di alcuni consiglieri di maggioranza.
Lo scenario nostrano di un volgare mercato delle vacche da prima repubblica, frutto delle non sopite ambizioni scaturite dopo la conquista del Palazzo, sia fra gli elementi della maggioranza che, giustamente, meriterebbero ben altro peso e ben altra autorevolezza, soprattutto al cospetto di assessori rivelatisi come tremende delusioni, sia fra i comprimari e i mezzi comprimari che vorrebbero rivestire o tornare a rivestire ruoli da protagonista sullo scenario di maggioranza che sostiene l’amministrazione Cassì.
Altri due punti all’OdG, convenzioni urbanistiche sulle quali il Consiglio comunale è chiamato a esprimersi, approvate, quasi delle formalità espletate fra i mugugni dei due consiglieri dem che hanno lamentato, comunque, le difficolta riscontrate per dibattere gli argomenti e relativi emendamenti, con calma e tranquillità, vista l’impazienza dei consiglieri di maggioranza di chiudere la seduta.
Mentre il consigliere Chiavola, più volte interrotto e disturbato nel suo intervento, ha mantenuto la presenza in aula, votando favorevolmente gli atti, il consigliere D’Asta, polemicamente, ha abbandonato la seduta.

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