Dopo le presentazioni delle tre coalizioni principali che corrono per la conquista di Palazzo dell’Aquila abbiamo avuto la sensazione della via Roma la sera successiva ad un evento del weekend.
Dopo le luci, la marea umana, le musiche, il movimento, torna puntualmente il silenzio, la strada vuota, buia.
Tutto torna sulle spalle dei candidati che debbono accumulare consenso, tutto il contorno torna a dormire, a pensare alle liste per sognare affermazioni di spicco, per numero di consensi.
Manca la verve che ci fu nel 2018, allora c’erano 7 candidati, le lotte nel centro destra, quelle nel centro sinistra, le beghe interne al Movimento 5 Stelle, i magheggi di Ciccio Barone che come l’artigiano che crea un vaso di Murano plasmava colui che sarebbe diventato sindaco, mettendogli attorno le compagnie giuste e portandolo all’altare.
C’è stata la presentazione della coalizione dell’area progressista, candidato Riccardo Schininà, PD, Territorio, Ciccio Barone e Generazione, nessuna recriminazione per la fuga dei 5 Stelle verso mondi fantastici, qualche aspettativa per una naturale aggregazione delle sinistre, calma piatta all’indomani.
Ma come abbiamo più volte sottolineato è la coalizione più tranquilla, che ha meno problemi, coesione, unità di intenti, non ci sono stati messi e mesi, settimane e settimane di trattative per accasarsi e ancor meno ricerca di poltrone. La consapevolezza delle proprie forze, una guida politica autorevole che ha reso sconosciute le sbavature.
La calma del giorno dopo, quasi naturale.
Appresso la presentazione del candidato di Fratelli d’Italia, Pasquale Spadola, la più seguita per le qualità e la notorietà del personaggio, ma coalizione ancora da identificare.
Solo apparente la calma per strada, del giorno dopo.
Deludente il quadro che sta offrendo il primo partito d’Italia, quello che può vantare il Presidente del Consiglio, quello che, nei sondaggi è dato come primo partito nelle intenzioni di voto.
I leader dovrebbero imprimere una svolta, a livello locale, nessuna autorità sui compagni di coalizione, a livello nazionale e regionale: totale latitanza di Forza Italia, come componente Miccichè o come componente Schifani, Lega che gioca a nascondino, per mimetizzarsi sotto le spoglie di INSIEME che, a sua volta, vorrebbe tentare il colpaccio e imporre un suo candidato. Ma è pura utopia per la credibilità di Fratelli d’Italia, peraltro messa a dura prova dalle voci, che voci non sono per la presenza fisica delle persone in ’battaglia’, che vorrebbero uomini di Fratelli d’Italia candidati nella lista di Cassì. Di Abbate, organico alla maggioranza all’Assemblea Regionale Siciliana, nessuna notizia, addirittura nella sua Modica c’è un a lista nuova DC.
Cose che solo a sentirle, figurarsi a vederle, lasciano interdetti per le riflessioni che sorgono spontanee sulla valenza politica del partito nel ragusano e dei suoi leader.
Spadola potrà molto per la sua persona, per la sua storia, per il suo curriculum di uomo di cultura, di cinema, di teatro, ma a tutto c’è un limite.
Acqua cheta dalle parti della coalizione di Cassì, tutti troppo tranquilli ma tutti determinati nel raggiungere obiettivi non sempre raggiungibili, vere e proprie correnti di acque calme che, però, corrodono ugualmente i sostegni di un ponte.
Una coalizione composita dove tutto ribolle: gli alleati della nuova DC nascosti in forma varia, chi in una lista civica creata ad hoc, mentre a Modica della nuova DC c’è tanto di lista, chi è riuscito a mimetizzarsi all’interno delle liste di Cassì. L’alleato che fa riferimento a De Luca ha fatto un’altra lista civica per l’occasione e promette critica costruttiva, ancor prima di cominciare.
Giorgio Massari impegnato a giustificare i 5 anni di pseudo opposizione, riesce a non far parlare di azzeramenti della giunta e di nu9ova stesura dei programmi.
Capolavoro della coalizione aver del tutto ignorato il flop del piano regolatore letteralmente stracciato dagli alleati ma nemmeno lontanamente ricordato in sede di trattative.
Su tutto grava l’aria pesante dei candidati infiltrati nelle liste da Fratelli d’Italia e da Azione di Calenda.
Ora ci sarà un altro weekend di movimento per la stesura definitiva delle liste, poi la corsa verso l’apertura dei seggi.
Intanto la città dorme, come dopo ogni evento, i problemi, le emergenze, i bisogni sono rimandati a dopo l’estate, dopo tutte queste fatiche meritate saranno le ferie estive.
