Consiglio comunale, spettacolo doveva essere e spettacolo c’è stato, ma qualcuno ha rubato la scena … e non una volta sola

Doveva essere la seduta nella quale si dovevano confrontare i due atti di indirizzo finalizzati a contrastare l’evasione TARI e l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, uno quello originario dei consiglieri Sortino, Mezzasalma, Galifi e la Licata, presentato il 9 luglio e andato in Consiglio il 9 settembre.
Un atto che la maggioranza non poteva non conoscere, dopo due mesi dalla presentazione, ma che divenne indigesto a qualcuno, al punto che un assessore si scagliò in maniera pesante e volgare contro i firmatari, con parolacce dal significato inequivocabile, dopo che l’atto era stato rinviato per l’assenza degli stessi, costretti, poi, al ritiro dell’atto stesso, prima verbalmente e poi, l’indomani mattina, per iscritto.
Un atto che, dopo il ritiro, fu fatto subito proprio dal capogruppo PD Calabrese, rapace nel tentativo di mettere in imbarazzo la maggioranza o presunta tale.
Per allietare e impreziosire lo spettacolo che domina questa sindacatura, amministrazione e maggioranza pensarono di non subire l’iniziativa di Calabrese e hanno indotto il povero Sortino e gli altri firmatari a ripresentare lo stesso atto modificato e rimodulato, per arrivare in aula con uno strumento per bocciare l’atto ripreso da Calabrese e approvare quello del potere costituito.
Roba da commedia napoletana, elevata ad arte quando, in aula, si è voluto smontare l’atto vecchio di Calabrese ed elevare a mossa di alta strategia politica la rimodulazione dello stesso, attraverso le eccelse doti politiche dei firmatari che si sono voluti far passare per elementi di spicco della squadra di maggioranza.
Ma di questo ci occuperemo in altra parte del giornale.
Trattando ancora della seduta, si era tentato anche di mettere al riparo dai riflettori l’esame dei due atti, così da limitarne l’eco mediatica, inserendo al primo punto dell’Ordine del Giorno della seduta la prima relazione annuale del Sindaco.
Poteva diventare spettacolo questo passaggio, ma i contenuti affrettati e non riletti della relazione ne hanno fatto una sorta di diario dei primi 12 mesi, una sterile elencazione di azioni, molte riconducibili a misure indipendenti dall’attività amministrativa, PNRR, Agenda Urbana e simili, molte da concretizzare, tanto che anche il primo cittadino, non ha trovato molto da dire e ha limitato la presentazione ad un breve intervento di appena 8 minuti.
Anche di questo ci occuperemo in altra parte del giornale.
Era stato tentato di rubare la scena agli atti di indirizzo imbarazzanti, ma c’è stato chi ha rubato la scena veramente, forse nella certezza dello squallore del pomeriggio che andava sollevato.

Ecco, allora, gli interventi dei consiglieri Federico Bennardo, Rossana Caruso e Sebastiano Zagami, che abbiamo già riportato integralmente in altra parte del giornale, per comunicare la loro uscita dalla maggioranza.
In effetti poca sorpresa per l’annuncio atteso e, da alcuni anche sollecitato. Piuttosto un coup de theatre, perché sono sorti interrogativi destinati a restare senza risposta per qualche tempo.
Risaputo dell’atteggiamento critico nei confronti dell’amministrazione dei tre consiglieri, nota a tutti l’emarginazione dei tre, imposta dal sindaco, da parte della maggioranza, una uscita dalla maggioranza inevitabile: ma perché proprio ieri ? Un’azione sicuramente concertata per l’uscita contemporanea ma senza un disegno politico comune. Il consigliere Zagami ha già ufficializzato che andrà nel gruppo misto, verosimilmente lo faranno gli altri due, non ci sono formazioni politiche in consiglio dove potrebbero approdare, sono uniti, tutti e tre, dalla comune vicinanza alla DC di Cuffaro e Abbate, non ci sono all’orizzonte spazi di manovra politica, se non per una conta per le prossime eventuali provinciali.
Il fortino di Cassì resta sempre inespugnabile, al momento, eventuali altre defezioni sarebbero certe riparate dal soccorso rosso, in ogni caso non ci sono possibilità che il sindaco vada a casa.
Se movimenti importanti ci saranno, potranno essere determinati solo in vista delle prossime elezioni, anticipate per una candidatura del sindaco alle regionali, o alla scadenza naturale.
Sarà il tempo di nuove alleanze, ci sarà solo da vedere se sarà il sindaco a fare piazza pulita, prima, di alleati non fidati o non graditi, oppure saranno gli alleati a intraprendere prima altre strade, possibilmente con direzione candidatura a sindaco.
La valenza dello spettacolo, non determinata dall’uscita dalla maggioranza quanto, piuttosto, dalle motivazioni esposte separatamente, che abbiamo pubblicato integralmente e commenteremo in altra parte del giornale.

Va considerato l’intervento del consigliere Gaetano Mauro che, dopo l’intervento della consigliera Caruso e prima di quello del collega Zagami ha avuto la capacità di stemperare la tensione che, ancorché mascherata, era palpabile nelle file della maggioranza e dell’amministrazione, se non altro per l’affronto subito dalla supponenza e dalla prosopopea del potere costituito.
Negli ultimi giorni si era lavorato per tenere uniti i cocci di una maggioranza ormai sbrindellata, significativi gli endorsement alla consigliera La Licata, ritenuta fibrillante, per un semplice atto di indirizzo, ancor più significativa l’intervista odierna, sul quotidiano locale, alla consigliera Criscione, quasi un diversivo in vista della impegnativa seduta di consiglio.
Dichiarazioni della Criscione a dir poco sorprendenti, nessun tentennamento in maggioranza, salvo l’uscita ufficiale dei tre, inutile e non richiesta conferma dell’episodio dell’assessore che ha aggredito verbalmente i quattro consiglieri, quindi ammissione dell’accaduto, come avvenuto, già, in altre occasioni, salvo la pezza che non è stato un accadimento importante, solo ingigantito dalla stampa. Un episodio che può capitare, in tutti i gruppi si possono alzare i toni, ammissione delle parolacce, avremo voglia di sapere cosa ne pensa di questo ennesimo capolavoro mediatico l’assessore interessato!
L’intervista prosegue con il consueto saccente commento della consigliera per le politiche delle opposizioni, senza proposte e per nulla costruttive, prima della chiusura con il voto, naturalmente elevato, alla sua stessa componente politica.
Questa esibizione mediatica della Criscione viene focalizzata dal consigliere Mauro a proposito della mancanza di iniziative propositive delle opposizioni: da un accertamento sulle proposte della consigliera Criscione, Mauro rileva che quanto a interrogazioni, mozioni, accesso agli atti e quant’altro la Criscione è ferma allo zero, quindi ha voluto contrapporre al voto autoassegnato dalla consigliere al secondo mandato di Cassì, un plateale zero per la sua attività di esponente della maggioranza.

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