Come era prevedibile, la relazione del Presidente Giovanni Iacono sui lavori della Commissione di Indagine sull’utilizzo dei fondi della legge 61/81, quella su Ibla, ha suscitato numerose reazioni e, in particolare, ha scatenato fibrillazioni interne al Movimento 5 Stelle che sembravano, almeno temporaneamente sopite.
Dopo la lettura della relazione da parte del Presidente Iacono si sono succeduti gli interventi dei consiglieri comunali Migliore, Ialacqua, Tumino, Stevanato, Porsenna, dello stesso Presidente Iacono e dell’assessore Martorana, i soli che hanno partecipato ad una discussione, a tratti accesa, sul tema all’ordine del giorno, primo particolare che balza all’attenzione, considerata l’importanza dell’argomento.
La consigliera Sonia Migliore si è limitata a rilevare come il grande dispendio di energie e di somme per i costi della commissione si sarebbero potuti evitare solo se l’amministrazione avesse rilasciato la documentazione che lei stessa aveva richiesto, già alla fine dell’anno 2014, facendo notare come anche la commissione ha sofferto notevoli difficoltà per ottenere quella richiesta, in ogni caso informative non esaustive che hanno influenzato il risultato finale delle indagini, rivelatosi parziale.
La Migliore ha messo in luce il modus operandi, adottato a far data dal 1997 e che si è protratto fino al 2010, anche per mano dell’amministrazione della quale, anche lei, faceva parte, chiedendosi e chiedendo all’assessore Martorana se, per caso, non possa essere lo stesso adottato dalla presente amministrazione.
Il consigliere Ialacqua ha riconosciuto anche i meriti dell’assessore Martorana per aver specificato i termini dell’ammanco sulla liquidità dei fondi residui, anche se ha rilevato la strategia, già sperimentata per l’assessore al bilancio, di lanciare il sasso e ritirare, poi, la mano, senza insistere nell’azione, come avvenne per le bollette non pagate dalla precedente amministrazione.
Da biasimare, in assoluto, il totale silenzio di Ialacqua sui colleghi che sollevarono la delicata questione, i consiglieri Tumino e Lo Destro che furono i primi ad accertare e denunciare la scomparsa dei fondi residui della Legge su Ibla.
Critico nei confronti dell’amministrazione, accusata di aver remato contro, tecnicamente e politicamente, ha esortato a trovare il rimedio per ricostituire i fondi in maniera opportuna.
Il consigliere Giovanni Iacono, nel suo intervento ha sottolineato l’utilizzo particolare dei fondi, generato da una delibera di consiglio comunale del 1997, anomala, perché mancante del parere contabile del ragioniere capo del tempo che, addirittura, scrisse, a mano, che non c’era impegno di spesa, attestando quindi la mancanza di copertura finanziaria, una delibera che fu poi annullata dal CORECO, senza che, però, furono adottati gli adempimenti contabili consequenziali.
In pratica, Iacono ha sottolineato epoca e delibera, peraltro citata per esteso nella relazione, come, successivamente, ha sottolineato di non aver potuto accedere ai sottoconti certificati della tesoreria comunale, evidenziando nel contempo le difficoltà rilevate dalla commissione nel suo cammino.
Di particolare gravità l’affermazione di Iacono, riportata chiaramente nella relazione, delle difformità rilevate fra i dati contabili e il software gestionale, particolari che meriterebbero particolare attenzione dai vertici, amministrativi e politici del Comune, senza dire che dovrebbero costituire motivo di indagine delle autorità preposte.
Il consigliere Stevanato ha voluto impostare il suo intervento per esaltare la funzione del Movimento 5 Stelle che, in più occasioni, ha dato impulso all’azione di chiarimento su tutta la vicenda, anche se non ha mancato di ammettere anche le colpe dell’amministrazione che avrebbe dovuto incidere maggiormente, e in maniera sollecita, per assumere la diretta paternità della scoperta della mancanza dei fondi e delle iniziative per arrivare alla verità sui responsabili e sui meccanismi di distrazione dei fondi.
Stevanato l’unico a restare soddisfatto, pienamente, dell’esito dei lavori, sottolineando come, attraverso gli uffici, in particolare quello dei centri storici, si sia ottenuta quella documentazione analitica necessaria per fendersi conto dei fondi erogati, delle spese sostenute e dei residui che ci dovrebbero essere, ma non ci sono.
Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle, una disattenzione della politica del passato, suffragata dal comportamento disinvolto degli stessi attori che, ancora oggi, si mostrano distratti, increduli e all’oscuro di tutto.
Tutte evidenze emerse dal lavoro della commissione, per le quali sarebbe opportuna una seria riflessione in fase di scelte elettorali.
Il consigliere Maurizio Porsenna ha mostrato indignazione per l’ostilità e il muro di gomma incontrati nel lungo e difficile cammino della commissione, per una storia vecchia, della quale tutti dovevano sapere ma che è venuta fuori solo grazie all’ascesa del Movimento 5 Stelle, forse perché, nell’occasione, qualcuno voleva trovare il modo di far integrare i fondi, senza, necessariamente, arrivare alla verità.
Ma anche la scoperta e la trattazione di questa magagna doveva essere tutta dei 5 Stelle e, per l’occasione, Porsenna ha esortato l’amministrazione a far luce su altri possibili aspetti poco chiari delle passate amministrazioni cittadine.
Maurizio Tumino ha esortato la Presidenza del Consiglio a dare massima diffusione a tutta la documentazione emersa dai lavori della Commissione, compresi gli allegati e i verbali delle audizioni.
E’ stata, poi, la volta, dell’assessore Martorana che ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, andando subito al sodo del suo intervento critico: per l’assessore al bilancio, una seduta, quella dedicata all’esame della relazione, mielosa e sdolcinata per tutta la serie di complimenti a vicenda e di ringraziamenti ai componenti e al personale degli uffici, per un lavoro che, secondo Martorana, non avrebbe dato risposte: non ci sarebbero dati sull’ammanco, sui responsabili, sui periodi, sulle modalità di distrazione dei fondi
Una farsa asserire che l’amministrazione avrebbe remato contro, ne sarebbe venuto fuori un compendio di inconcludenza e di approssimazione che, leggendo la relazione, sono molto evidenti.
Non potendo arrivare all’identificazione chiara delle responsabilità e dei meccanismi, sarebbe stato più onesto intellettualmente, ammettere di non averci capito nulla, evitando una spesa che, in definitiva, appare come inutile.
Immediata la reazione di Iacono che ha fatto notare come il dispendio economico sia, ascrivibile, per il 50% ai componenti 5 Stelle che facevano parte della commissione, per il Presidente della Commissione un intervento intellettualmente disonesto e vergognoso, poi, scendendo sul piano personale, aggiungendo “di un disoccupato che vive con la politica e non si è voluto mettere da parte nemmeno dopo che è stato sollecitato a farlo dai suoi stessi compagni di Movimento.
Un atteggiamento incomprensibile, peraltro da chi si sarebbe rivelato omertoso, dopo che aveva assicurato che avrebbe fatto chiarezza sui fatti scoperti.
Iacono non si è dato limiti nel suo intervento, dicendosi abituato alle buffonate politiche di questo personaggio, del quale sarebbe nota l’ ‘insostenibile leggerezza’ e al quale si potrebbero ascrivere, indirettamente, i ritardi, le lentezze, gli ostacoli di tutti i tipi nei confronti della commissione.
Piuttosto, ha aggiunto Iacono, c’è da rilevare l’ottimo lavoro dei commissari 5 Stelle.
Reazione forte anche del consigliere Ialacqua che ha criticato il lavoro dell’assessore al bilancio, richiamando diverse vicende inerenti la delega, e il bilancio in particolare, e scagliandosi contro l’amministrazione 5 Stelle in generale e incitando alla pubblicazione di tutta la documentazione che molti vorrebbero insabbiare.
L’assessore Martorana non si è risparmiato nella replica, considerata di frustrati che, come nel caso dell’intervento del consigliere Iacono, ha superato i limiti del rispetto istituzionale: “è il suo stile, quando viene beccato con le mani sulla marmellata, quando è alle strette, quando ha verificato che la commissione non ha prodotto nulla di quello che si aspettava la gente, forse perché si aspettava di trovare qualche responsabile fra i componenti di questa amministrazione, perde la testa, tentando anche di travisare il senso delle mie dichiarazioni i commissione, che però è riscontrabile nelle registrazioni”
In chiusura di seduta, gli interventi dei consiglieri 5 Stelle Stevanato e Porsenna che hanno reagito all’atteggiamento, giudicato ostile, nei confronti del lavoro svolto anche da loro stessi:
Maurizio Stevanato si è detto obbligato a difendere i colleghi, non solo quelli del Movimento, giudicando irrisoria la spesa per i lavori della commissione e dicendosi offeso per le insinuazioni sulla smania di approfittare del gettone di presenza e insinuando che ci potrebbero essere anche delle anomalie nella gestione economico finanziaria al Comune di Ragusa, citando, addirittura, delibere che riterrebbe degne di attenzione, come la 1349 del 2014 e ribadendo, in risposta diretta ai quesiti sollevati da Martorana, che dalla relazione si possono evincere tutte le risposte.
Uno scontro in piena regola fra 5 Stelle, al quale ha dato un contributo ulteriore il consigliere Porsenna che ha replicato dicendo che i soldi sono stati ben spesi e che determinate parole sono state inopportune e hanno distolto l’attenzione dalla verità ricercata che doveva essere obbiettivo non della commissione ma della giunta pentastellata.
Poi, come per incanto, la seduta si è chiusa, mentre stava per essere incardinato il secondo punto.
Ci saranno da verificare le reazioni esterne agli esiti del lavoro della commissione, sarebbero auspicabili interventi degli amministratori del passato che, inevitabilmente, sono identificabili dai riscontri temporali evidenziati.
Per evidenti motivi di spazio, rimandiamo in altra parte del giornale le nostre considerazioni sull’argomento.
