Dopo le esperienze, tutte brillanti, di cestista, di avvocato, di amministratore cittadino riconfermato nella carica con forte consenso personale, inizia per Peppe Cassì l’ennesima esperienza, quella di politico.
Dopo settimane di attesa, dall’annuncio dello stesso Cassì, diventa realtà il tentativo di dare forma e strutturazione politica al gruppo della Lista PeppeCasSìndaco.
La presentazione di Direzione Ragusa, nome mutuato dall’head line del recente programma elettorale, avverrà giovedì 16 novembre, all’Auditorium della Camera di Commercio di Ragusa.
Ne dà notizia una nota del gruppo consiliare “Peppe CasSindaco”, inviata dal capogruppo Marco Antoci, che era stata preceduta da un post sulla pagina sociale di Peppe Cassì con lo stesso testo.
La nota annuncia un incontro che servirà a far conoscere la visione politica per il futuro della nostra città, messaggio che appare limitativo per una politica di tipo cittadino, mentre si percepisce il desiderio diffuso di fare politica oltre i confini cittadini, possibilmente anche a livello regionale, se si trovassero le giuste alleanze con altre formazioni minori, ispirate più dal civismo che dalla vera e propria politica.
Più in realtà la creazione di una struttura politica serve, prioritariamente, per tenere uniti vecchi e nuovi componenti del gruppo Cassì e tentare di mettere una etichetta al largo consenso popolare ricevuto.
Il tutto è presentato con un linguaggio lezioso ed affettato che parla di uno stile sobrio, di un modo gentile di fare politica senza perdere di vista, per questo, la risolutezza, si parla di “uno spazio di dialogo in cui un’idea ha valore a prescindere da chi l’ha proposta e dalla sua ideologia” e questo conoscendo la breve storia politica di Cassì e del suo gruppo fa solo sorridere, per usare un eufemismo.
Il messaggio di presentazione, con la consueta presunzione, si arroga di attribuirsi l’unico modo in cui la politica può tornare al suo ruolo e i cittadini possano sentirla vicina e avere il desiderio di parteciparla.
Unica maniera, secondo gli estensori del messaggio, di poter camminare insieme nella stessa direzione, nell’unico interesse della comunità.
Che scriva queste cose Cassì è comprensibile, che le invii uno come Marco Antoci, che della politica conosce la vera essenza, i termini del consenso e soprattutto la maniera sobria ed elegante di fare politica, rassegnata ai colpi e alle freccette delle opposizioni, senza disconoscere il loro ruolo fondamentale per il confronto democratico, lascia l’amaro in bocca.
