Quello che può essere considerato una parvenza di dibattito politico, già di scarso livello in questo consiglio comunale, sta assumendo aspetti di preoccupante degrado, quando ancora la vera e propria campagna elettorale per le comunali non ha avuto, ufficialmente, inizio, perché ci sono solo aspiranti candidati che nemmeno sanno con quali simboli si presenteranno agli elettori.
Le ultime sedute di consiglio comunale, mal gestite dalla vicepresidente del Consiglio che ha permesso lo svolgersi di veri e propri comizi elettorali che nulla avevano a che fare con lo spazio dedicato alle comunicazioni, si sono trasformate in un’arena dove i più impegnati per il prosieguo della loro attività politica come consiglieri, e qualcuno anche come possibile candidato sindaco, si sono esibiti in manifestazioni di pura propaganda.
Se con i soldi della comunità si deve mantenere questo teatrino fino a maggio, sarà semplicemente scandaloso.
Dagli interventi è emerso, inoltre, un altro aspetto, a dir poco preoccupante ma interessante perché, in assenza di programmi, si può avere in mente cosa pensano certi soggetti politici e quale sia il livello del dibattito politico.
La nostra non vuole essere una critica ai soggetti coinvolti nella problematica che stiamo per esporre, quanto un modo per suscitare una riflessione su chi affidarsi, a prescindere dalla posizione politica.
Sia pure coerentemente con quanto asserito più volte in passato, il consigliere Angelo lLa Porta, in un suo intervento in aula, si lascia scappare, parlando al plurale, come componente politica, quindi come gruppo riferibile al consigliere Maurizio Tumino, che quando loro saranno alla guida della città, cosa che evidentemente considerano come indiscutibile e assodata senza attendere l’esito delle urne, elimineranno la pista ciclabile di Marina di Marina di Ragusa, realizzata dai 5 Stelle, considerata solo uno spreco di denaro pubblico.
L’affermazione del La Porta trova subito la replica del responsabile giovanile del Laboratorio 2.0 che ribatte al consigliere e considera l’impianto ciclabile da mantenere e da potenziare, ancorché da migliorare e da mettere in sicurezza.
“Pensiamo che per quella parte di Ragusa la pista ciclabile sia indispensabile, anche se avevamo in mente un modo diverso per realizzarla. Vorrà dire solo che si dovranno prendere i dovuti accorgimenti perché possa rendere al meglio”, dice Alberto Distefano, portavoce giovani del Laboratorio politico 2.0.
I due contendenti a distanza si dicono basiti, l’uno per lo sperpero dell’amministrazione, l’altro per la smania dell’avversario politico di annullare, alla cieca, quanto fatto dai predecessori, ma quest’ultimo non si sofferma sull’anormale concetto della cosa pubblica che taluni possono avere.
Si resta perplessi che il dibattito possa scaturire da due elementi, con tutto il rispetto personale, di seconda o di terza linea delle rispettive formazioni politiche, peraltro, queste, di contenute dimensioni tanto che annoverano, nelle loro file, aspiranti candidati sindaci alla disperata ricerca dell’investitura da parte delle coalizioni di riferimento, perché non in grado, da soli, come consenso e sostegno politico, di poter intraprendere la corsa alla sindacatura.
Semplici elementi della truppa, senza, forse nemmeno consultare i propri vertici, declamano di eliminare o potenziare opera pubbliche, senza uno straccio di programma e senza previa consultazione di eventuali alleati.
Siamo alla follia, debbono stare attenti gli elettori e leggere bene cosa vorrebbe fare qualcuno in futuro, prima di affidare il proprio voto, è scontato che un nuovo sindaco potrà anche eliminare il porto turistico di Marina e ridare ai villeggianti la spiaggia dello scalo trapanese, come pure potrà aprire al traffico piazza Duca degli Abruzzi, ma sedersi sulla poltrona più alta di Palazzo dell’Aquila non è un rodeo né è possibile far salire i cavalli al piano nobile, le elezioni non sono una giostra medioevale, nel loro stesso interesse sarebbe opportuno che molti aspiranti al potere lasciassero da parte intemperanze e acrimonie e imparassero che nessuno ha pensato di eliminare con un colpo di spugna tanti errori del passato, alcuni dei quali ascrivibili alle stesse forze politiche di riferimento dei nuovi terminator.
Un motivo di più per auspicare la vittoria di un sindaco che dimostri, prima di tutto, di essere stato, di essere e di poter essere in futuro sempre moderato e sereno in ogni manifestazione.
