Non possiamo che esprimere, con malcelato orgoglio, grande soddisfazione per la conferma della guerra interna alla maggioranza consiliare che dovrebbe essere sostegno dell’amministrazione Cassì.
Quelle che noi chiamavano fibrillazioni, per non affondare la lama di una comunicazione libera in una compagine sempre più bellicosa all’interno, trovano pieno riscontro in una nota della vicepresidente del Consiglio Comunale, la signora Cettina Raniolo che, dopo mille tentennamenti, dopo infiniti ripensamenti, dopo aver tollerato assicurazioni non mantenute e assoluta indifferenza di fronte alla sua voglia di partecipazione disinteressata alla gestione della cosa pubblica, abbandona l’innata elegante riservatezza per sfogare tutto il suo disappunto per una situazione politica che, da tempo, non riusciva a condividere.
E nel contempo, per inciso, non possiamo che appurare con smisurata soddisfazione il definitivo fallimento della comunicazione di palazzo e, segnatamente, quella del sindaco, del suo staff e dell’amministrazione, direttamente o indirettamente gestita da una unica mano che, sin dall’inizio, abbiamo giudicato inadeguata ancorché condizionata dalle indicazioni del primo cittadino, in ogni caso colpevolmente accettate.
Un ampio servizio sul quotidiano privilegiato dall’amministrazione su precisa indicazione del comunicatore, con non controllate dichiarazioni del sindaco e del capogruppo, sotto certi aspetti anche contrastanti e contraddittorie, ha provocato reazioni forti da parte di 5 Stelle e Fratelli d’Italia.
Si doveva mantenere un profilo assai contenuto, si doveva evitare di rendersi protagonisti degli articoli inevitabili sulla triplice mancanza del numero legale, si doveva rifiutare l’intervista, in attesa dello sviluppo della situazione interna, si doveva recitare il mea culpa per la disinvolta gestione della seduta che già la sera prima aveva manifestato segnali inquietanti per la tenuta della maggioranza.
Il mago della comunicazione è totalmente digiuno di queste sfumature, un sonnambulo della comunicazione più che un mago, profumatamente pagato dalla collettività.
E che la situazione è totalmente sfuggita di mano, del tutto incontrollata, è dimostrato dalla sortita della vicepresidente del Consiglio comunale, la Cettina Raniolo finora contenuta, attenta, rispettosa dei ruoli, esageratamente moderata anche di fronte a plateali manifestazioni di scarsa attenzione personale e per i suoi importanti ruoli, di Presidente della Commissione Sviluppo Economico, un settore assai delicato dell’amministrazione, ormai in crisi evidente e non celabile, per la inesistente gestione assessoriale, e di vicepresidente del Consiglio Comunale, carica che, ancora una volta, il Presidente del civico consesso, con l’avallo tacito del Sindaco, è riuscito a derubricare a semplice carica onorifica.
La sig,ra Raniolo parla a difesa dell’intero consiglio comunale e critica, in maniera forte e decisa il suo capogruppo Andrea Tumino, con inusitati e inaspettati toni severissimi.
Se il capogruppo – sostiene la Raniolo – non riesce a “a decifrare il comportamento dei colleghi” dimostra di non aver “minimamente intuito le problematiche che hanno determinato i malumori e la caduta, per ben 3 volte, del numero legale al consiglio.”
Non fa sconti la vicepresidente del consiglio e rileva “l’inadeguatezza del ruolo ricoperto” da Tumino.
Ancora non ha tentennamenti nel giudicare errata l’interpretazione dei fatti da parte del capogruppo Tumino in merito alla “mancanza di responsabilità nei confronti del ruolo politico” dei consiglieri, in quanto ci sono consiglieri responsabili che non votano atti dei quali non hanno piena consapevolezza.
E, infine, l’espressione di ulteriori equilibri, che possono essere ritrovati solo nel recinto delle opposizioni viene definita una ‘intimidazione’, grave perché andrebbero emarginati consiglieri che hanno appoggiato la candidatura Cassì per favorire altri soggetti che l’hanno avversata, una intimidazione che viene giudicata pesantemente come farneticante e irrispettosa.
Non ci sarebbe spazio per commenti di sorta, ci piace soffermarci su alcuni particolari perché non condividiamo in alcune parti quello che si può definire, senza mezzi termini, un attacco a tutti gli effetti, rivolto apparentemente al capogruppo ma destinato, invece, al sindaco come persona che avrebbe potuto gestire diversamente più di una situazione.
Di un capogruppo non adeguato al ruolo non ci accorge dopo 38 mesi di consiliatura, se non c’è un colpevole atteggiamento disposto a subire ciò che non va.
Quanto al particolare che alcuni consiglieri possano non avere contezza degli atti, occorrerebbe spiegare a cosa a servono le tante riunioni di maggioranza, forse solo a principeschi aperitivi, inebrianti al profumo di mare.
Il segnale, l’avvertimento, l’intimidazione degli ulteriori equilibri è coronata dalle ultime parole della nota della sig.ra Raniolo che non lascia adito a dubbi sui sentimenti ormai profondi di avversione per una squadra che, forse, non esiste davvero più.
Ci permettiamo di affermare che, avendo seguito l’evolversi dello scontento della consigliera Presidente e vicepresidente, comprendiamo le motivazioni che hanno determinato questa esplosione finale che per quanto contenuta e misurata, non si esime dall’essere esplosione inattesa.
Il bersaglio, forse, non è quello giusto, il capogruppo, che pure spesse volte abbiamo criticato per l’esercizio non condiviso del suo mandato, questa volta ha detto qualcosa di sacrosanto, per noi i consiglieri che fuggono davanti ai problemi non valgono, chi non esprime con chiarezza la propria posizione, assumendo ogni responsabilità delle scelte, non merita di rappresentare gli elettori, per cui ci troviamo d’accordo con il capogruppo che, alla fine ha parlato solo, con estremo rispetto, di opportunità di restare in aula, anche votando NO o astenendosi.
Quanto agli ulteriori possibili equilibri, sono troppo noti a tutti, per scandalizzarsi dopo 38 mesi, si doveva cogliere l’occasione in una delle tante sedute del consiglio comunale per ribattere fortemente alle avances e alle offerte di collaborazione per il bene comune che si sono sprecate in aula, anche per il rispetto degli elettori che avevano votato Cassì e la bella gente che bazzicava al comitato elettorale e che si sarebbero ritrovati con gente di sinistra, che aveva avversato Cassì e la sua idea di guida della città
Forse tutto quanto accaduto in queste ore potrà servire a rimettere a posto le cose e a porre fine a questo genere di indegne trattative, non del tutto sotterranee, con soggetti che alla fine di politico non hanno nulla e risultano solo volgari cacciatori di poltrone, di potere e di incarichi.
Per il resto vicende che aiutano a conoscere meglio determinati personaggi.
Questo il testo integrale della nota che ci è pervenuta direttamente dalla sig.ra Raniolo:
“In qualità di vicepresidente del consiglio comunale di Ragusa, a difesa dell’intero consesso, ritengo dover chiarire alcuni punti messi in evidenza come negatività dal capogruppo di maggioranza, avv. Andrea Tumino, nell’articolo apparso su “La Sicilia” il 09 settembre u.s.
È gravissimo che il capogruppo non riesca “a decifrare il comportamento dei colleghi”, perché, se ciò è accaduto, è chiaro come non abbia minimamente intuito le problematiche che hanno determinato i malumori e la caduta, per ben 3 volte, del numero legale al consiglio.
Ciò è dovuto all’inadeguatezza del ruolo ricoperto.
In merito alla “mancanza di responsabilità nei confronti del ruolo politico” che i consiglieri sono chiamati a ricoprire, l’interpretazione dei fatti, resa da Tumino, è completamente errata, in quanto i consiglieri responsabili non votano atti di cui non hanno piena consapevolezza.
Infine, l’intimidazione che si troverà appoggio nell’opposizione, per sostituire quei consiglieri che hanno sostenuto la candidatura del sindaco Peppe Cassi, con altri che la hanno avversato, è semplicemente farneticante e irrispettosa.”
