Dopo la malattia, manifestatasi con un malore mentre si trovava in un ristorante di Marina di Ragusa, durante le riprese degli ultimi episodi del Commissario Montalbano, è venuto a mancare il regista Alberto Sironi, nel giorno del suo settantanovesimo compleanno.
Allievo di Giorgio Strehler e Paolo Grassi alla scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano, ha diverse esperienze teatrali dopo le quali collabora con la RAI, a partire dagli anni 70 del secolo scorso.
Nel 1978 è sceneggiatore e regista di due telefilm tratti dalla raccolta di racconti ‘Il centodelitti’ di Giorgio Scerbanenco.
Nel 1995 dirige per Raiuno ‘Il grande Fausto’, fiction biografica in due puntate su Fausto Coppi.
Il regista è stato il vero ‘papà’ di Montalbano e lo scopritore dei meravigliosi paesaggi iblei come sfondo della fiction che scelse come ambientazione elettiva dei racconti di Camilleri, idealmente ambientati nell’agrigentino.
Trovò un colto e illuminato, oltre che insostituibile, collaboratore nel nostro conterraneo Pasquale Spadola che. oggi, sui social lo ha ricordato per primo volendo condividere con i collaboratori e gli amici il triste momento.
Il Sindaco di Ragusa ha espresso cordoglio e riconoscenza per la scomparsa del regista Alberto Sironi, che ha diretto fin dall’inizio la fortunata serie televisiva de “Il Commissario Montalbano”
“La scomparsa di Alberto Sironi, storico regista de “Il Commissario Montalbano”, addolora molto la nostra comunità. Non solo perché si aggiunge tristemente alla recente dipartita di Andrea Camilleri, ma anche perché fu proprio Sironi ad avere l’intuizione di trapiantare nella nostra Ragusa l’immaginario dello scrittore. Una scelta di successo a cui la nostra città deve molto, sotto ben più di un punto di vista”.
Anche l’on.le Nello Dipasquale ha significativamente ricordato il regista:
“Ad appena due settimane dalla morte di Camilleri, piangiamo oggi la scomparsa del regista Alberto Sironi, che ha dato vita alla serie tv di Montalbano.
Fu Sironi a scegliere la nostra provincia come paesaggio nel quale ambientare le storie di Camilleri e, con la sua maestria, con lo sguardo da abile regista, seppe trasformare ogni inquadratura in una meravigliosa cartolina. Risultato possibile solo se si ama profondamente un luogo e, ne sono certo, da noi si è sempre sentito a casa…
Grazie, maestro, per quanto ci hai dato”.
