Un comunicato per riferire del confronto concesso da S.E. il Prefetto che ha ricevuto i vertici del Comitato per l’apertura del nuovo ospedale, convocazione a seguito della quale era stato annullato il sit-in di protesta programmato, appunto, nelle vicinanze della Prefettura.
Anche questo colloquio ottenuto con il rappresentante del governo centrale, dopo quello avuto con il Commissario dell’ASP, non ha sortito effetti concreti in termini di accelerazione delle procedure che sarebbero in corso per l’apertura.
Nemmeno un’azione di protesta, solo una ennesima sensibilizzazione verso una problematica che sarà risolta in alto, quando i vertici della sanità decideranno come e quando inaugurare, presumibilmente, ormai, dopo le elezioni comunali.
Secondo la nota diramata, il presidente del comitato, Anna Cilia, ha illustrato al prefetto i motivi per cui è stato istituito l’organismo, ha dunque fatto un excursus della complicata vicenda riguardante l’ospedale, sottolineando l’auspicio che a un eventuale tavolo tecnico-informativo che dovrebbe andarsi a costituire, il comitato possa essere rappresentato in quanto ha raccolto le istanze di migliaia di residenti in città e non solo.
Il fondatore del comitato, Peppe Calabrese, ha sottolineato l’esigenza di avere una data certa dell’apertura, ritenendo, forse, poco certa quella dei 120 giorni assicurata dal Commissario nel corso dell’incontro avuto.
Il prefetto ha manifestato sino in fondo la propria disponibilità, ha accolto il comitato con attenzione, prestandosi all’ascolto delle varie motivazioni che i componenti dello stesso hanno enunciato e ha messo in rilievo che il comitato si è intestato una causa per il bene dei cittadini e che questo va a merito di tutti i componenti dell’organismo.
Lo stesso prefetto ha poi dichiarato che si interesserà ancora più approfonditamente della questione per comprendere se e come intervenire.
Oltre questo, il comunicato non riferisce altro.
Il Comitato, con l’autorevolezza che gli deriva dal numero degli aderenti, dovrebbe esigere dall’assessore regionale al ramo notizie certe sullo stato di avanzamento dei lavori di adeguamento strutturale e di sicurezza della struttura, dovrebbe chiedere trasparenza, fino a dove è consentito, sulle possibilità che il lavoro della Magistratura possa differire la data di apertura, nel qual caso non ci sarebbero Comitati che tengano per risolvere l’ormai annosa questione.
Il tutto per uscire dall’equivoco e verificare se, come asserisce l’assessore, si vuol fare lavorare la Magistratura in santa pace, oppure i ritardi, che arriveranno almeno ad un anno dal trasferimento farlocco, possano condizionare ulteriormente la vicenda.
Quanto alle vicende che hanno portato a questa assurda situazione, che affondano le radici negli anni e nelle gestioni passate della sanità locale, in puro stile della politica locale, tutto quello che è passato sembra non debba riguardare più i cittadini e i contribuenti, come accaduto per i fondi residui mancanti della Legge su Ibla.
E il fatto che un candidato sindaco non si preoccupi del passato vuol significare che, se eletto, coprirà, ancora, con un ennesimo velo di silenzio quanto avvenuto in passato.
