Crisi idrica a Ragusa, Calabrese (PD): “In quattro anni, da Cassì solo promesse”

Si spengono le luci sul caso Caravaggio, ritenuto, da alcuni, ormai chiuso, e si riaccendono i fanalini sulle questioni di sempre.
Non c’è, però, una strategia di lotta precisa, nonostante la consapevolezza che da quattro anni ci sono solo promesse, si continua a sfornare comunicati che, quasi sempre, non hanno effetti concreti, tanto da far pensare all’entourage del primo cittadino che questa strategia gioca a favore dell’amministrazione.

Il segretario cittadino del Partito Democratico riaccende l’attenzione sulla crisi idrica, le lamentele sono tante, diverse le zone della città dove l’acqua scarseggia, dal centro storico segnalato da un consigliere di maggioranza, ad altre zone centrali della città, senza parlare delle periferie.
Di tutta evidenza che la crisi idrica non dipende da mancanza di acqua, perché la penuria dovrebbe rilevarsi in tutti i quartieri, ci sono sempre problemi con le pompe, con le condutture, con le diramazioni della rete, con le perdite, tutta una serie di problemi di fronte ai quali l’amministrazione si scopre incapace di fornire soluzioni.
Da quattro anni solo promesse, ma, evidentemente, la gente si accontenta di poca acqua, bastano le autobotti, comprende che in alcune zone della Sicilia non hanno neanche quel poco di cui godiamo, perché da quattro ci sono comunicati, ci sono promesse, ma non ci sono proteste vibranti, sit-in davanti al Comune, manifestazioni di piazza e occupazioni.

Questa la nota odierna del segretario cittadino del Partito Democratico:

“Durante questi anni di sindacatura Cassì, sul fronte della persistente crisi idrica, i cittadini ragusani hanno ottenuto solo promesse mentre la soluzione al problema sembra ancora lontana”.
Lo dichiara il segretario cittadino del Partito Democratico, Giuseppe Calabrese, che spiega: “Interi quartieri della città, ogni giorno, devono fare i conti col trovarsi senza acqua e ciò non accade solo nella bella stagione per via della siccità, ma ormai anche in inverno, come testimoniano le centinaia di segnalazioni che i dirigenti del locale Partito Democratico hanno ricevuto.
Il via vai di autobotti per rifornire i condominii è continuo, estate e inverno, e lì si vive ormai con l’acqua razionata.
Da tempo chiediamo al sindaco di sostituire l’assessore di riferimento che non sembra capace di imprimere una svolta significativa alla faccenda, neanche per quanto riguarda la soluzione che gli è cascata fra le braccia quando hanno scoperto che una legge regionale trasferiva al Comune la gestione dei serbatoi dell’ex Consorzio ASI. Pare che non si riesca a chiudere il cerchio…
Pure sul potabilizzatore di Camemi non si sa più nulla. A gennaio l’assessore diceva che era stato attivato da pochi mesi, ma non ci sembra che ciò corrisponda al vero, anzi sappiamo che le contrade ancora sono senza una rete idrica. Tutto ciò appare assai distante da quel che intendiamo noi per buona politica e buona programmazione”.
“All’amministrazione comunale, dunque – conclude Calabrese – chiediamo di fare bene e presto, risolvendo i problemi che impediscono di completare la conduttura ai pozzi ASI e mettendo a pieno regime il potabilizzatore di Camemi”.

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