Da Ragusa una posizione netta contro il green pass

In tutta Italia proteste di vario genere, da Ragusa arriva una posizione forte e decisa contro il green pass, almeno per gli eventi all’aperto.
L’Ufficio Cultura e Beni Culturali aveva reso noto, con un comunicato, nel pomeriggio di ieri 13 agosto, alcune variazioni al programma degli eventi culturali inseriti nel calendario dell’ “Estate Iblea 2021”.
Come consuetudine degli Uffici del Comune, dove tutto viene filtrato, annacquato, mascherato, attenuato, si riferiva, prima di problemi tecnici e amministrativi legati alle nuove regole relative alla rappresentazione di spettacoli all’aperto, in luoghi in cui sono presenti univoci varchi di accesso, che obbligavano una associazione a sospendere i prossimi appuntamenti della Stagione Concertistica, previsti nei giorni 13 e 22 agosto, 3, 4 e 11 settembre, il cui svolgimento era previsto presso il Centro Commerciale Culturale di via Matteotti.
L’associazione si riservava di riprendere lo svolgimento degli stessi qualora ulteriori modifiche alle attuali norme lo rendano possibile.
Successive richieste di chiarimenti da parte di qualche consigliere comunale, lo stesso Ufficio, con un secondo comunicato, precisava che la sospensione degli spettacoli della Stagione concertistica Melodica è stata decisa dalla stessa associazione che promuove gli eventi e che la motivazione indicata nella precedente nota inviata dall’Ufficio ed inserita nel comunicato stampa, non era altro che la motivazione a sospendere i concerti della stessa associazione culturale.
In serata, anche l’associazione riteneva opportuno chiarire i termini della decisione, per esplicare la propria posizione, alla luce di inevitabili polemiche che, era prevedibile, sarebbero sorte per una scelta comunque legittima ancorché non condivisibile.
Con una nota stampa, l’associazione Melodica, comunicava che la scelta di interrompere i concerti era stata presa sentiti gli artisti, ritenendo le disposizioni governative “inaccettabili e discriminatorie”
“L’arte non discrimina! – si legge nella nota – E noi non ci sentiamo di lasciare fuori alcuni spettatori facendone entrare altri muniti di green pass. Il contradditorio provvedimento avviato dal Governo nazionale non ci trova d’accordo né a noi come organizzatori né a molti degli artisti le cui esibizioni erano in programma.
Per questo motivo la stagione concertistica internazionale Melodica verrà sospesa a partire dal concerto di questa sera, venerdì 13 agosto. Quando, e se ci saranno condizioni migliori, e soprattutto egualitarie, saremo pronti a tornare a suonare, ad esibirci, ad accogliere il pubblico”.
Scelte legate alle nuove regole relative alla rappresentazione di spettacoli all’aperto, in luoghi in cui sono presenti univoci varchi di accesso.
Viene sottolineato dall’associazione come risulti contraddittorio che, per i concerti all’aperto, in cui è garantito il distanziamento sociale con i posti a sedere separati a due a due, è obbligatorio il green pass, mentre per altri ambiti in cui il distanziamento sociale è senza dubbio ridotto, il green pass non è obbligatorio.
Evidenziando nessuna forma di schieramento all’interno del dibattito che si svolge su vaccini, green pass e limitazioni, si afferma che l’arte non discrimina, che la musica sia un linguaggio universale, che unisce e non certamente che divide.
Contraddittorio e paradossale viene ritenuta la possibilità di stare all’aperto, senza green pass, in un ristorante mentre la stessa cosa non è possibile per assistere ad un concerto.
Ma di contraddizioni e stranezze, dall’inizio della pandemia e della storia delle restrizioni, non ne mancano, ma, di certo, occorre che qualcuno stabilisca delle regole e che qualcuno le rispetti.
La scelta dell’associazione, del tutto legittima potrebbe essere anche condivisibile se adottata per una manifestazione, per un evento privato, ancorché aperto al pubblico.
Per una manifestazione pubblica, quale può essere il cartellone estivo organizzato dal Comune, nell’ambito dei quali vengono percepiti anche contributi pubblici, ancirchè non legati alla programmazione estiva, la scelta sembra del tutto unilaterale, discutibile e impone una profonda revisione, dei rapporti fra ente pubblico e privati per l’erogazione di contributi e patrocinio per manifestazioni di vario genere, ritenendo in ogni caso necessario imporre clausole precise per situazioni imposte da autorità superiori.

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