di Cesare Pluchino
La promozione del territorio non può essere coniugata con la smania di apparire in televisione
Tam tam mediatico per la puntata di Easy driver dedicata al nostro territorio: le cose si mettono male già dall’inizio per un inopinato improvviso spostamento di orario che ha anticipato la messa in onda alle 8.30 di domenica 3 luglio.
Per i pochi fortunati che hanno avuto modo venire a conoscenza del nuovo orario, una levataccia che non è stata per nulla ricompensata dalla trasmissione.
Un format del tutto particolare, nel quale non è il programma a servire per il territorio, ma, al contrario quest’ultimo serve per rendere appetibile la trasmissione, un coacervo di pubblicità, di auto, di altre trasmissioni RAI, condotta in maniera non apprezzabile da due presentatrici vestite in maniera poco elegante, con un tacco 12 che strideva con le condizioni di sicurezza e con l’impervio basolato del nostro territorio.
Per colmo di sfortuna, protagoniste della puntata due vetture che certo non si possono definire il sogno dell’italiano medio, dai colori anonimi che hanno contributo a rendere piatta la trasmissione.
Viene da chiedersi chi sia stato il referente locale della puntata, perché, se è vero che anche il ‘pubblico’ ha contribuito alla realizzazione, sarà opportuno in futuro verificare meglio le condizioni e gli accordi.
Ma anche se si trattasse di una opportunità mediatica a costo zero, sarebbe opportuno controllare come vien data in pasto la nostra terra.
Aspetti tutti da chiarire, anche alla luce della constatazione del contenuto di un articolo di un qualificato giornale online, anche specializzato in tema di turismo: il contenuto riporta, in parte, gli stessi testi della trasmissione per quello che riguarda il territorio, con annesse numerose imprecisioni.
Si parla del miele di carrubbo, non certo una eccellenza del territorio come la stessa farina, di produzione residuale per settori di nicchia.
Ragusa viene derubricata a uno dei due quartieri derivanti dalla ricostruzione post terremoto, il proprietario del Castello di Donnafugata, il Barone Corrado Arezzo de Spuches, viene definito “un uomo che amava molto viaggiare e far divertire i suoi ospiti come nelle grandi corti europee” (??????). Il suo labirinto in pietra fu creato proprio per questo” (!!!!!!)
In rapida successione, flash su Comiso, l’aeroporto, Ragusa, Punta Secca e il porto turistico di Marina, troppo poco tempo per rendere conto di un territorio dalle mille eccellenze.
Nell’articolo si trova un’intervista del responsabile di una associazione datoriale della zona, che avrebbe promosso l’iniziativa assieme ai Comuni di Comiso, Santa Croce Camerina e Ragusa, la Camera di Commercio e la Soaco.
Una task force istituzionale per produrre il nulla.
Un tavolo dedicato all’enogastronomia del territorio assimilabile alle bancarelle dei corridoi dei centri commerciali, allestito nella città che meno attinenze ha con l’enogastronomia locale.
Se l’iniziativa ha comportato dei costi per gli sponsor, sono stati soldi spesi male.
