di Cesare Pluchino
Mario D’Asta non cede e, con il sostegno di Chiavola, si elegge capogruppo al Consiglio comunale
Non è nemmeno il partito, come ci si aspetterebbe, a comunicare l’elezione del nuovo capogruppo al Consiglio Comunale di Ragusa: è lo stesso Mario D’Asta, uomo tuttofare del partito e della corrente renziana che fa capo all’on.le Nello Dipasquale, presidente provinciale, a diramare la nota con la quale informa dell’avvenuta sostituzione di Giorgio Massari per la carica di capogruppo.
Pura retorica in politichese quella del nuovo capogruppo che parla di formalizzazione di un nuovo percorso, passati tre anni dalle elezioni. Il cambio non era nelle cose, non era fisiologico come si vorrebbe far apparire, né all’interno del PD si era mai parlato di naturale avvicendamento nella carica.
Naturalmente non vengono passati in rassegna gli attriti all’interno del gruppo, che si rifanno ai contrasti di corrente, segnatamente a quelli generatisi dopo l’ingresso di Dipasquale nel circolo Rinascita Democratica, che provocò la frattura fra il gruppo di D’Asta e quello di Giorgio Massari, poi passato al secondo Circolo del Senatore Battaglia e dell’avv. Barone.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfessione ufficiale, da parte di Giorgio Massari, dell’operato dell’on. le Dipsquale, relativamente alla presentazione dell’emendamento sulle royalties, poi sonoramente bocciato. Le dichiarazioni in aula, durante la seduta del Consiglio comunale, furono dirompenti, con una delegittimazione degli altri componenti il gruppo e con l’irriverente presa di distanza, come partito, dalle posizioni dell’onorevole.
D’Asta, rifacendosi alle norme di consuetudine per i gruppi consiliari, non esistendo un regolamento di gruppo, aveva semplicemente comunicato la variazione.
Massari, sostenuto dai vertici comunali del partito, (che D’Asta e la sua corrente non riconoscevano fino a ieri – ndr) ha tentato di resistere, appellandosi alle regole e alle formalità.
Nel pomeriggio di giovedì 31 marzo, riunione al Comune, in sala commissioni, con il vertice comunale del Partito rappresentato dal senatore Battaglia, segretario dell’Unione Comunale.
D’Asta e Chiavola hanno ascoltato il senatore Battaglia, riconoscendone, di fatto, la rappresentanza dell’Unione Comunale, che ha cercato di motivare le posizioni del Partito in favore dell’attuale capogruppo che non avrebbe offerto elementi per potere prendere in esame una sua sostituzione, per il prestigio personale, per l’autorevolezza e le competenze, non solo politiche, e per il sostegno di gran parte del Partito.
D’Asta e Chiavola si sono appellati al ricambio fisiologico e hanno proceduto alla formale elezione: due consensi per D’Asta, uno per Massari.
L’ennesima puntata di un teatrino al quale, in verità, per ferma adesione ai principi della politica, hanno partecipato e concorso anche i perdenti che, comprendendo come, alla fine, sarebbero andate le cose, avrebbero dovuto lasciare campo libero ai conquistatori, evitando ulteriori sceneggiate di cui il partito, in verità, non solo a Ragusa, non ha più di bisogno, vantando un vasto repertorio di liti, contrasti e beghe interne.
Il comunicato conclude con il rinnovo delle intenzioni di costruire un percorso unitario nel gruppo e nel partito, oltre che continuare a rappresentare la forza importante, in Consiglio, che non può che porsi come alternativa all’attuale amministrazione grillina.
Per la cronaca, il capogruppo de lPD risultava assente alla riunione dei capigruppo di venerdì 1° aprile: che sia stato tutto un pesce d’aprile?
