Controllo di vicinato, la nuova frontiera della sicurezza

Una tre giorni, a contatto con i cittadini, per presentare il protocollo del ‘Controllo di vicinato’, una iniziativa voluta dalla Prefettura, sul modello di analoghi sistemi applicati al nord, con buoni risultati, per coinvolgere gruppi di cittadini nel contrasto ai reati predatori, cioè furti e rapine, con la possibilità di segnalare anche ogni comportamento, atteggiamento, agire, potenzialmente contrario alla legge, con una forte componente di partecipazione e solidarietà, all’interno del gruppo, verso fasce di cittadini deboli, anziani, disagiati, diversamente abili, più facili prede di reato.
Fra i compiti del gruppo, anche quello di segnalare violazioni dell’ambiente e del decoro urbano ed extraurbano.
Ad illustrare le varie sfaccettature del progetto, nei tre giorni, il Sindaco Cassì, gli assessori Iacono e Barone, il capitano dei Carabinieri, Elisabetta Spoti, il dr Magnano, in rappresentanza della Questura, il Comandante del Corpo della Polizia Locale, Giuseppe Puglisi con il maggiore Marù.
Nel primo pomeriggio di incontro, erano invitati i cittadini del centro storico superiore e quelli delle zone di via Archimede e viale dei Platani, nel secondo incontro i residenti delle contrade, nell’ultimo i residenti di San Giacomo, Punta Braccetto e Marina di Ragusa.
È stato presentato ai convenuti, pochi, stranamente, quelli del centro storico, che avrebbero dovuto essere maggiormente interessati, presenti in massa quelli delle contrade e di Marina di Ragusa, l’obiettivo del protocollo che vuole rafforzare ulteriormente quelle forme di cooperazione tra Amministrazioni Statali, Istituzioni locali e società civile nell’ambito di un processo di sicurezza integrata e partecipazione attiva.
Il Sindaco, nei suoi interventi, ha sottolineato la valenza di un processo virtuoso per coinvolgere la comunità, tema approfondito da Giovanni Iacono che ha sottolineato la partecipazione attiva e la maggiore cooperazione per una collaborazione proficua con istituzioni e Forze dell’ordine.
Un progetto in cui l’amministrazione crede, con l’obiettivo complessivo di favorire la convivenza civile attraverso meccanismi di integrazione.
Particolarmente efficace, nei suoi interventi il Comandante della Compagnia Carabinieri di Ragusa, il capitano Elisabetta Spoti, che ha fatto sentire la vicinanza dell’Arma alla comunità, sempre impegnata all’ascolto di ogni istanza, che vede nei cittadini l’ausilio ideale per una azione di intervento condivisa.
In un territorio assai vasto, la presenza pur costante e diffusa dei Carabinieri, e delle altre Forze dell’Ordine, non può essere ubiquitaria, il ruolo di cittadinanza attiva deve essere proprio di ogni cittadino: quel cittadino che è in ogni angolo del territorio, che può essere spettatore di episodi che possono sfuggire alle pattuglie, più occhi sul territorio per i mezzi sospetti, per il disagio sociale, per le persone sospette.
Il dr. Magnano, della Questura di Ragusa, è entrato nei dettagli del protocollo, della composizione dei gruppi, della nomina del referente che raccoglie le segnalazioni e le trasmette alle Forze dell’Ordine, secondo procedure concordate. Un potenziamento delle attività sul territorio, una evoluzione delle strategie finalizzate a colpire episodi di microcriminalità, nelle sue varie forme, con attenzione alle fasce più esposte della città, sulla scia delle positive esperienze del poliziotto, del carabiniere, del vigile di quartiere.
Il Comandante Puglisi, più direttamente coinvolto nelle procedure di istituzione del protocollo ‘Controllo di vicinato’, anche per il suo ruolo di dirigente dell’ente, ha evidenziato i limiti dell’azione del cittadino, che può solo rilevare e segnalare quello che non va, con grande importanza per quei reati, o comportamenti non consoni al vivere civile, attinenti all’inquinamento ambientale e al decoro urbano, per la cui lotta l’azione collaborativa della collettività può risultare di fondamentale importanza nell’ausilio delle Forze preposte, giornalmente impegnate in tal senso.
Puglisi ha messo in evidenza come questo controllo totale del territorio si dovrà avvalere anche della videosorveglianza, sempre in evoluzione nella nostra città, e prossimamente implementata nel contesto del rinnovo del Patto Ragusa Sicura’, un protocollo che costituisce un esempio di eccellenza dell’integrazione fra pubblico e privato.
Qualificata la partecipazione al primo incontro, quello dedicato al centro storico, che ha visto l’intervento dell’on.le Franco Antoci, mirato alle difficoltà di attuazione del protocollo e alle emergenze di decoro e di sicurezza del centro storico che possono trovare un adeguato ausilio.
Presenti anche alcuni esponenti del coordinamento di Fratelli d’Italia, l’avv. Calvanese ha auspicato un utilizzo dei gruppi in funzione di collettore di informazione delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine, un ‘Controllo di Vicinato’, per permettere al Comune, di entrare, meglio dei social e dei media, a casa della gente, soprattutto di quella che non si serve dei tradizionali e moderni mezzi di comunicazione.
Il secondo incontro ha visto la partecipazione di numerosi residenti di contrade, molti dei quali già organizzati con gruppi whatsapp per uno scambio di comunicazioni e di allarmi in tempo reale, disponibili alla massima collaborazione per il protocollo.
Terzo incontro dominato dalla presenza di alcuni cittadini residenti nella zona di Marina di Ragusa che va dalla delegazione comunale al porto turistico.
Già al secondo incontro, ancora di più nel terzo, c’è stato uno sfruttamento distorto dell’appuntamento, molti hanno approfittato dell’occasione di poter interloquire con il primo cittadino e con l’assessore Iacono per inoltrare segnalazioni, criticità, emergenze, delle zone di residenza.
Per le contrade, rimarcata la scarsa segnaletica, lo stato pietoso delle strade, l’illuminazione carente, la scerbatura che richiederebbe turni di lavoro più ravvicinati e più intensi.
Per Marina di Ragusa, i presenti, peraltro già detentori di un prossimo appuntamento con il primo cittadino, hanno incentrato gli interventi per la segnalazione dei disagi dovuti ai diversi locali del porto che vendono alcolici in bottiglie di vetro, alla presenza sempre più numerosa di giovani ubriachi che disturbano, lasciando bottiglie rotte, che scambiano ogni angolo per orinatoio, per arrivare alle emissioni sonore incontrollate ad ogni ora del giorno e della notte.
Questi interventi importanti ma fuori tema sono stati del tutto inopportuni nell’occasione dell’esame del protocollo per il Controllo di Vicinato, incomprensibilmente ignorato dai residenti presenti che si sono soffermati sui ritardi degli interventi delle Forze dell’Ordine e sulla scarsità di misure severe nei confronti di chi infrange la legge.
I rappresentanti delle Forze dell’Ordine presenti hanno sottolineato come i loro intervento sono e si fermano in linea con quanto prescrive la legge, i rilievi sono sanzionati, ove previsto, per le denunce, dopo il regolare inoltro alla magistratura, le questioni esulano dalla loro competenza.
È stata ignorata, nella fattispecie, la valenza del protocollo, perché anche le criticità evidenziate possono essere oggetto delle segnalazioni e considerata l’imminente stagione estiva, si potrà constatare quanto può valere il protocollo, perché se non ci saranno interventi concreti sulle segnalazioni, il Controllo di Vicinato avrà perso ogni credibilità.

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