Non accenna a placarsi lo sgomento per la difficile situazione degli ospedali di Ragusa, provocata dalle incaute decisioni dei vertici dell’Azienda Sanitaria che avevano affrontato il trasferimento nella nuova struttura di contrada Cisternazzi alla stessa stregua di un trasloco nella casa a mare.
Il Presidente della VI Commissione dell’ARS, Affari Sociali e Salute, l’on.le Giuseppe Digiacomo, ha, intanto, comunicato la nomina dei tre ispettori che dovranno interloquire con le istituzioni per una “veloce risoluzione di questa pagina incresciosa relativa all’apertura del ‘Giovanni Paolo II’.
Digiacomo interpreta le nomine come conseguenza della totale delegittimazione della direzione generale per il tentativo, inconcepibile, di procedere a portare il vecchio ospedale in una sede inagibile.
Una condotta inqualificabile, secondo il Presidente della VI Commissione che annuncia la convocazione di una audizione per far luce su quanto accaduto.
L’on.le Digiacomo, come altre volte espresso, auspica il passo indietro di Aricò per permettere di facilitare percorsi e interlocuzioni con la Procura e le altre istituzioni, se non altro per tentare una riabilitazione, sia pure parziale, sul piano deontologico.
Anche la parlamentare del Movimento 5 Stelle, Marialucia Lorefice, membro della XII Commissione Affari Sociali, si esprime severamente per quanto avvenuto: “Precarietà. Questo il termine che esprime la situazione della sanità iblea. Dopo un trasloco frettoloso e interrotto in itinere, con il Civile e l’Ompa da ripristinare.
I nosocomi delle altre città messi alle strette. I pronto soccorso strapieni e con pochi medici.
Tra confusione e mancate verità, indagini in corso. Di fatto gli ospedali ragusani sono nel caos.
Nonostante le rassicurazioni del manager dell’Asp 7, la realtà è emersa in tutta la sua drammaticità.
Il nuovo ospedale non è utilizzabile e non sono prevedibili i tempi di apertura. Data la gravità della situazione e al fine di garantire il diritto alla salute chiederemo al Ministro Lorenzin un intervento immediato.
Non è possibile che chi ha portato al collasso la rete ospedaliera ragusana continui a gestire questi passaggi delicatissimi.
Al Ministro Lorenzin chiederemo anche e soprattutto di verificare lo stato della sanità iblea, piano sanitario compreso. Gli ospedali della ex provincia di Ragusa non possono più pagare per colpa di scelte sbagliate”.
Anche Sonia Migliore non lesina critiche feroci all’indirizzo dei vertici dell’ASP: “Mai prima d’ora, nella storia della nostra città, si è verificato un episodio tanto grave capace di mettere in pericolo la salute dei ragusani e, allo stesso tempo, quella degli abitanti delle città vicine. Una vicenda di piccola politica capace di generare danni grandissimi.
Siamo nel caos, nato dalla fretta di inaugurare una struttura ancora incompleta solo per soddisfare il narcisismo di qualcuno. Il tutto condito da indagini e sequestri che hanno reso necessario il dietrofront.
Nel frattempo, nessuno di quelli che sarebbero nelle condizioni di portelo fare ha voluto assumere provvedimenti. Anzi, abbiamo assistito prima ai complimenti, poi ai rimproveri.
E mentre si affronta la faccenda dandogli lo stesso peso di una sagra di paese, i cittadini e il personale dell’ospedale stanno subendo enormi disagi.
Ci auguriamo solo che i costi di tutta questa farsa non ricadano sulle spalle della collettività, ma su quelle dei responsabili di questa baraonda.
Ognuno torni a fare il proprio dovere con determinazione e serietà, che lo si faccia presto!
Il manager, da parte sua, continua con i sopralluoghi, non annunciati, questa volta negli ospedali vecchi, sempre con la stessa corte selezionata di giornalisti al seguito.
I sopralluoghi sono finalizzati all’emissione, successiva, di comunicati stampa dall’evidente funzione farmacologica di tranquillante per l’opinione pubblica, funzione che agisce, però, con difficoltà, su quanti hanno appreso dei contenuti della conferenza stampa del sindaco e dei relativi commenti sulla stampa autorevole che rilasciano un ritratto privo di ogni minima considerazione per il Direttore Generale.
Il comunicato dell’Ufficio Stampa dell’ASP parla della visita ai reparti di ostetricia e ginecologia e a quello di Terapia Intensiva Neonatale del ‘Maria Paternò Arezzo.
La tappa successiva al Civile, nei locali del pronto soccorso.
Si tratta dei reparti che non erano stati toccati dal trasferimento o e di quali, peraltro, come per altre Unità Operative Complesse degli ospedali, mai nessuno aveva dubitato per la piena e totale funzionalità e per la sicura operatività, per la consapevolezza delle elevate professionalità del personale medico di cui la città si fida a tutti i livelli.
E come è stato rilevato in ambienti diversi, alle professionalità dei medici e di tutto il personale degli ospedali va ascritto il merito di avere, sempre, egregiamente, superato il particolare momento di emergenza.
Nella cronaca del sopralluogo si mette in evidenza la vicinanza all’utenza e ai degenti, ma si tace sulle condizioni e sulla reale situazione dei reparti di Chirurgia, di Ortopedia, di Cardiologia, di Urologia.
Nulla si dice della Rianimazione che grazie all’impegno del primario, il dott. Luigi Rabito, è ritornata funzionante e ha ospitato, nella nottata, il primo degente.
Si tace sulla difficile situazione relativa alle attrezzature e ai macchinari già trasferiti nel nuovo ospedale, sulle difficoltà di fare tornare indietro il Laboratorio di Analisi, dopo un complesso lavoro di spostamento, senza dire che le aziende che hanno effettuato i lavori di trasloco aspettano ancora l’input ufficiale per riportare tutto dov’era.
Si attendono novità per ristabilire la normalità dei servizi, notizie certe sulla reale situazione dei reparti che, al momento, sono oggetto di un intenso lavoro di pulizia, nonché sui controlli che verranno effettuati per certificare la rispondenza di tutti gli impianti agli standard richiesti dalla legge, perché se si deve stare in ambienti non conformi alle normative, tanto valeva restare a Cisternazzi.
Per quello che ci riguarda, non servono sopralluoghi perché la documentazione fotografica che è diffusa da personale dell’ospedale, e da quello che si occupa delle pulizie, ci ha documentato lo stato reale dei reparti, aspettiamo di vedere come cambierà la situazione, e in quanto tempo.
