Difficoltà per trovare un’alternativa a Cassì, ma forse qualcuno ha la soluzione in tasca

Sulla scia delle telenovelas per le amministrative di Palermo e di Catania, anche a Ragusa sta diventando difficile identificare il candidato e la coalizione ideale per sbarazzarsi dell’attuale sindaco.
In effetti, nessuno della politica locale ragusana ha finora manifestato l’intenzione di appoggiare il sindaco uscente, lo farà, forse, Ragusa Prossima, se è vero che è stato concluso l’accordo di coalizione, nonostante i precedenti 5 anni di critiche all’indirizzo dell’amministrazione, ultime quelle per il paino regolatore.
Tutti sembrano assatanati nel cercare un candidato che possa riscuotere il consenso necessario, tutte le formazioni politiche sono, a vario titolo, impegnate a condividere una posizione comune.
Ci sono tutti i presupposti, come a Catania, per vivere una campagna elettorale appassionante, ma gli attori sono di caratura ben diversa. A Catania si scontrano i vertici dei partiti più importanti, in Forza Italia Miccichè è votato a contenere il peso di Marco Falcone, per la formazione della lista, in Fratelli d’Italia aleggia sempre l’alito influente di Stancanelli in rotta con i vertici del suo partito.
Ci sono anche quelli della Lega e, soprattutto, i lombardiani che ambiscono alla candidatura a sindaco.
A Ragusa non ci sono i partiti e nemmeno i leader, se si fa eccezione per il Partito Democratico e Nello Dipasquale.
Tutto il resto sono solo piccole formazioni politiche, che nemmeno si sono mosse, negli ultimi tempi, politicamente, non esiste del tutto Forza Italia, non vive la Lega, la sinistra è silente, i 5 Stelle sono ormai annegati nelle beghe interne, non solo senza leader riconosciuti ma anche senza referenti provinciali e comunali.
Unica forza di un certo peso nella contesa elettorale potrebbe essere, in teoria, Fratelli d’Italia, primo partito della nazione e partito del Presidente del Consiglio che non ha, però, in loco, leader autorevoli e candidati consistenti per poter ambire alla poltrona di Palazzo dell’Aquila.
Peraltro, dopo aver elemosinato, tramite il senatore Sallemi, la possibilità di poterlo sostenere, sia pure dopo la rottura dell’alleanza del 2018, Fratelli d’Italia ha ricevuto un netto benservito da Cassì che non vuole sentir parlare di partiti a suo sostegno.
Potrebbe arrivare dall’UDC o dalla nuova DC di Totò Cuffaro che hanno in loco il referente, il neo-onorevole Abbate, la possibilità di dare vita alla classica coalizione di centro destra, ma i numeri non ci sono, come non ci sono i possibili credibili candidati.
Resta in piedi l’originaria triade dell’area di centro sinistra, tutti ugualmente graditi all’onorevole Dipasquale, che attende, fiducioso, che si faccia sintesi attorno ad un unico candidato, fra Raffaele Schembari, segretario cittadino di Territorio, Ciccio Barone, leader dell’espressione civica Patto per Ragusa e Riccardo Schininà, già consigliere comunale PD ed espressione del movimento civico GenerAzione guidato da Gaetano Mauro.
Quest’ultimo, oltre al gradimento nell’area di centro sinistra ha ricevuto il primo reale endorsement di questa campagna elettorale, con il consenso ufficiale, non indifferente, di Antonio Tringali, del Movimento 5 Stelle, candidato sindaco del 2018, sconfitto al ballottaggio per un minimo scarto, appoggio che potrebbe prefigurare l’alleanza attesa fra PD e 5 Stelle.
Va, comunque, sottolineato che, fino ad ora, il Partito Democratico, attraverso il suo segretario cittadino, non ha esplicitato il suo consenso per i nomi in circolazione nell’area, malcelando, però, la possibilità di reali valide alternative.
La partita vera si gioca a questi livelli, passi in avanti provocati da ambizioni sfrenate nelle piccole formazioni non mancano, ma è chiaro che sono tutte strategie avventate che fanno il gioco del sindaco uscente, che può contare solo sul suo consenso personale come elemento per intravedere la riconferma, assieme ai voti di Partecipiamo, Movimento Civico Ibleo, o Pensare Ibleo che dir si voglia. che, però, fino ad ora, non hanno ufficializzato le loro posizioni, né, pare, abbiano ricevuto adeguate garanzie in cambio del sostegno.
La questione dei veti incrociati complica la soluzione del puzzle, consistente e influente politicamente sarebbe INSIEME di Maurizio Tumino, ma Tumino non voterebbe mai Cassì, come Giovanni Occhipinti non appoggerebbe una coalizione controllata da Nello Dipasquale, così come Ragusa Prossima non ha voluto sentir parlare di Fratelli d’Italia a sostegno di Cassì, allo stesso modo di Mario D’Asta che, fuoriuscito dal PD, non può certo appoggiare l’area di centro sinistra, dove c’è il PD, ma neppure potrebbe tollerare, cosi precisa chiaramente, la presenza di Fratelli d’Italia, anche nella possibile coalizione di centro destra, dove potrebbe essere risucchiato da Abbate.
Uno scenario tanto contorto, con le piccolissime formazioni che si agitano per organizzare riunioni e incontri, da far pensare che qualcuno abbia in tasca la soluzione e, per ora, lascia divertire nani e ballerine.

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