Strumento finanziario del Comune di Ragusa all’esame del consiglio comunale, l’approvazione di DUP e bilancio di previsione non promettono episodi eclatanti nella civica assise.
La marcia trionfale, senza intoppi, dell’amministrazione Cassì, la gestione dello strumento finanziario da parte del collaudato assessore al bilancio, la materia naturalmente ostica peraltro soggetta, in questa annualità, all’ennesima serie di adeguamenti normativi che ne stravolgono l’impostazione di fronte all’ultimo strumento analizzato, rendono l’atto sempre meno soggetto a stravolgimenti.
Ma su tutto incide la consistenza delle opposizioni consiliari, solo 17 emendamenti al bilancio sono la cartina al tornasole di opposizioni che si possono già considerare in riserva di propellente per una minima azione di contrasto, anche costruttiva, al cammino dell’amministrazione.
Peraltro, trattasi di materia ostica, non percepibile ai non addetti ai lavori, non si intravedono consulenze di professionisti del settore per le opposizioni che potrebbero segnalare eventuali criticità o debolezze dell’atto.
Ma, con tutto questo, i 16 minuti più 8 disponibili per i consiglieri comunali che hanno voluto dare il loro contributo, hanno fatto sì che la seduta si allungasse per oltre 4 ore.
Ammettendo la nostra scarsa competenza in materia, ammettiamo anche che non tutti gli interventi sono stati per noi comprensibili, molti hanno divagato, molti hanno sollevato questioni conservate nel cassetto, molti hanno affrontato il tema dello strumento finanziario versandosi addosso fiumi di parole, senza denotare obiettivi precisi, di condivisione o di dissenso.
Restiamo ancorati ad una visione arcaica di un bilancio comunale, ad una analisi che deve essere più politica e meno tecnica, una valutazione che deve rappresentare quello che l’amministrazione vuole portare avanti, nei vari settori, anche, e doverosamente, in linea con il programma elettorale.
Benvenuta e apprezzata la dotta disquisizione tecnica dell’assessore che, ancora una volta ha reso comprensibile e assimilabile lo strumento con una qualificata e analitica presentazione, ma, come è stato anche rilevato, opportuno sarebbe stato un intervento dei vari assessori, perché, in un ordine normale delle cose, il bilancio preventivo nasce dalla condivisione e dalla sinergia di azione dei vari componenti della giunta che, almeno così dovrebbe essere, dovrebbero lasciare la loro impronta nei vari programmi di settore.
Come detto, una serie di interventi che hanno del tutto ignorato settori e tematiche importanti dell’amministrazione della città, particolare rilevabile anche da contenuti degli emendamenti.
Si ha una certa percezione che gli interventi siano finalizzati alla passerella mediatica, a impressionare fasce mirate di elettorato, più che a segnalare esigenza di strategie precise: turismo, cultura, servizi sociali, sport, trasporto pubblico, politiche per il centro storico, sviluppo economico, solo alcuni dei temi nemmeno sfiorati dai vari interventi, nessuno ha parlato di documenti pure allegati allo strumento finanziario, piano di utilizzo dei fondi della tassa di soggiorno, piano triennale delle opere pubbliche, piano di spesa della legge su Ibla, solo per citarne alcuni, non sono stati sottoposti ad alcuna valutazione.
L’incipit della seduta ha subito fornito l’idea della battaglia che non ci sarebbe stata: dei diciassette consiglieri di maggioranza solo 9 i presenti, considerando anche Bennardo che considerare della maggioranza è solo eufemismo, per come è considerato dai colleghi di gruppo e di coalizione.
Cinque esponenti delle opposizioni, Podimani di Generazione, Firrincilei del Movimento 5 Stelle, La Porta di Territorio e il duo PD, Calabrese-Chiavola.
Convocazione per le ore 17, alle 17.30, solo apparentemente titubante, il Presidente Ilardo dà il via all’appello: chiaro che non avrebbe rischiato se non fosse stato a conoscenza delle buone intenzioni delle opposizioni che, diligentemente, sono rimasti in aula per assicurare il numero legale.
Poi la solita pantomima, “noi minoranza responsabile, avremmo potuto svolgere un ruolo da oppositori, il Presidente lo deve sottolineare e deve ringraziare”, quale sarebbe, allora, il ruolo di questo manipolo di eletti è tutto da scoprire.
Non consentendo di aprire la seduta al primo appello non avrebbero recato nessun danno alla città, per il secondo appello la maggioranza sarebbe stata ricondotta all’ovile con ogni mezzo, comunque, ci sarebbe stato, in ogni caso, un forte segnale politico che, evidentemente, non è nelle corde di questi colpiti da sindrome della sconfitta che non gli consente la minima lucidità politica.
Nulla di fondamentale negli interventi, solo spunti per considerazioni che poco hanno a che fare con il bilancio.
Tutto da decifrare l’intervento del consigliere Sortino che è sembrato voler dettare una agenda all’amministrazione, tanto da essere incensato, successivamente, dal collega Chiavola per il suo intervento forte, non da esponente di maggioranza, al quale, fuori dall’aula, Sortino ha rivolto un ringraziamento, salvo intervenire una seconda volta per cercare di sgombrare il campo di equivoci che sono serpeggiati soprattutto in maggioranza e fra gli assessori.
Difesa di un bilancio esitato nei tempi ed espressione del programma votato dagli elettori, ma anche fiume in piena di segnalazioni e interventi necessari: contenimento delle spese per illuminazione pubblica, esortazione a destinare i fondi stanziati per il Castello di Donnafugata anche per il borgo circostante, con segnalazione dell’esigenza di riqualificare i bagni pubblici del sito. Ancora necessità di essere ambiziosi e coraggiosi per la riscossione della TARI, di censire gli affitti irregolari in centro storico, di qualificare l’offerta di immobili da alienare, di fornire servizi adeguati per l’università, di essere ambiziosi per il trasporto pubblico che rimane sfida importante per la città, e, in ultimo, una strana esortazione per il parcheggio interrato di Ibla per il quale il Comune “deve fare uno sforzo”, “sappiamo che sarà oneroso ma si deve fare”: che significato ha l’esortazione, trattandosi di un project financing del quale si attende solo il Piano Economico Finanziario? Cosa sa il consigliere Sortino che gli altri non sanno sulle sorti dell’iniziativa, della quale, peraltro, come sottolineato dal dirigente Alberghina ad un consigliere comunale, in una risposta per accesso agli atti, non si sa più nulla?
Il consigliere Buscemi ha esaltato il raggiungimento dell’obiettivo per un capitolo dedicato per le contrade, incassando, con entusiasmo, il modesto fondo di 70.000 euro per semplici manutenzioni e parlando vagamente di iniziative future per il randagismo.
Il consigliere Calabrese ha lamentato lo scarso coinvolgimento delle minoranze, citando le tante criticità della città, dal decoro al verde pubblico, dall’assenza del PRG all’eccessiva valutazione degli introiti della tassa di soggiorno, all’assenza di progetti per la Piazza Libertà, per il Palazzo INA, parlando di una città del pianto in contrapposizione alla città del sorriso di cui si parla nello strumento finanziario.
L’assessore Gurrieri, esaltando le politiche di condivisione dell’amministrazione sul programma elettorale ha escluso progetti di copertura del ponte Nuovo, un particolare che lo rivaluta, ha sottolineato, giustamente, come tutti ora parlano di parcheggi e trasporto pubblico che mancano da un decennio.
Fra i primi e i secondi interventi occasione per l’assessore Iacono di sottolineare gli sforzi economici per maggiori manutenzioni, + 500.000 euro, per l’emergenza abitativa, per gli impianti sportivi, per il verde pubblico e la scerbatura, oltre ai 300.000 euro dell’’ultima variazione di bilancio per il verde pubblico.
Ci saranno nuovi corsi universitari, maggiori fondi per la refezione scolastica, per l’informatica comunale.
Un programma strategico permeato sul programma elettorale, premiato dalla città, Iacono ha ricordato le diverse riduzioni della TARI, nel tempo, del 5%, del 7%, nonostante l’ampiezza del territorio comunale e le conseguenti spese per la raccolta differenziata che raggiunge anche abitazioni distanti 15 km dal centro abitato, nonché la lotta all’evasione che non ha, comunque vessato l’utenza.
Pittoresco l’intervento dell’assessore D’Asta che ha rintuzzato ogni critica, rivolgendosi, in maniera malcelata, ai rilievi di Calabrese per il quale ha parlato di cultura della sconfitta, che gli fa vedere la città triste, spenta.
Una sindrome della sconfitta che nasce da una serie di sconfitte elettorali dalle quali l’ex collega di partito non si sarebbe ripreso, mostrando appunto, negli ultimi dieci anni scarsa capacità di analisi politica.
Per D’Asta un 2024 anno della rinascita, della transizione green, del nuovo bando per i rifiuti, delle comunità energetiche, del PRG, che significheranno rinascita della città.
Calabrese ha ribadito come non ci possono essere rimproveri e critiche da parte di chi ha fatto del trasformismo la sua religione elettorale, vantando coerenza e appartenenza politica, riprendendo anche l’assessore Gurrieri per l’infelice battuta “lei non mi ha nemmeno mai chiamato per una lampadina spenta”.
In tema di trasformismo, l’ultimo intervento del consigliere Sortino che, per riprendersi dalle accuse di eccessive sollecitazioni all’amministrazione, ha tirato fuori fatti del decennio scorso, del patto di stabilità sforato, delle bollette energetiche non pagate, di eccessivo numero dei mutui, di opinabili rischi per gli stipendi dei dipendenti, con chiari riferimenti critici all’amministrazione Dipasquale, criticato per i tre parcheggi in centro storico a Ragusa, senza pensare a Ibla o a Marina, dimenticando i suoi trascorsi nella tragica esperienza grillina, nella quale era fedelissimo del vicesindaco Iannucci e delegato per Ibla, quartiere che non vide nulla di assolutamente positivo con la sua presenza di collaboratore del sindaco.
Anche Firrincilei ha farneticato sulle cose positive dei grillini in materia finanziaria, dimenticando i rilievi della Corte dei Conti che imposero forti sanzioni all’Ente.
In ultimo, da rilevare un intervento ad ampio raggio del consigliere Iurato, da citare perché riassumendo dei maggiori introiti, negli anni, per i ricavi di carta e cartone, ha sottolineato come gli stessi servono per i costi aggiuntivi del servizio di raccolta.
E qui viene fuori l’inghippo, perché, a detta di Iurato, costi aggiuntivi sarebbero la pulizia dei bagni pubblici, le fiere, gli spettacoli: viene da chiedersi perché la pulizia dei bagni pubblici non è compresa nel bando, perché i cittadini debbono contribuire alla pulizia dopo le fiere e dopo gli spettacoli, costi che dovrebbero essere addebitati a organizzatori e ambulanti, e nessuno, in cinque anni ha mai avuto l’idea di discutere di queste cose, perdendosi sempre in discussioni del tutto inutili?
