Dovrebbe passare in Fratelli d’Italia, per alimentare come si deve la Fiamma, alquanto sfocata negli ultimi tempi, soprattutto a Ragusa.
Resta il pitmaster, il gestore per eccellenza del braciere della politica locale, un Re, che esprime il meglio quando la fiamma è alta a dovere.
Ancora una volta, il consigliere Mauro colpisce nel segno con un intervento in Consiglio comunale destinato a far discutere come i pochi ma incisivi interventi in questi due anni e mezzo di esperienza al civico consesso.
Diciamo questo perché l’ultima questione sollevata lascerà il segno, ma chi scrive non è rimasto impressionato dai contenuti dell’intervento, trattandosi dell’oggetto di dicerie che vanno avanti già dal primo mandato di Cassì, diffuse, fomentate, principalmente, da addetti ai lavori, tecnici e professionisti, anche autorevoli, che hanno messo in giro certe voci.
Ieri, nel corso della seduta, anche la consigliera Caruso ha sottolineato di essere a conoscenza delle voci e ha invitato pubblicamente e ufficialmente i cittadini a segnalare ‘stranezze’ nei rapporti con l’Ufficio Tecnico.
Seguiremo gli sviluppi della vicenda che si preannuncia avvincente, come quando si smuove il carbone dove si annida la fiammella che si ravviva di colpo, anche perché i contenuti dell’intervento potrebbero, e dovrebbero, attirare l’interesse delle autorità preposte.
Appresso pubblichiamo integralmente l’intervento del consigliere Mauro e, successivamente l’intervento di replica del sindaco Cassì che, in pratica, lo ha dedicato solo a quanto esposto dal consigliere Mauro, a conferma dell’importanza e della delicatezza della materia.
Questo l’intervento integrale del Consigliere Mauro:
“Grazie presidente, un saluto ai presenti
Oggi, un problema che affligge la nostra città e l’organizzazione dell’edilizia privata ovverosia quell’ufficio cui il cittadino si rivolge, spesso per mezzo di un tecnico, quando vuole avviare un nuovo edificio o vuole apportare delle modifiche ai propri immobili.
Come noto, oggi, questo ufficio soffre di ritardi ormai insopportabili, circa un anno per un permesso di costruire, per una scia, eppure non siamo sotto organico, se consideriamo che ogni anno vengono presentate fra le 150 e le 200 pratiche di permesso di costruire, che possiamo contare su sei tecnici istruttori, questo vuol dire che ogni mese ciascuno di essi esita circa 3 pratiche; certo nei mesi scorsi avete cercato di superare questo questa criticità con il principio dell’urgenza, una sorta di salta code per pochi eletti, un criterio diciamo talmente poco ortodosso e vivo di fondamenta giuridiche che siete stati costretti, grazie a Dio, ad eliminarlo. Quindi, siamo sempre punto e a capo ma, oltre i ritardi, registriamo anche un fastidioso ostruzionismo:
degli esempi, noi sappiamo che quando viene presentata una domanda di permesso di costruire, passati 90 giorni, in caso di silenzio si ha automaticamente diritto a ottenere questo permesso, pur tuttavia questo non si capisce perché a Ragusa non vale io vi posso documentare l’esperienza di chi, pur essendo trascorsi 90 giorni, ha dovuto ricorrere al Tar per ottenere questo diritto ma la domanda è: se c’è chi non può permettersi di ricorrere al Tar?
Ancora io vi posso documentare l’esperienza di chi, avendo richiesto una scia, mesi e mesi più tardi è stato raggiunto dalla richiesta di integrazioni o addirittura del diniego malgrado la legge preveda che il comune debba pronunciarsi entro i successivi 30 giorni senza poter eccepire alcunché passati questi giorni.
Vedete, io, però, non credo che la causa di questi ritardi o di questo ostruzionismo sia da ascriversi ai nostri dipendenti quanto piuttosto a chi avrebbe l’onere di ben organizzare questo ufficio e quindi all’assessore Giuffrida.
Ora, io dico, assessore, ma se lei non è riuscito nel corso di 8 anni ad efficientare questo ufficio, anzi, a detta di molti, è stato peggiorato, qui le cose sono due o l’assessore Giuffrida non è in grado di occuparsi di un ufficio e allora io mi chiedo come faccia ad avere l’ardire di aspirare a fare il sindaco di questa città oppure c’è una vera e propria volontà di mantenere l’ufficio in questo stato. Però, io ho un timore, che mantenendolo in questo stato l’ufficio rischia di diventare uno strumento di ingegneria del consenso.
Voglio dire il meccanismo è molto semplice, la burocrazia non fa altro che rendere incerti i tempi e l’esito delle pratiche costringendo il cittadino a rivolgersi al politico, il politico stimola la pratica e a quel punto il cittadino, che non ha fatto altro che ottenere ciò che gli spetta di diritto, si sente diciamo in dovere di gratitudine nei confronti del politico.
Questo meccanismo dà vita a qualcosa che per me è assolutamente insopportabile e cioè la trasformazione di un diritto in favore personale, nell’inserimento della discrezionalità laddove dovrebbero esserci dei criteri oggettivi: ora, vedete, Io credo che il politico vero sia quello non che si occupa di risolvere le singole pratiche ma quello che si cura di risolvere il problema in maniera strutturale e in questi 8 anni l’assessore Giuffrida non c’è riuscito o non ha voluto riuscirci.
Eppure, guardate che la soluzione è a portata di mano, il killer del favore, della discrezionalità si chiama digitalizzazione, quella che non permette di fare il favore, quella che permette la tracciabilità delle pratiche, quella che grazie all’identità digitale fa sì che il cittadino non abbia la necessità di andare all’ufficio e interfacciarsi con il potente di turno.
Oggi questo non esiste al Comune di Ragusa, io stesso, pochi giorni fa, ho fatto un accesso agli atti per il quale il dirigente mi ha chiesto una proroga di 30 giorni, accesso agli atti che, con un sistema digitalizzato, si sarebbe potuto esitare in un’ora.
In conclusione, io oggi voglio fare una semplicissima domanda all’assessore Giuffrida al sindaco: volete fare i politici e quindi risolvere in maniera strutturale i problemi dell’ufficio tecnico oppure volete continuare a favorire un meccanismo che incentiva la richiesta della cortesia? Grazie “
Questo l’intervento successivo del Sindaco:
Mi dispiace aver ascoltato che venga accostato il Comune di Ragusa, che da qualche anno è sotto la mia responsabilità e amministrativa, con delle pratiche che sono quelle che usualmente si accostano alle amministrazioni pubbliche ma che io sono convinto sono estranee alla nostra amministrazione.
Il consigliere Mauro ha fatto un’accusa molto precisa e molto grave, io direi, perché se parla di favoritismi, se parla di cortesie, se parla di aiutini e lascia intendere, pur non dicendolo, apertamente, perché, forse, non arriva tanto, in maniera chiara e insinuante che all’interno degli uffici del Comune di Ragusa possono esserci delle pratiche che vengono tirate fuori dalla pila che giace sul tavolo del funzionario, er essere esitata in anticipo rispetto ad altre che erano state presentate antecedentemente.
Ecco, io questo credo che sia un’accusa molto molto grave molto pesante perché, se si parla di favoritismi e di cortesie devo pensare che a questo si riferisse e quindi o fa nomi cognomi o indica esattamente dei casi specifici, denunciandoli perché ci sono tutti gli estremi per denunciare qualora una cosa del genere dovesse accadere, denunciandoli specificatamente, oppure la sua è solo una ennesima calunnia, un tentativo di delegittimare l’avversario politico su un terreno sul quale non ho nessuna intenzione di seguirlo.
Questa è la sua tecnica di comunicazione, ne prendo ulteriormente atto, ma mi tengo ben lontano da questo tipo di polemica, o si provano le cose che si dicono, e che sono calunniose, oppure rimane una calunnia, ha sollevato un polverone e ha sollevato nell’opinione pubblica il sospetto che ci sia qualcosa di non corretto o di illegittimo, che siano favoritismi e clientelismi ma lascia il tempo che trova, secondo me.
