Leggiamo della richiesta di un incontro rivolta dal Consorzio per la tutela del Ragusano DOP al vicepresidente del Corfilac, Barresi. per fare chiarezza sulle funzioni d del Consorzio.
Il comunicato evidenzia nella premessa, invero con estrema moderazione, come si sia registrato quanto riportato dagli organi di stampa, nel prendere atto che non risponde al vero la notizia della decadenza del CDA.
Chi scrive, in quanto uno degli autori della notizia, ammette che non c’è stato seguito formale alle parole pronunciate nel corso della seduta, dichiarare di rimettere tutto nelle mani dell’assessore regionale ha un chiaro significato, nel contesto dell’incapacità di autodeterminarsi per porre rimedio al pasticcio provocato.
Il fatto che le dimissioni non siano state formalizzate è un dato che accogliamo e del quale si fa ammenda, per quanto incomprensibile alla luce di quanto accaduto.
Piuttosto, le considerazioni espresse nel comunicato ci destano perplessità, perché non c’è una chiara condanna di quanto accaduto, che dovrebbe provenire, prima di tutto, da chi potrebbe maggiormente soffrire le irregolarità perpetrate dagli amministratori, per le conseguenze che si potrebbero avere e che ora preoccupano i richiedenti l’incontro.
Un incontro richiesto è stato deciso per fare chiarezza e soprattutto per verificare l’esistenza delle condizioni per la normale operatività del Consorzio di Ricerca, organismo ufficiale riconosciuto dal Mipaaf ed incaricato per la effettuazione di tutti i controlli previsti dalle normative comunitarie e nazionali e dal disciplinare di produzione.
Nel comunicato di parla di “confusione, determinata dalle diverse prese di posizione”, che starebbe, insieme con la crisi che ha investito l’Ente, seriamente condizionando la gestione del Corfilac, creando, purtroppo, uno stato di giustificato allarme fra gli operatori della filiera lattiero casearia iblea e siciliana con particolare riferimento agli allevatori, produttori del latte e del formaggio.
Non si comprende perché una struttura importante come il Consorzio per la tutela del Ragusano DOP, guidata da autorevoli e competenti personaggi, parli di confusione e di ‘diverse prese di posizione’, di semplici ‘questioni’, per definire adempimenti condotti in spregio alla Legge, in assoluta violazione dello Statuto.
C’è, in pratica, da parte del Consorzio per la tutela del Ragusano DOP, un atteggiamento che, pare, non sia di netta condanna, mentre, però, è d’obbligo rilevarlo, nella richiesta di incontro, avanzata con lettera a firma del presidente Giuseppe Occhipinti e del direttore Enzo Cavallo, inviata per dovuta conoscenza all’assessore regionale dell’agricoltura, Edy Bandiera, al rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile, al sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, al commissario del Consorzio di Bonifica della Sicilia orientale, Francesco Greco, al presidente della Cooperativa Progetto Natura, Giovanni Campo, oltre che a tutti i componenti del Comitato dei Consorziati (Giorgio Carpenzano, Nino Colombo, Salvatore Cascone e Salvatore Barbagallo), non si fa cenno ai passaggi della nota inviata alla stampa.
Non si parla di “confusione, determinata dalle diverse prese di posizione”, non si fa cenno a questioni varie, non si appello al pieno ripristino della legalità e non si chiede, neppure, un ricambio del Comitato dei Consorziati per facilitare una piena e funzionale ripresa dell’attività.
Si citano solo ‘inaspettate dimissioni del Presidente’ e le notizie degli ultimi giorni, riportate dalla stampa, che inducono a chiedere un incontro necessario e urgente per stilare un cronoprogramma delle verifiche e dei controlli d’ufficio relativi alle finzioni del CoRFiLaC.
Pare che di avere lumi sul perché il Comitato dei Consorziati non rispetti le norme dello Statuto, al Consorzio di Tutela del Ragusano interessi ben poco.
