Il degrado di Kamarina finisce in televisione

Si parla tanto di turismo, si ricercano le cause del calo degli introiti mentre c’è chi celebra l’aumento delle presenze.
Chi si dovrebbe occupare di turismo, da noi, pensa, prioritariamente, di impinguare le esangui casse dell’aeroporto di Comiso per progetti assai fantasiosi, invischiati in grovigli di interessi che partono dalle ultime amministrazioni per andare a finire alle attuali.
Se anche il più importante sito archeologico dell’area comunale versa in assoluto degrado, anche per merito dei responsabili regionali della soprintendenza che ne hanno la giurisdizione, a chi si occupa di turismo per il Comune di Ragusa, interessa ben poco.
Purtroppo, dobbiamo ammettere che non ci dispiace più di tanto se il TG3 regionale mostra al grande pubblico questo degrado, perché, nella assoluta latitanza dei responsabili della soprintendenza e di chi si occupa di turismo a Ragusa, un servizio, come quello andato in onda nella serata di domenica 2 settembre, può accendere i riflettori su una questione molto importante che attiene al turismo e allo sviluppo economico del territorio ma viene del tutto ignorata.
Il servizio del TG3 ha rimesso in luce il problema dell’erosione costiera che trascina a mare larghi tratti del perimetro dell’area di Kamarina, disperdendo in mare anche importanti reperti di quelle che si pensa possano essere le mura dell’antica città.
Una rovina alla quale nessuno ha saputo mettere mano e porre rimedio. Le solite favole parlano di finanziamenti in arrivo, ma la storia va avanti da anni.
Nessuno, al Comune di Ragusa, prende posizione nei confronti di questa situazione e nessuno dei tanti professionisti della politica, e delle opposizioni in particolare, esperti in ogni materia, ritine che la problematica sia degna della massima attenzione.
Si preferisce parlare di utopie, di misure finanziarie, di trasporti, di metropolitana di superficie, di funivie e di altre amenità, Kamarina può attendere, tanto è lì da secoli…
Il servizio della RAI ha messo in luce anche un degrado che smonta sul nascere eventuali giustificazioni sul mancato arrivo di finanziamenti per l’erosione.
L’abbandono è totale, cancelli divelti, aree a disposizione dei tombaroli, casette di legno per ipotetici custodi in condizioni fatiscenti, addirittura la giornalista RAI mostra una tabella segnaletica della Casa dell’Altare abbandonata e lasciata a terra, segnale di una incuria diffusa negli uffici che va ad accrescere l’enorme sfacelo.
È chiaro a tutti che il Comune non può intervenire direttamente, non ne ha i poteri, ma si potrebbe richiedere una visita delle autorità regionali per verificare la possibilità di intervenire, in via straordinaria, non ultimo con i ricavi sostanziosi della tassa di soggiorno che, una volta tanto, potrebbero essere utilizzati secondo i dettami del regolamento e non per aprire le chiese o organizzare eventi e spettacoli.
Si dice che l’attività è, al momento limitata, perché non c’è il bilancio, ma discutere di queste problematiche e indicare possibili soluzioni da adottare con lo strumento finanziario, non comporta impegni di spesa.

Ultimi Articoli