Decoro nel centro storico pari a zero: perché non pensare ad un esperto ?

Pensare ad un colpo d’ala del sindaco, con un rimpasto, è solo utopia, anche nel corso del primo mandato abbiamo assistito alla permanenza di assessori del tutto inadeguati al ruolo., fino alla fine, pur con l’ammissione delle deludenti prestazioni.
Ma i rilievi sull’attività degli assessorati al decoro urbano, al verde pubblico e ai centri storici si moltiplicano di giorno in giorno, nella più totale indifferenza non solo del sindaco e degli assessori interessati ma anche degli altri componenti della giunta che assistono silenti a ogni tipo di protesta dei cittadini, come se non fossero anche loro amministratori della città.

L’ultima rassegna dell’indecoroso spettacolo di vegetazione spontanee che invade ogni angolo del quartiere barocco, redatta dal dr. Gianni Giannone, residente di Ibla, non ha nulla di più delle sconcezze presentate in altre occasioni.
È solo la cartina al tornasole della presunzione e dell’arroganza di quanti pensano di poter agire in barba al sentire comune e in spregio alle più elementari norme di una amministrazione almeno sufficiente.
Perché a tutti i rilievi non ci sono mai risposte o giustificazioni, c’è sempre un rimpallo di responsabilità, come nel caso dei pini tagliati alla villa, non si capisce chi deve intervenire, se la ditta Busso, il verde pubblico oppure, abbiamo pensato, perché non si ricorre ad un esperto ?
Ne paghiamo tanti, risultati tangibili non ne vediamo, va ben se ci sono obiettivi a lungo termine, almeno assoldiamo un esperto che non eliminerà lo sconcio, ma almeno potremo essere confortati che con un piano al 2057 il verde pubblico sarà a posto.
Per esempio, un programma “Ragusa Verde 2057”, nell’attesa si potrebbero organizzare delle avventure urbane, dei safari a Ibla fra vegetazione spontanea e randagi che vengono alimentati dai cittadini con cibo deposto su piatti di carta che restano poi a fare bella mostra per strada e sui marciapiedi.
Naturalmente non mancano le deiezioni di questi animali, al riguardo ci chiediamo, dal momento che il Comune è responsabile dei randagi, perché, come sono obbligati a fare i proprietari di animali a quattro zampe, non si attrezzano tutti, sindaco, assessori, dirigenti, funzionari e semplici impiegati a girare con paletta, scopino e sacchettino per le deiezioni e bottiglietta di minerale per diluire anche, come dice il competente dr. Giannone, le “esalazioni terapeutiche di metaboliti azotati, (piscio), provenienti dal percolato della latrina a cielo aperto” presente in diversi angoli del quartiere come avveniva in via San Sebastiano a Ragusa
Il dr Giannone conclude il suo periodico post sui social, dove tagga anche un assessore della giunta e congiunti di esperti del sindaco, constatando che ci sarebbe bisogno di “gente più attenta tra i nostri rappresentanti”, diciamo noi solo gente capace di assolvere l’agognato ruolo.

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