“RESO PIU’ FRUIBILE L’ACCESSO DI VIA SALINA A PUNTA BRACCETTO, LA CONSIGLIERA COMUNALE DI RAGUSA, ROSSANA CARUSO: “UN PICCOLO SEGNALE PER UN RISULTATO ATTESO DA TUTTI”
“Raccogliendo le segnalazioni di alcuni residenti, e facendo squadra con l’assessore Mario D’Asta e con altri due colleghi del mio gruppo, Giovanni Sortino e Carla Mezzasalma, abbiamo cercato di sanare una piccola anomalia in via Salina, strada di accesso al mare sulla spiaggia di Punta Braccetto”.
E’ quanto riferisce la consigliera comunale di Partecipiamo Ragusa Futura, Rossana Caruso, riguardo a un disagio manifestato in più di un’occasione da residenti e villeggianti.
“In assenza di un segnale che indicava il divieto di sosta – afferma – c’era chi parcheggiava senza alcuna attenzione per garantire il passaggio dei portatori di handicap, insistendo da quelle parti una passerella verso il mare, ma anche difficoltà per il transito dei passeggini. Problemi, altresì, per gli operatori dell’impresa ecologica che dovevano raccogliere la spazzatura. Ora, tutto questo è cambiato perché il cartello è stato apposto a tutta vista e su via Salina non si potrà più parcheggiare rendendo fruibile l’accesso a tutti.
Una piccolissima cosa, come detto, ma che, speriamo, potrà essere destinata a migliorare la qualità di chi usufruisce della spiaggia”.
Questo il comunicato stampa della consigliera Rosanna Caruso, vicepresidente del Consiglio comunale, sul quale ci eravamo soffermati per alcuni aspetti ritenuti strani.
Già la Caruso si era resa protagonista di alcune esternazioni sui criteri ispiratori del suo ruolo di consigliere e di vicepresidente del consiglio.
Scriveva: “non sopporto imposizioni e le prepotenze … occorre promuovere un’amministrazione aperta e trasparente, dove il dialogo e il confronto siano incoraggiati e dove le decisioni siano prese nell’interesse e nel rispetto della cittadinanza e mai per favorire singoli cittadini. Sono certa che l’approccio del nostro sindaco sarà questo”, parole che hanno fatto pensare ad un implicito riferimento verso metodi e consuetudini della passata gestione Cassì.
L’ultimo comunicato per riferire di un intervento su Punta Braccetto, per l’adozione del divieto di sosta con rimozione in una via che conduce alla spiaggia, dove le auto parcheggiate rendevano difficile l’accessibilità per disabili e mamme con il passeggino.
Abbiamo scritto, poche ore fa, come possa trapelare impegno indiscutibile al servizio delle istanze della gente, ma non ci siamo potuti esimere dal rilevare i sintomi di possibili fibrillazioni all’interno della eterogenea maggioranza di Cassì dove ci sono troppe primedonne.
La Caruso scrive: ““abbiamo cercato di sanare una piccola anomalia in via Salina, strada di accesso al mare sulla spiaggia di Punta Braccetto, facendo squadra con l’assessore Mario D’Asta e con altri due colleghi del mio gruppo, Giovanni Sortino e Carla Mezzasalma”
Noi abbiamo posto delle domande: Perché manca l’unica consigliera restante del gruppo Partecipiamo? Ci sono già delle correnti all’interno di Partecipiamo? Quale è stato il ruolo per l’intervento di ogni singolo assessore o si tratta solo di citazione gratuita? Perché si legge poco, in entrambi i comunicati, di Partecipiamo, di Giovanni Iacono, di squadra assessoriale?
Inoltre, abbiamo rilevato come per l’intervento a Punta Braccetto sarebbero stati scavalcati ben tre assessori, quanto meno non citati ancorché abbiano avuto un ruolo nell’intervento: non si fa cenno all’assessore alle frazioni, Distefano, che pure aveva avuto un incontro della prima ora con i residenti di Punta Braccetto, non si fa cenno all’assessore alla viabilità e alla Polizia Urbana, l’unico elettivamente competente per il caso in questione, non si fa cenno, pur parlando di accessibilità per i disabili alla spiaggia, dell’assessore ai servizi sociali, invero del tutto latitante per tutte le questioni relative all’accessibilità sulle varie spiagge del litorale comunale.
Nella serata, viene fuori un fatto gravissimo, non ci sarebbe stata nessuna parte attiva dei primi della classe per l’intervento a Punta Braccetto, un falso dichiarato nel comunicato della vicepresidente del Consiglio comunale che consiglierebbe opportune dimissioni dal ruolo per decoro istituzionale.
Senza dire che sarebbero opportuni interventi chiarificatori da parte dei componenti della citata squadra di assessore e due consiglieri del gruppo.
Cosa è accaduto?
Alla notizia del comunicato della Caruso, l’Associazione Pro Punta Braccetto, attraverso il suo amministratore, avrebbe pubblicato un post sul gruppo facebook che circola, in questo momento sui social.
Si legge: “Rimango allibito nel leggere le dichiarazioni della consigliera Rosanna Caruso (erroneamente viene riportato il cognome Ragusa NdR) che, con altri si sono attaccati una medaglia al petto nel dichiarare che grazie al loro impegno hanno risolto il problema di via Salina.
Consigliere gli faccio presente che a Punta Braccetto opera da anni l’Associazione Pro Punta Braccetto nel Cuore che è l’interfaccia del sindaco Cassì, se c’è quel divieto di sosta è frutto di una nostra segnalazione che ha visto coinvolti gli assessori Distefano e Gurrieri e non altri, se voi siete intervenuti avete trovato la strada spianata e tutto risolto.
Pregherei i due amici assessori di smentire il tutto, l’unico nostro errore è stato quello di non avere dato la notizia a mezzo stampa, a noi non interessano le medaglie ma la risoluzione dei problemi.”
Il post prosegue con la sollecitazione per “i primi della classe”, come li chiamiamo noi, se proprio volgono fare qualcosa di concreto, di occuparsi del grave problema, sulla via Punta Braccetto, del traffico impazzito di auto e moto che, nella tarda serata, percorrono a velocità elevata la via, pericolo per famiglie e piccoli al seguito, in mancanza di adeguati sistemi di controllo e di dissuasione.
Un post che non lascia adito a valutazioni o a interpretazioni di sorta per il comunicato della vicepresidente del consiglio comunale, dal quale dovrebbero prendere le distanze l’assessore e i consiglieri coinvolti, il gruppo consiliare e i vertici del Movimento politico di maggioranza, senza dire che, per primo, dovrebbe intervenire il Presidente del Consiglio per il grave danno di immagine provocato alla massima istituzione consiliare di Palazzo dell’Aquila.
