Il diario di una giornata infernale, non solo per il caldo

Per colmo di ironia i problemi del nuovo ospedale girano attorno all’impianto di condizionamento dell’aria, in una giornata infernale per l’afa e gli accadimenti relativi al ‘Giovanni Paolo II’.
Gli impianti di condizionamento non raggiungono gli standard progettuali, pare che, al primo ingresso all’Azienda i militari della Guardia di Finanza abbiano chiesto con precisione pratiche e documenti, segnale che sapevano già su cosa fissare la ricerca di qualcosa che non andava.
In mattinata è stato notificato il decreto di sequestro preventivo di due sale operatorie, del blocco parto, della terapia intensiva cardiologica e della rianimazione, per motivazioni legate a verifiche sulle unità di trattamento aria appartenenti al progetto iniziale della costruzione del nuovo ospedale.
Alla luce di queste disposizioni la direzione aziendale, in pieno accordo con i primari e la direzione medica di presidio sta allestendo il riavvio del polo materno infantile presso l’ospedale Maria Paternò Arezzo, che si prevede pienamente operativo entro lunedì mattina 3 luglio.
Sono in corso valutazioni mirate alla migliore distribuzione delle attività rimanenti tra i presidi Civile e Arezzo. La direzione ha incontrato, alle 18:30, il prefetto Maria Carmela Librizzi per fornire piena informazione e discutere alcuni aspetti connessi con la massima tutela dell’assistenza alla cittadinanza.

Molteplici le reazioni all’accaduto, se l’on. Pippo Digiacomo chiede alla Regione di attivare una task force perché “è caos a Ragusa per gli ospedali”, provvedendo a rimuovere definitivamente il Direttore Generale, per quella che può diventare una vera e propria emergenza, l’on.le Giorgio Assenza parla di situazione paradossale, con un trasferimento in corso, tre ospedali attivi ma nessuno fruibile e una tempistica incerta, mentre la tragedia è sempre in agguato e la situazione rischia di andare drammaticamente fuori da ogni controllo.
Il deputato regionale di Forza Italia ha preannunciato la presentazione di un atto ispettivo presso l’Assemblea Regionale Siciliana.

Commenti anche da parte dei Centristi x Ragusa, ex UDC, che, sotto la guida di Giulio Maltese, hanno analizzato la situazione nel corso di una riunione che era finalizzata a mettere in luce tutte le anomalie presenti in città.
Alla presenza dell’on. Orazio Ragusa, i Centristi x Ragusa hanno messo soprattutto a fuoco la grave situazione che sta interessando l’erogazione dei servizi sanitari.
“Continuiamo a registrare – sottolineano i Centristi x Ragusa – tutta una serie di disagi che si stanno ripercuotendo in maniera seria sulle primarie necessità dei nostri concittadini.
I pazienti e gli utenti non hanno più nessun tipo di certezza. E sono dirottati ovunque, anche negli altri ospedali provinciali, creando una serie di complessità nella gestione dei presidi ospedalieri che, unita alle problematiche già presenti, suscitano un malumore diffuso e generalizzato per la mancanza di punti di riferimento.
Chiediamo, dunque, ai vertici Asp di accelerare il processo di trasferimento delle strutture, di definire le soluzioni e soprattutto di arrivare al più presto all’apertura del Giovanni Paolo II eliminando questa fase di incertezza che, è chiaro, non aiuta la nostra cittadinanza ma, anzi, crea inevitabili situazioni di esasperazione”.
Ma i Centristi x Ragusa non hanno, naturalmente parlato della loro presenza nel governo regionale, appoggio che ora viene a mancare ma senza l’uscita degli assessori di riferimento dalla giunta, nel contesto della complicità diretta in scelte che ora molti giudicano sbagliate, anche nel campo della sanità.

Stesso discorso che si può fare per i rappresentanti del Partito Democratico, partito di Crocetta e, soprattutto dell’assessore Gucciardi.
Gianni Lauretta, Segretario del Circolo Pd “Pippo Tumino”, esprime la propria solidarietà agli utenti della sanità cittadina e agli operatori degli ospedali alle prese con problemi drammatici che in questo modo non si erano mai verificati in precedenza.
“Una situazione complessa e complicata – sottolinea il segretario del circolo, Gianni Lauretta – che speriamo possa essere risolta quanto prima.”
“I pazienti attendono certezze e lo stesso dicasi degli operatori sanitari, medici, infermieri e altro personale, che non possono più avere a che fare con questo difficile stato di precarietà. Per i cittadini ragusani sembra un incubo. Molti si chiedono cosa devono fare. “

La giornata termina con l’incontro in Prefettura, presenti la Direzione strategica, alcuni primari e il sindaco Piccitto.
Pare che ancora una volta si sia trattato di un incontro senza esiti positivi per lo sblocco della vicenda, oggi ancora più difficile dopo il sequestro.
Sembra prevalere il ritorno o il permanere dei reparti nelle vecchie strutture, dove già le carenze del condizionamento dell’aria mettono di fronte a nuove criticità.
Non si comprende come si possa tornare in locali che dopo lo smantellamento risulterebbero malsani, la situazione è in continua evoluzione.

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