Drastica riduzione dei contributi per le associazioni che si occupano dei diversamente abili

di Cesare Pluchino
Gli intendimenti dell’amministrazione, confermati da esponenti del Movimento 5 Stelle, anticipati dall’assessore ai servizi sociali Leggio nel corso dei lavori della competente commissione consiliare

L’Ordine del Giorno della Convocazione della 5ª Commissione Cultura e Attività Sociali riportava di una “Rendicontazione sistema di assegnazione contributi di associazioni d’intervento sociale”, dobbiamo ammettere che ci sembrava la solita convocazione formale per adempimenti previsti dalle normative, abbiamo, invece, avuto modo di seguire una delle sedute di commissione più importanti e interessanti di questa consiliatura.
Interessante e importante perché si è trattato di affrontare il tema dei contributi alle associazioni che si occupano della riabilitazione sociale di soggetti, di tutte le età, affetti da disabilità gravi.
Componenti della Commissione presenti al gran completo, con l’assessore Leggio e il Dirigente Cascio, oltre ai rappresentanti di due delle tre associazioni più note in città, che hanno ricevuto, fino ad ora, congrui contributi sulla base delle attività e delle esigenze presentate con le istanze annuali di richiesta.
È stato l’assessore Leggio che ha introdotto l’argomento all’Ordine del Giorno, evidenziando le criticità di un sistema che l’amministrazione ha voluto verificare in tutti i suoi aspetti al fine di ottimizzare gli interventi nel sociale.
Conscio delle dirompenti dichiarazioni che andava a presentare al folto uditorio, l’assessore ha malcelato un latente disagio a stento coperto dal consueto complesso eloquio che ha denotato, comunque, una visione chiara e consapevole delle misure che si vogliono adottare e che saranno presentate presumibilmente, in Consiglio Comunale. Misure che, verosimilmente, non saranno solo parto dell’assessore ma lasciano intravedere un a posizione condivisa dell’amministrazione che vuole imprimere un rinnovamento al settore, con interventi spalmati in maniera più omogenea sul sociale.
Leggio ha rilevato le criticità in relazione alla rendicontazione che ha giudicato frutto di atteggiamenti di non lettura delle normative, sia pure attuata in perfetta buona fede.
Inevitabile, per l’amministratore, una forte riduzione dei contributi, impossibile seguire la linea tenuta negli anni passati, ove si riscontrava una forte corrispondenza fra richieste ed erogazione del contributo.
Come anche sottolineato dal dirigente, occorre intervenire con riferimenti certi, con una revisione del regolamento che, al momento è omnicomprensivo.
Senza mezze misure è stata indicata una riduzione che da una cifra di riferimento di 100.000 euro vedrà ridurre l’entità totale delle erogazioni a soli 35.000 euro. Sono stati anche specificati i criteri che hanno influito sulle scelte, riguardanti, per esempio, il fatto che molte associazioni ricevono un contributo mensile da parte delle famiglie degli assistiti e che altre sono destinatarie anche del 5xmille riservato alle associazioni.
Riservandosi di trattare in altra sede gli aspetti più delicati rilevati nelle rendicontazioni, Leggio ha dichiarato, apertamente, che non sarà più possibile che le associazioni siano sostenute in toto dall’ente comunale, facendo rilevare come, relativamente al sostegno dello Stato, ci si trovi, nel comparto, in situazioni da terzo mondo. Inoltre Leggio ha messo in evidenza i tagli operati dalla regione sui servizi essenziali per le scuole, che impongono all’ente interventi suppletivi, pur nelle ristrettezze di bilancio.
Da ambienti vicini all’amministrazione si è avuta conferma di decisioni in merito che sono state ampiamente valutate e ponderate, anche in previsione di inevitabili malcontenti e proteste che potranno scaturire anche da ambienti non direttamente interessati alle problematiche in questione.
Assai composte le reazioni delle rappresentanti delle associazioni presenti alla seduta di commissione, appositamente convocate.
Sono stati evidenziati i livelli dei servizi erogati all’utenza e sottoposte le difficoltà di ordine economico che rendono assai difficile e complicata la gestione dei servizi in maniera funzionale ed efficiente.
Una rappresentante di una associazione è stata protagonista di un intervento assai sentito, anche nella qualità di mamma di un disabile: la stessa non ha centrato tanto il suo intervento sulla necessità del contributo, quanto sugli aspetti imprescindibili di equità nei confronti di tutta l’utenza, indipendentemente dall’età e dalle tipologie di disabilità.
Ha preteso per gli assistiti di tutte le associazioni, prima di tutto, profondo rispetto per non fare esasperare le famiglie.
In presenza di uno Stato che non si preoccupa di queste problematiche, si ritiene assolutamente indispensabile fare in modo che non si spenga nessuna associazione, che non si spenga il faro della solidarietà perché sarebbe una vergogna per la città.
Addebitabile all’ente Comune la fondamentale indifferenza verso l’assistenza ai disabili, per i quali la città di Ragusa, da sempre, poco ha fatto, specie se in relazione alle grandi opere realizzate.
La platea dei commissari ha visto la componente di riferimento dell’amministrazione silente, fondamentalmente e chiaramente edotta sulla linea della giunta e dell’assessorato.
Il consigliere Angelo la Porta ha esordito affermando che non si possono portare a questo tavolo i tagli di Stato e Regione come giustificazione di decisioni del tutto da rivedere per spese ritenute obbligate, specie se messe in relazione ai cospicui fondi destinati da questa amministrazione all’effimero.
Giorgio Massari, da sempre sensibile in maniera particolare alle problematiche del settore, ha espresso il suo forte disappunto per la mancanza di consapevolezza dell’amministrazione per quanto di buono esiste in città e nei confronti dei bisogni reali della collettività.
A stento riesce a dare solidarietà all’assessore Leggio, consapevole del contesto deprecabile nel quale è costretto ad agire, da un punto di vista tecnico ha giudicato malamente la scelta di ridurre la spesa corrente tagliando anche i servizi sociali.
Per Massari non reggono neanche le riserve sulla rendicontazione, occorre solo creare un momento transitorio, riprendendo, intanto, i fondi da dove sono stati destinati per non creare i presupposti di una forte tensione sociale.
La seduta si è chiusa con l’impegno dell’assessor di rivedere la questione, per trovare soluzioni idonee per venire incontro alle esigenze, in ogni caso degne della massima attenzione.

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