Crisi idrica, l’opposizione dura e strumentale e quella propositiva

La crisi idrica tiene banco in città. Nel corso di un a conferenza stampa, il Sindaco e l’assessore al ramo hanno circoscritto la problematica ad alcune zone di Bruscè e del Selvaggio, ammettendo che la forte espansione edilizia ha creato qualche problema rispetto al passato.
Le criticità, in qualche caso, soprattutto per quanto riguarda insediamenti residenziali di più unità abitative, soffre, per stessa ammissione dei residenti, di croniche inadeguatezze degli impianti.
Puntualizzando che è stato incrementato il servizio autobotti, l’assessore ha illustrato il piano di collegamento immediato ad un pozzo ASI del serbatoio di Bruscè, nonché la prossima acquisizione di tutti i pozzi ASI che darò formalizzata entro fine mese.
Tenuto conto dei tempi tecnici e burocratici, a valere anche per l’utilizzo del potabilizzatore di Camemi che fornirà acqua a Marina di Ragusa e ad alcune contrade a monte, non si può dire che l’amministrazione non si sta muovendo per risolvere la crisi idrica e lo starebbe facendo in maniera concreta.
Non la pensano così le opposizioni, anche quelle che si definiscono ‘propositive’ che mettono a nudo quelle che sarebbero vere e proprie insufficienze degli amministratori.

Al riguardo, la segreteria cittadina del Partito Democratico rileva come l’amministrazione abbia voluto minimizzare i disagi, mentre aumenta il malumore fra i cittadini.
In una nota, a commento delle dichiarazioni di sindaco e assessore, si legge : “Temiamo che il sindaco Cassì sia vittima di un’illusoria percezione della propria capacità di amministrare la città di Ragusa, percezione probabilmente alimentata dal fatto che la prudenza imposta dalla pandemia suggerisce a gruppi politici e ai singoli cittadini di evitare manifestazioni in piazza alle quali, altrimenti, parteciperebbero migliaia di persone, questa volta per protestare per il pessimo servizio reso alla città in merito alla gestione delle risorse idriche”.
“Il primo cittadino – spiegano – ha minimizzato il problema della carenza di risorse idriche disponibili per la nostra città dichiarando che le difficoltà di distribuzione dell’acqua riguardano solo ‘una fascia circoscritta di utenti’, quando sappiamo bene dall’enorme numero di segnalazioni che abbiamo ricevuto che il problema è molto più vasto coinvolgendo ogni giorno una quantità sempre maggiore di persone.
Migliaia di famiglie non riescono ad usufruire del servizio e Cassì parla di ‘una fascia circoscritta di utenti’.
Ci dovrebbe spiegare, di grazia, quando, esattamente, un problema grave può essere trattato come merita? Il sindaco, inoltre, ha parlato di difficoltà strutturali che intende risolvere entro il mese di maggio collegando la rete del pozzo dell’ex consorzio ASI al serbatoio Bruscè: una soluzione di cui si parla da anni e che non si è mai riusciti a portare a compimento.
Ci auguriamo davvero che questa sia la volta buona, ma – aggiungono – vogliamo ricordare al sindaco che invitare i cittadini a consumare meno acqua, cosa che sanno già benissimo da soli, gli fa fare solo la figura del saputello come ha già evidenziato giustamente in un comunicato il nostro capogruppo in Consiglio comunale Mario Chiavola. Prima bisognerebbe fare in modo che tutti i cittadini abbiano la stessa possibilità di disporre della preziosa risorsa e a questo vorremmo che il sindaco si dedicasse ”.

Fin qui la nota sull’argomento ‘crisi idrica’, poi la segreteria cittadina PD prosegue con i rilievi su altre criticità, concludendo con l’auspicio che il sindaco possa valutare la possibilità di dimettersi: “Invitiamo il sindaco a compiere un serio esame di coscienza, perché mentre lui crede di governare il paese delle meraviglie, dove tutto va bene, noi dobbiamo dire che mai prima d’ora abbiamo visto Ragusa versare in condizioni così critiche come quelle in cui si trova in questo momento: le strade sono sporche e ridotte a un colabrodo, l’illuminazione pubblica è carente, la gestione della raccolta dei rifiuti lascia assai a desiderare. Se Cassi, finalmente, dovesse prendere coscienza di non essere il sindaco di cui abbiamo bisogno – concludono – farebbe meglio a dimettersi e Ragusa ne gioverebbe non poco”.
Un comunicato di pura opposizione, che fonda le sue ragioni sulla diversa valutazione della consistenza della crisi idrica e che ammette, di fatto, come la soluzione dei pozzi ASI, di cui si sarebbe parlato da anni, potrebbe contribuire a risolvere definitivamente i problemi.
In definitiva, quindi, un comunicato di facciata che mette in risalto solo come il problema sia più grosso di come, in effetti lo vede il sindaco.

Diversa è l’opposizione propositiva, portata avanti dal rappresentante in consiglio del movimento Ragusa Prossima che propone soluzioni e più radicali, che meritano attenta analisi e che mettono in luce una scarsa visione dell’amministrazione sulla problematica, se non opportunatamente replicate.
Di questa ci occupiamo in altra parte del giornale.

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