Assai sentita la devozione, in città, per Santa Lucia. Nonostante le avverse condizioni meteo, moltissimi i fedeli che si sono recati in pellegrinaggio alla Chiesa di corso Mazzini, dove si sono celebrate ben nove messe nella giornata, dedicate alla vergine e martire siracusana
In risposta a quanti si chiedono il motivo di tanta partecipazione, il parroco don Giuseppe Burrafato, si è così espressso: Non credo che ce ne sia uno specifico – dice il parroco– quanto, piuttosto, il fatto che Santa Lucia è venerata in tutta la Sicilia. È una santa siciliana e quindi l’attenzione dei devoti isolani è consistente. Potremmo dire che, facendo parte, un tempo, la diocesi di Ragusa dell’arcidiocesi siracusana ed essendo Santa Lucia patrona della stessa arcidiocesi, è possibile che si sia sviluppato un culto molto radicato nei decenni scorsi e che, ancora oggi, manifesta i propri effetti. La devozione di alcuni fedeli è davvero molto radicata. Nonostante il maltempo, hanno comunque voluto essere presenti alle celebrazioni religiose per rendere onore alla santa”.
La chiesa di Santa Lucia è rettoria della chiesa di Santa Maria delle Scale di cui don Burrafato è parroco.
La chiesa è rimasta aperta, nella giornata del 13 dicembre, in maniera continuata, sino alle 20,30.
Nel pomeriggio c’era stata la Santa Messa presieduta da don Giorgio Occhipinti, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, alle 18 la celebrazione eucaristica officiata da don Giuseppe Cabibbo mentre alle 19,30 la messa tenuta dal parroco, don Giuseppe Burrafato.
Nell’ambito delle iniziative promosse dalla Pastorale della Salute per celebrare Santa Lucia, al reparto oculistico del Maria Paternò Arezzo, il direttore, don Giorgio Occhipinti, in collaborazione con la parrocchia di Santa Maria delle Scale, ha organizzato un incontro informativo per la prevenzione in oculistica, al quale è seguita la celebrazione eucaristica con il rito della benedizione degli occhi presieduta da don Giuseppe Burrafato, vicario foraneo di Ragusa.
Il dirigente medico dell’unità complessa di Oculistica dell’ospedale Maria Paternò Arezzo, Antonio Fede, a illustrare alcuni accorgimenti per proteggere la vista, per contenere i processi degenerativi dell’occhio, come pure l’insorgenza della cateratta, derivanti dalla prolungata esposizione alla luce blu di PC e smartphone che può provocare danni alla retina e al cristallino.
La normativa Iec 62471 sulla sicurezza fotobiologica ha definito una serie di rischi per la salute umana causati dalla radiazione ottica. Uno di questi è il rischio da luce blu che può causare un danno alla retina dei nostri occhi. Gli studi scientifici hanno individuato un’azione fortemente ossidante e tossica della luce blu ai danni della retina e del cristallino (la lente del nostro occhio).
Gli effetti della luce blu, purtroppo, si fanno sentire anche quando l’esposizione è di breve durata.
Dunque, è opportuno cambiare occhiali, chiedendo di esigere lenti che proteggono dalla luce blu, soprattutto se si fa un lavoro di ufficio, sempre davanti ad un pc.
L’incontro sulla prevenzione della vista è stato poi seguito dalla celebrazione della Santa Messa, concelebrata dal direttore della Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, e dal cappellano ospedaliero del Paternò Arezzo, don Salvatore Giaquinta.
Il rito della benedizione degli occhi ha un significato ben preciso. Santa Lucia, infatti, protettrice della vista, vede contrassegnata la propria storia da questo speciale riferimento anche sulla base delle notizie che la tradizione religiosa attribuisce alla vita di una santa che, pur essendo di origine siracusana, è molto venerata anche a Ragusa.
“Lucia – ha spiegato don Occhipinti – deriva dalla radice lux che significa appunto “luce”. Si spiegherebbe così anche perché la santa regge due occhi su un piattino, a indicare cioè la luce, intesa in senso lato come la “luce della fede”.
Nel Vangelo di Giovanni Gesù dice: “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Gv. 12,46).
Questo passo spiega perché la santa presenta i suoi occhi perfetti sul viso e non – come ci si attenderebbe – fuori delle orbite in quanto ella era perfettamente provvista di quella fede.
Il riferimento al martirio è presente di solito mediante l’attributo della palma”.
