Ennesimo scandalo in Fratelli d’Italia, il vicecapogruppo all’ARS, Auteri, viene accusato dal collega Ismaele La Vardera che gli ha rinfacciato un contributo di centomila euro ottenuto, ovviamente, dal munifico assessorato al Turismo e destinato a una associazione intestata alla di lui mamma.
Una di quelle storie squallide, di interessi personali, che, forse, non possono trovare elementi utili per l’autorità giudiziaria, ma che testimoniano dell’utilizzo dei soldi pubblici in maniera disinvolta.
Sarebbe da dire che la cosa fa più scandalo perché coinvolge un esponente di Fratelli d’Italia, ma considerato quanto avvenuto in passato, in questo caso si tratta di quisquilie.
Cosa vuoi che siano 100.000 erogati all’associazione culturale che, per caso ha sede, temporanea, perché già cambiata, a casa della mammina.
Il caso ha messo in fibrillazione il partito, a vari livelli, ma già si avverte che si sta riuscendo a far decantare il tutto, le reazioni e le minacce di Auteri, all’indirizzo di La Vardera, hanno avuto anche uno scenario nazionale sulla trasmissione Piazza Pulita de La 7.
E, contestualmente, c’è stata la ciliegina sulla torta, con le esternazioni di Auteri che ha parlato di turismo “commissariato” in Sicilia, in una trasmissione regionale siciliana, riferendosi a certe condizioni imposte dopo lo scandalo SeeSicily, esternazioni che hanno richiamato le precisazioni dell’assessore al Turismo, Amata.
Non accadrà nulla di particolare, in Fratelli d’Italia sono abituati a gestire scandali ben più consistenti, soprattutto in termini di utilizzi “strani” dei fondi regionali, i protagonisti delle marachelle sono tutelati da notabili del partito, ai livelli più alti, che condizionano anche Presidente dell’Assemblea regionale e presidente della Regione che, sul caso, come negli altri, non si esprimono.
In definitiva è da scartare l’ipotesi del partito illibato, trasparente, paladino della correttezza se, nonostante o casi eclatanti e le ampie documentazioni sui giornali, non si muove foglia e i protagonisti degli scandali sono tutti al loro posto. S i sa come vanno certe cose, ma resta l’amaro in bocca se anche a livello locale il partito, i suoi vertici, i suoi leader, tacciono si fatti accaduti.
Questo vicecapogruppo all’ARS si è autosospeso dal partito e la cosa non è sembrata vera al capogruppo, il nostro onorevole Giorgio Assenza che ha liquidato la cosa affermando “Per quanto mi riguarda nel momento in cui ha detto di auto-sospendersi da FdI automaticamente è fuori dal gruppo. Mi sembra un fatto automatico. Ma intanto bisognerà scegliere un altro vicecapogruppo”.
Comprensibile che Assenza, capogreuppo all’ARS, che di professione fa l’avvocato, non vada oltre, non commenti e si limiti a prendere atto dell’autosospensione, ma più in là non va, per esempio assicurando che non gli si aprirà più la porta. Ipotesi non desueta alla luce delle appartenenze correntizie che lo potrebbero tutelare, prassi consolidata in Fratelli d’Italia per gli scandali più grossi.
Certo resta l’amaro in bocca se hai sul territorio una autorità del partito che non ti dice nulla, mai, a proposito di questi scandali.
E comprensibile, se come riferiscono, per ora si è impegnati ad un tesseramento sfrenato, finalizzato a conquistare il partito nel capoluogo, Ragusa, con sostituzione dell’attuale coordinatore in funzione dell’appoggio all’attuale vicesindaco Giuffrida per la prossima candidatura a sindaco, nel 2028, sempre nel contesto della ormai innegabile vicinanza al sindaco Cassì.
Situazione imbarazzante, perché cozzano la vicinanza innegabile da una parte e l’esigenza di una opposizione concreta che Fratelli d’Italia dovrebbe rivolgere e riservare all’amministrazione di Palazzo dell’Aquila.
Sono voci che circolano, riportate, addirittura, da ambienti romani dove i movimenti a Ragusa, per il coordinamento cittadino, sono noti, movimenti che acclarano la distanza, ad onta della pace di facciata, fra i due leader parlamentari locali.
Certo i fatti interni saranno più importanti e pregnanti, ma una parola sui fatti accaduti, a livello siciliano, non guasterebbe.
