Siamo quasi alla fine della sindacatura Cassì, ma i 5 Stelle non demordono dalla solita opposizione al borotalco, fatta di comunicati e di attacchi al primo cittadino, senza minimamente accennare a eventuali responsabilità di dirigenti, di funzionari e, soprattutto di assessori incapaci.
L’ultima nota dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle di Ragusa, Antonio Tringali e Sergio Firrincieli, inviata come Gruppo Consiliare denuncia le perenni criticità idriche, in questo periodo determinate da un impianto elettrico autentico colabrodo che alle prime gocce va in tilt.
Siamo alle prese con questo tipo di guasti da sempre, evidentemente questa amministrazione, questo assessore, questo dirigente, questi uffici, non hanno le capacità per venire a capo, una volta per sempre, di queste criticità. Dopo 5 anni, occorrerebbe rassegnarsi.
Sul male cronico di un settore che, di tutta evidenza, non è gestito al meglio, si inseriscono le solite questioni con le ditte appaltatrici dei servizi.
Risulterebbe essere scaduto, dal 30 novembre scorso, il contratto con la ditta a cui era legata la reperibilità nei festivi del servizio autobotte. A quanto pare, l’affidamento, che è stato dato a un’altra azienda, non prevede, a livello contrattuale, la reperibilità del servizio autobotte nelle giornate festive
Al disagio della mancanza di acqua, si aggiunge l’impossibilità di godere di un servizio di emergenza di autobotti che il Comune, non si sa per quale motivo, non garantisce più nei giorni festivi.
Ma siamo ormai chiaramente a conoscenza come quello dei servizi è un settore tutto da dimenticare, per l’inadeguatezza dell’assessore, le scarse capacità degli uffici, le cervellotiche trovate di chi scrive bandi di gara e regolamenti.
Una volta non funzionano l’idrico, una volta i bagni pubblici restano chiusi, una volta la gente è chiusa dentro le ville, una volta i cimiteri non aprono, ci sono state sempre questioni con le cooperative e le ditte per la manutenzione delle vasche nelle ville, per i servizi cimiteriali, ormai disservizi diventati costante, per i quali non si riesce, chiaramente, a venire a capo.
Per i 5 Stelle una mancanza di programmazione pesante che stride con la volontà di chi intende ricandidarsi per i prossimi cinque anni a guidare la nostra città.
In proposito, però, sarebbe opportuno auspicare, alla fine dei 5 anni, una strategia diversa da parte dei 5 Stelle: assodata l’incapacità generale di una amministrazione, per questi disservizi e per tante altre criticità che non la renderebbero idonea ad una riconferma, sarebbe d’uopo che i 5 Stelle presentassero una candidatura a sindaco alternativa all’attuale e, soprattutto, ci dicessero quali sono i programmi e come intenderebbero gestire i servizi.
Tutti parlano, infatti, di Ragusa del futuro, di infrastrutture, di grandi opere, di progetti culturali, di città green, ma il piccolo problema dell’autobotte resta sconosciuto nei programmi.
Sono evidenti le crepe dell’amministrazione: occorre fare nomi, proporre le alternative, specificarne le competenze, chiarire cosa si vuole fare negli uffici, chiarire se si vuole procedere alle famose rotazioni di cui tutti parlano ma per le quali nessuno si muove.
Bisogna proporre delle alternative e soprattutto presentare le soluzioni, altrimenti è solo propaganda per riconquistare la poltroncina e tentare, di infiltrarsi in qualche coalizione dove cercare di strappare un assessorato.
Non è più tempo di parole, di comunicati, occorre scendere in campo, quali che siano le proprie forze e fare proposte alla città.
Quando gli elettori riconfermeranno la fiducia a Cassì e al suo cerchio magico, quando si fideranno di qualche altro candidato che riuscirà a imbonire le masse, senza fornire garanzie adeguate, allora è giusto che la città si tenga l’acqua a singhiozzo, l’autobotte a discrezione del dirigente, la scarsa manutenzione, gli orari ballerini degli uffici turistici, i bagni pubblici chiusi, le puntuali disinfestazioni in occasione dei ‘ponti’, il servizio taxi che non funziona, il trasporto pubblico che non esiste.
Perché, chiaramente, soprattutto se qualcuno dei 5 Stelle attuali sale al potere, tutto dovrà funzionare come un orologio svizzero, meglio sarebbe dire come una città svizzera. Altrimenti è meglio tenersi quello che abbiamo, almeno ci abbiamo fatto l’abitudine.
