Dario Gulino pronuncia la parola ‘pizzo’ in riferimento alla Chiesa e scatena polemiche

Come già avvenuto negli anni passati, l’assessorato al turismo del Comune di Ragusa, tramite un’apposita delibera della Giunta municipale, stipulerà un protocollo di intesa con la Diocesi per l’apertura delle Chiese a fini turistici, erogando la cifra di 45.000 euro, derivante dagli introiti della tassa di soggiorno.
Una iniziativa che non ha mai suscitato eccezioni o rilievi, essendo considerata quasi indispensabile per qualificare l’offerta turistica.
Chi per formazione e credo religioso ha sempre conservato innato rispetto per la Chiesa non ha mai sollevato perplessità sul protocollo, chi, invece, sempre per formazione e credo religioso non condivide la scelta di erogare somme ad una Chiesa già ricca di suo e destinataria, almeno in Italia, di tante agevolazioni e contributi da parte dello Stato, ha eccepito riserve su questa iniziativa, come su altre, quali, per esempio, gli ingenti fondi della Legge su Ibla erogati per il restauro di diversi edifici sacri.
C’è chi contesta che accordi per il contributo a restauri e lavori di manutenzione avrebbero previsto, in cambio, concessioni per la libera fruizione degli edifici sacri, che non sarebbero state rese operative.
Qualcun altro ha eccepito la mancanza di trasparenza sugli accordi e sulle motivazioni dei contributi erogati per edifici sacri che sono di proprietà della Curia, un aiuto per la tutela del patrimonio artistico architettonico che non riceverebbe nulla in cambio, se non per i fedeli di religione cattolica.
Ma sono state sempre contestazioni silenziose, sussurrate, non esternate pubblicamente, per un innato senso di rispetto per la Chiesa ma anche per l’imbarazzo di esternare opinioni difficilmente condivise.
Invero la cultura della classe politica del Movimento 5 Stelle, negli ultimi anni in grande ascesa, ha fatto trapelare i primi segnali di una insofferenza latente nei confronti della Chiesa, dalle piccole esternazioni in ambito locale alle posizioni del Movimento che, in ambito nazionale, come è accaduto a Roma, solleva riserve sul trattamento di esonero per il Vaticano di alcune tasse sugli immobili
Anche a Ragusa non sono poche le posizioni contrarie alla Chiesa, ma sono argomenti tabù, come il calo dei lettori dei giornali o certi segreti della politica come quelli sulla scomparsa dei fondi della legge su Ibla.
Al consigliere del Movimento 5 Stelle, Dario Gulino, il merito di esternare, senza infingimenti, le proprie opinioni, senza preoccuparsi di opportunità istituzionali, di rispetto per quanti onorano la Chiesa e di utilizzare termini che possono essere interpretati negativamente., dei quali, in ogni caso, si assume le responsabilità.
Quella chiarezza di opinioni, di pareri, di posizioni, sempre ostentate dai grillini come simbolo di trasparenza ma che, almeno da noi, non abbiamo mai potuto constatare in un contesto di incontri segreti, riunioni a porte chiuse e diffidenza diffusa.
Cosa ha combinato, oggi, il ‘birichino’ del gruppo consiliare pentastellato al Comune di Ragusa?
Ha scritto in suo post: “Ed anche quest’anno il comune paga 45.000 di pizzo alle chiese per farle tenere aperte. Quindi: il comune regala il terreno, il comune paga i lavori di costruzione, il comune paga le ristrutturazioni, il comune paga per tenere le porte aperte. Qualcosa non funziona. Sono sempre più convinto che basterebbe togliere il vaticano dall’Italia per risolvete almeno il 50% dei problemi”
Un po’ di confusione nell’esposizione, la parola ‘pizzo’ che stride applicata alla Chiesa, in ogni caso poco opportuna, un potpourri di affermazioni, in qualche
caso, non del tutto esatte.
La Chiesa non chiede né esige nulla, per aprire le Chiese chiede il rimborso delle spese di apertura, custodia e pulizia, per siti di sua proprietà. Se il Comune, in qualche caso dona il terreno per la costruzione di edifici sacri, lo fa anche a beneficio di una parte della collettività, come, peraltro, può donare un terreno per costruire una moschea, e bene farebbe per venire incontro ai tanti migranti accolti dalla Chiesa.
Quasi mai i lavori di costruzione sono pagati dal Comune, ci sono contributi che si aggiungono ai fondi della Chiesa. Restano da capire in quale contesto si inseriscono gli ingenti fondi per i restauri, quanto all’affermazione che senza il vaticano sarebbero ridotti i problemi, ci sembra che la stessa, oltre che esagerata, riguarda problemi e tematiche che esulano dai disinvolti colloqui sui social.
Naturalmente, il post ha provocato l’inoltro di numerosi commenti, a favore e contro la posizione di Gulino, ma ha suscitato anche la prima netta reazione politica dei consiglieri comunali renziani del PD che sin sono scandalizzati per le dichiarazioni del consigliere e hanno chiesto una presa di distanza da parte del Sindaco.
Naturalmente, con lo stile politico che gli è proprio, i due consiglieri sollevano il solito polverone, per delle opinioni riferite non in sede istituzionale.
Impensabile pensare che il sindaco e i componenti la Giunta possano condividere l’opinione dopo aver deciso di firmare il protocollo con la Chiesa, precisando che l’interpretazione di D’Asta e Gulino circa il paragone della Chiesa locale alla stessa stregua della mafia è del tutto personale e non scritta da Gulino.
L’espressione secondo la quale il Comune sarebbe ‘obbligato’ a pagare per l’apertura delle Chiese è del tutto retorica, da intendere come costretta dalla necessità, non certo obbligata sotto minaccia.
Comprensibile lo stordimento dei due consiglieri renziani di fronte a episodi e dichiarazioni che, anche lontanamente, possano essere diversamente interpretate, ma non sarebbe male che opinioni personali, non esternate in sede istituzionale e ufficialmente, fossero tenute fuori dallo scontro politico, con la stessa attenzione e con lo stesso garbo istituzionale con il quale vicende, anche attinenti a fatti delicati, quali quelle del caso ‘mafia capitale’, riguardanti appartenenti al partito dei due consiglieri, sono state tenute distanti dal dibattito politico locale, prima di tutto dagli stessi appartenenti al Movimento 5 Stelle.

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