Riunione degli aderenti al Movimento 5 Stelle della provincia di Ragusa, per avviare la costituzione del gruppo territoriale dell’area iblea.
Una riunione non tanto partecipata, considerato che si rivolgeva a tutto il territorio provinciale, nonostante la presenza del coordinatore regionale, Nuccio Di Paola e del deputato nazionale Filippo Scerra.
A fare gli onori di casa la deputata Stefania Campo, nessuno dei rappresentanti cittadini di Ragusa, come avrebbe imposto il protocollo, nemmeno per un saluto di accoglienza dei partecipanti.
Le fibrillazioni e le tensioni fra il grippo dei consiglieri comunali di Ragusa, e anche di altre componenti provinciali del Movimento, con la deputata regionale, sono noti e fin troppo evidenti.
Assordante l’assenza di alcuni esponenti che, in ogni caso, hanno fatto la storia del Movimento in città, partecipando direttamente all’amministrazione comunale, come sindaci, assessori e come consiglieri comunali, amministrazione che, peraltro, come è noto, aveva visto l’allontanamento, al tempo, proprio dell’on.le Campo.
Certo, è incontrovertibile che non è più il Movimento 5 Stelle di Grillo, di Casaleggio, di Di Battista, di Piccitto, oggi, sia pure in forme diverse, sono tutti appresso a Conte, resta molto poco del vecchio e originario Movimento, si tratta di un comune partito, a tutti gli effetti, con i suoi aspetti postivi e negativi.
Una nota dell’on.le Campo sulla riunione parla di ripartenza dai territori, per ascoltare la base, rappresentata dai cittadini, dai simpatizzanti, e le loro istanze.
L’affermazione, alla luce di quanto visto finora, e di quello che si continua a vedere, lascia solo sorridere, sono fin troppo evidenti le difficoltà per la scelta dei nomi dei referenti regionali, provinciali e comunali, che sarebbe facilissimo individuare appunto consultando la base.
Invece, come è sempre stata prassi per i vertici del Movimento, i nomi si vogliono imporre, la base vale un fico secco, non è minimamente considerata e i risultati, in termini di voti e di consenso, sono sotto gli occhi di tutti, e maggiormente lo saranno nel prossimo futuro.
Il Movimento vuole strutturarsi sul territorio, vuole ripartire da una struttura più consolidata e anche regolamentata in maniera chiara e certa in tutta la regione.
Ma non a caso, nella nota, si parla di ripartire idealmente da zero, ma non da quelli che hanno fatto la storia del Movimento e hanno captato il consenso, ma dai semplici cittadini, considerate le prime persone che vanno ascoltate per incidere meglio sulle scelte future.
Purtroppo, è difficile crederci.
Naturalmente, alla luce dell’evolversi della situazione, nessun cenno alla politica locale, al prossimo appuntamento elettorale, non era, obiettivamente, il tema della serata, ma visti gli esiti dell’incontro, che non hanno determinato nulla per identificare i vertici provinciali e comunali, servirebbe fare chiarezza.
A Ragusa, in particolare, i portavoce consiglieri comunali, uniche figure del Movimento, a le netto della deputata regionale, si muovono autonomamente, si potrebbe dire anche svincolati dalla base, partecipano a organizzazioni di un fronte unico delle opposizioni contro l’attuale amministrazione, frequentano iniziative di gruppi politici vecchi e nuovi, lanciano appelli alla collaborazione per l’approvazione del bilancio comunale, lasciano trasparire, purtroppo, l’impressione che, alla fine, una poltrona, in una qualsiasi coalizione, di destra o di sinistra, andrebbe bene: ma a nome di chi? Personale o del Movimento?
Per questo, quelli che dovrebbero essere i vertici locali, dovrebbero essere scelti con sollecitudine, per riportare ordine e chiarezza all’interno di un Movimento che, con le sue continue giravolte, ha ormai disorientato, pesantemente, l’opinione pubblica.
