Contestati l’Atto Aziendale e la dotazione organica dell’ASP

di redazione
Si moltiplicano le posizioni in netto dissenso con la Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria

Si è detto sempre che la Sanità non deve subire ingerenze della politica, nel territorio ibleo è andata a finire che non ci sono ingerenze ma, piuttosto, c’è il dominio della politica e del campanile sulla Sanità, con conseguenze ancora tutte da scoprire e i cui effetti si avvertiranno negli anni.
L’attuale vicenda dell’Atto aziendale e della dotazione organica ha messo allo scoperto gravi condizioni della sanità isolana. Per quello che ci riguarda, abbiamo solo temporaneamente goduto dell’illusione di poter avere una celebrità nel campo della clinica  e della ricerca medica alla guida della locale Azienda Sanitaria, scelta di eccellenza dell’allora Assessore Lucia Borsellino, certi delle scelte che sarebbero state caratterizzate solo da esclusiva competenza.
In un ordine normale delle cose, nessuno avrebbe potuto eccepire nulla sulle decisioni di uno che la sanità la vive, e l’ha vissuta, dall’interno e ad alti livelli.
Andata via la Borsellino, l’assessorato è rimasto preda della lottizzazione politica e i risultati non si sono fatti attendere, ancorché il titolare della delega risulti un altro che la sanità la vive dall’interno, anche se dietro una scrivania di dirigente.
Non è desueto pensare che con la Borsellino, anche se alla fine non ha dato grande prova di autorevole e indipendente capacità decisionale, sarebbero state arginate le polemiche divampate attorno all’atto aziendale, di fronte alle quali il direttore generale mostra poca intenzione di tenere le redini ferme.
Una silente strategia di apparente attesa risalta nell’assenza sulla scena dei parlamentari locali che, forse, si astengono dal partecipare alla contesa per evitare cattive figure finali.
Dopo le posizioni di dissenso del Presidente di Federsanità ANCI, Giovanni Iacono, dei Senatori Venerina Padua del PD e Giovanni Mauro di Forza Italia, sono state diffuse le note di Partecipiamo e del gruppo consilaire di Forza Italia al Comune i Ragusa, in vista della Conferenza dei Sindaci della quale riferiamo in latra parte del giornale.
Il consiglio Direttivo e il Gruppo Consiliare  dell’Associazione Partecipiamo hanno espresso un forte e radicale dissenso rispetto al piano aziendale presentato dai vertici dell’ASP di Ragusa. 
L’atto non andrebbe nella direzione della tutela della salute dei cittadini ma segue, solo ed esclusivamente, logiche di lottizzazione politica e di campanile.
La prova è data dallo smantellamento delle strutture che sono all’avanguardia e funzionano come la struttura di ‘Malattie infettive’ di Ragusa, l’Otorinolaringoiatria, la Diabetologia, la Psichiatria e il Dipartimento di Oncologia che viene del tutto soppresso.
Si sono già ridotti nei mesi scorsi i posti letto di Medicina e di Pneumologia e la Gastroenterologia ora viene trasferita a Vittoria.
Qual è il disegno strategico del Direttore Generale dell’ASP ? Quali intenzioni ha sul nuovo ospedale ‘Giovanni Paolo II’ che dovrà aprire a Ragusa ?
Se lo chiedono i vertici di Partecipiamo che ritengono come, con questo piano aziendale, la sanità a Ragusa viene ridimensionata in maniera letale e diventa un ‘malato’ terminale, mentre si svuota il nuovo ospedale, progettato come ospedale di riferimento sovra territoriale nella logica del modello ‘Hub-spoke’, prima ancora di essere inaugurato!
Di questo la deputazione regionale e nazionale della provincia dovrà rendere, pesantemente, conto ai cittadini di Ragusa. Partecipiamo porrà in essere tutte le azioni democratiche e legali per opporsi ad un piano insensato, che segue solo logiche estranee alla tutela della salute dei cittadini.
Anche il gruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Ragusa ha predisposto un ordine del giorno da esitare in aula per contrastare l’atto aziendale, ritenuto uno strumento utile solo per depotenziare le strutture ospedaliere del comune capoluogo.
L’invito è per il Sindaco, quale massima autorità sanitaria, affinché attui tutte le possibili strategie per mantenere inalterati i livelli dell’assistenza in città.
Considerando irrituali logiche campanilistiche alla base di scelte così importanti, non è possibile pensare di affossare il comparto sanitario nel capoluogo, ancora prima di tentare di avere di più per le periferie.
La centralità geografica di Ragusa costituisce da sola  la prerogativa che volle fare del nuovo ospedale il fulcro della sanità iblea.
L’ordine del giorno dei forzisti di Ragusa scade alla fine in una serie di richieste di carattere prettamente tecnico sanitario, riguardanti allocazione di reparti e scelte delle specialità da implementare o da creare ex novo, che riteniamo rientrino in quelle ingerenze della politica che tanto si aborriscono.

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