Un post del Sindaco Cassì dà notizia di una prima riunione di residenti, villeggianti ed esercenti di Marina di Ragusa per discutere, principalmente, di emissioni sonore e ordine pubblico in vista della stagione estiva ormai alle porte.
Peppe Cassì cerca di buttare acqua sul fuoco e auspica che si arrivi ad una serena convivenza fra villeggianti e operatori commerciali, grazie a rispetto e reciproco compromesso.
Fedele alla sua naturale linea, che gli deriva anche dalla sua esperienza professionale, su molte questioni spinose, ritiene che il buonsenso possa funzionare più di deroghe e sanzioni.
Non è desueto pensare che il suo carisma possa avere ragione degli animi esacerbati dei villeggianti e della innata vivacità degli esercenti che non tollerano regole e imposizioni per quello che ritengono un periodo dell’anno elettivamente destinato allo sballo, al divertimento e alla spensieratezza a tutte le ore, incuranti dei diritti delle persone.
A tanti piace che nel corso dei secoli Marina di Ragusa si sia trasformata da piccolo villaggio di pescatori e località di villeggiatura della borghesia ragusana in una delle località turistiche più ricercate della Sicilia.
A molti è piaciuta la speculazione, tanti godono di affitti stellari in nero, ma a molta gente, del tutto legittimamente, piace godersi la vita agiata anche in pieno agosto.
Molti villeggianti, proprietari di case, non perdono la vacanza a Marina, anche in pieno agosto, quando la frazione è invivibile per chi vorrebbe sentire solo lo sciabordio delle onde.
Ma in certe zone, dal porto turistico fino alla piazza Duca degli Abruzzi, è impossibile vivere, soprattutto dopo una certa ora: traffico che opprime, auto e moto posteggiate davanti ai portoni, senza ritegno, emissioni sonore oltre il limite consentito, confusione e gli effetti delle sbronze, con gente, anche con il gomito alzato, che orina sui muri delle case e lascia dappertutto bottiglie di birra e alcolici dovunque.
La situazione è pesante, ma si doveva porre rimedio quando il fenomeno cominciava ad emergere.
Ormai, sembra troppo tardi per arginarlo, il centro di Marina è destinato a soccombere alla legge dei locali pubblici, del resto si sono rilasciate licenze per locali ai limiti dell’agibilità, come è avvenuto per le case che sono state frazionate in più unità abitative, senza regole, anche i garage sono diventati appartamentini, in una casa dove stava una famiglia ne risiedono ora tre o quattro, basti solo fare mente locale sul fatto che mentre prima per una unità abitativa ci potevano essere due o, al massimo, tre vetture, ora ce ne sono 6 o 7, più le moto, i ciclomotori e le biciclette.
Tutto si è moltiplicato in maniera esponenziale e non si può tornare indietro.
Un segnale determinante di questa amministrazione è quello che ha spostato il tradizionale palco per gli spettacoli estivi dalla piazza Duca degli Abruzzi alla vicina piazza della Dogana.
Di certo, condivisibile l’idea di liberare la piazza principale e restituirla alla pubblica fruizione di elezione, ma, fondamentalmente, i problemi restano.
Da tempo, la città è succube della lobby della ristorazione che fa il bello e il cattivo tempo per dehors, per rifiuti lasciati fuori dalla porta alla chiusura, per emissioni sonore.
A Marina di Ragusa la situazione è degenerata perché nello spazio ristretto di poche settimane si deve raccogliere il frutto di una stagione sempre più breve, un tempo la stagione andava dalla chiusura delle scuole alla successiva riapertura, con il clou da metà luglio a tutto agosto.
Oggi i locali vivono solo nel mese di agosto e nei fine settimana, per sopravvivere e attirare clientela poco importa della gente che a mezzanotte vuole andare a dormire.
Un comitato di residenti e villeggianti di Marina, che già aveva preannunciato una forte protesta in occasione di un incontro nell’aula consiliare, è fermamente deciso a far valere le proprie ragioni, anticipando che saranno chiamate le forze dell’ordine ad ogni avvenimento ritenuto contro la legge e le norme.
Gli esercenti non sono disposti a cedere con facilità, si preannuncia una estate all’insegna della guerra, fra chi vorrebbe riposare e chi non intende sentire ragioni.
Un metodo, per limitare la confusione ci sarebbe, quello di severi controlli sugli affitti che, pare, non siano tutti regolarmente denunciati e registrati con conseguente pagamento delle tasse.
Per gli esercenti non sarebbero fuori luogo severi controlli sui requisiti igienico sanitari, sulle emissioni sonore e sul rispetto delle regole per gli spazi esterni, nonché sulla regolarità del trattamento del personale.
Fissare delle regole e farle rispettare, fare ordine dovunque non sarebbe male
