È Carmelo Anzaldo, consigliere comunale di Ragusa, a rivolgere un dovuto plauso a tutti gli operatori sanitari della nostra provincia che si stanno preparando a fronteggiare un nemico subdolo, cattivo e invisibile.
Momento di grande tensione con cui chi opera all’interno di strutture come ospedali, nelle Rsa, nelle cliniche e nelle ambulanze, deve fare i conti in questa grave situazione di emergenza.
Come ha sottolineato anche l’assessore, dott. Rabito, primario della Rianimazione all’ospedale Giovanni Paolo II e coordinatore del nucleo per la gestione dell’emergenza, “le armi per fronteggiare questo terribile nemico sono in nostro possesso, ce le abbiamo in mano”
Un ringraziamento Anzaldo rivolge anche alle forze dell’ordine per l’attività che stanno svolgendo.
Accanto alle espressioni di grande apprezzamento per gli operatori sanitari e per le forze dell’ordine, dovuti e sempre irrisorie di fronte all’impegno e alla dedizione messi in campo, serve denunciare, a voce alta quelle che sono le mancanze del sistema, di cui soffrono, in prima battuta, proprio gli operatori sanitari e le forze dell’ordine.
Carenza di personale, turni massacranti e mancanza dei presidi di sicurezza sono sempre più all’ordine del giorno: se ne dovranno ricordare i politici, a tutti i livelli, soprattutto quando l’emergenza sarà finita.
Nel paese che da trent’anni ha tagliato circa 40 miliardi in sanità, che ha eliminato 70.000 posti letto, che ha chiuso reparti interi e ha destinato ingenti fondi alla sanità privata, sentir parlare che il personale che si sta assumendo in fretta e furia sarà assunto per sei mesi fa solo ridere.
Viviamo in un capoluogo dove i vertici della sanità del tempo ci dicevano ridendo, e in ossequio ai vertici regionali che li avevano nominati, che il reparto di malattie infettive non era previsto, un ambulatorio e qualche letto bastavano.
Siamo nel paese che spende miliardi per armamenti e per il loro mantenimento, pare 70 milioni al giorno, che trova miliardi per le banche e per i loro padroni, ma non ci sono mascherine in numero sufficiente.
Da più parti arrivano notizie di medici, infermieri e operatori sanitari in genere, prestano il loro prezioso contributo alla comunità, pur sapendo di essere sprovvisti delle misure minime utili a garantire la loro salvaguardia. Non dispongono delle cosiddette mascherine filtranti FFP2 o FFP3, le uniche veramente efficaci a garantire la protezione dai virus, ma semplicemente di pochissime mascherine monouso, che a causa di carenza vengono utilizzate più e più volte.
Se infatti le mascherine filtranti FFP2 e FFP3 hanno un’efficacia filtrante del 92% e del 98%, quelle chirurgiche servono a poco, in quanto dispositivi medici che nascono con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni specifiche, per esempio in sala operatoria, e non il personale sanitario.
Non hanno un bordo di tenuta sul volto ma uno specifico sistema filtrante per aerosol solidi e liquidi, a differenza dei DPI, e quindi non progettate per difendere chi le indossa dai virus.
Sono i contenuti di comunicati che arrivano nelle redazioni, se le notizie non corrispondono al vero siano le ASP e il personale sanitario a smentire.
Quando tutto sarà finito, vedremo chi avrà il coraggio di chiedere il conto ai vertici della sanità per tutte le criticità emerse.
