Esercizi di sopravvivenza per il gruppo consiliare pentastellato

di Cesare Pluchino
Approvazione, dopo mille difficoltà, di un solo punto all’OdG della seduta di Consiglio Comunale, sotto il fuoco incrociato delle opposizioni

La riqualificazione urbanistica e paesaggistica dell’area di approdo dell’elettrodotto Italia – Malta, presentata dall’amministrazione come proposta per il consiglio comunale, è passata, in aula, dopo enormi difficoltà per il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Per il resto, esitata la surroga del consigliere dimissionario Schininà con il primo dei non eletti, Gianluca LaTerra, che ha prestato giuramento e ha ricostituito la maggioranza di 16 elementi, solito spettacolo desolante di un consiglio ormai incapace di lavorare seriamente.
Si continuano a inserire Atti di indirizzo all’Ordine del Giorno, puntualmente rinviati, perché all’ora di cena questo consiglio sembra sempre incapace di continuare i lavori.
Ma sullo sfondo restano sempre le criticità di un gruppo grillino che appare, sempre più alla mercè dell’amministrazione e sottoposto alle fibrillazioni interne che caratterizzano l’attuale momento politico.
Il nervosismo è palese, si nota uno scollamento all’interno del gruppo che affiora sempre più spesso, addirittura, in chiusura di seduta, si è assistito al diverbio fra il capogruppo Nella Disca e il consigliere Filippo Spadola che è intervenuto sulla questione del rinvio del quarto punto all’OdG, di prepotenza, anticipando il capogruppo, ripreso anche da altri colleghi.
Il tutto, in uno scenario vergognoso, con consiglieri alzati, con soprabiti e giubbotti indossati, pronti a scappare dall’aula, dove, forse, non si respira, ormai, un’aria buona, mentre si cercava di capire come rinviare i punti da esaminare e chiudere la seduta.
Troppo evidente l’inadeguatezza per il ruolo di molti consiglieri, arrivati, forse, per caso alla politica, cosa di cui dovrebbero ricordarsi gli elettori alla prossima tornata elettorale.
L’argomento da esaminare, relativo alla riqualificazione urbanistica e paesaggistica dell’area di approdo dell’elettrodotto Italia – Malta, era stato evitato, per ben due volte, dal truppone pentastellato, che, evidentemente, non ci vedeva chiaro o non aveva capito nulla.
Ci si aspettava che nella seduta di ieri, giovedì 7 aprile, essendo stato l’atto ripresentato, il gruppo avesse acquisito contezza della questione e avrebbe potuto esprimere parere compiuto sullo stesso.
Niente di tutto questo, inutile anche la presenza del dirigente Scarpulla, artefice di tutta la pratica, già durante la gestione commissariale, i soli Agosta e Leggio capaci di emergere dalle nebbie a cinque stelle con interventi chiari, lucidi, a sostegno della proposta dell’amministrazione, per quanto era evidente anche il loro smarrimento di fronte alle frittate di una amministrazione e di uffici spesso superficiali nelle scelte.
L’unica piattaforma di sicurezza era rappresentata dalla presenza autorevole dell’assessore Corallo che, unico rappresentante presente dell’amministrazione, costituiva la fune residuale di affidabilità, unitamente al Segretario Generale, dott. Scalogna, per essere certi che almeno loro badano agli interessi della collettività e della regolarità amministrativa, nel mare di atti non sempre chiari e limpidi.
Non a caso, i feroci interventi delle opposizioni rimaste in aula hanno toccato gli uffici e l’operato dell’amministrazione, ma non direttamente l’assessore per quanto responsabile del settore.
Purtroppo, ancora dopo tre anni di amministrazione, per la lentezza fisiologica della stessa, impantanata più a sfornare provvedimenti e misure non sempre condivisi dalla città che dare vita al programma elettorale promesso ai cittadini, di sviluppo e di rivoluzione, ci troviamo per le mani problematiche generate e create dalle passate gestioni, amministrative e commissariali.
La questione della riqualificazione urbanistica e paesaggistica dell’area di approdo dell’elettrodotto Italia – Malta è di quelle da far impazzire per venirne a capo: ne daremo ampio e dettagliato resoconto in altra parte del giornale, dopo aver fatto tesoro anche della conferenza stampa convocata sull’argomento, per la mattinata di sabato 9 aprile, da Sonia Migliore e dal Laboratorio 2.0.
Possiamo dire che nel calderone di questo punto all’ordine del giorno c’era di tutto, somme di ristoro dell’ENEL, abbattimento, indispensabile, delle vecchie strutture del depuratore, acquisizione di aree private sul sito, peraltro di impiegati dello stesso ufficio tecnico che ha gestito la pratica, lavori già avviati e pagati, destinazione delle somme di ristoro per opere di urbanizzazione in aree limitrofe, decisioni già prese che sono state sottoposte, come proposta, al consiglio comunale per l’approvazione.
Amministratori e dirigenti, comunque, sono assistiti dalla buona stella, meglio sarebbe dire da qualche santo: il caso, più probabile un miracolo, ha voluto che, per combinazione, Maurizio Tumino, con tutti i suoi fedelissimi del gruppo misto, ha dovuto lasciare l’aula per improrogabili impegni, impossibilitato, quindi, a sollevare eccezioni e rilievi all’assessore Corallo e, soprattutto, al dirigente Scarpulla, lui esperto nella materia che già nelle precedenti sedute aveva disquisito, fortemente critico, sull’argomento.
Vai a vedere il destino atroce, proprio quando si potevano chiedere lumi all’ing. Scarpulla presente in aula, Tumino aveva da fare!
Ma le opposizioni presenti in aula, che non hanno votato positivamente l’atto, non hanno risparmiato pesanti critiche all’operato dell’amministrazione e degli uffici, dicevamo di un fuoco incrociato, in senso letterale per le rispettive posizioni in aula dei consiglieri Iacono, Massari, Migliore e Ialacqua che fra primo, secondo intervento e dichiarazione di voto hanno, di fatto triturato una amministrazione che non può continuare ad aggrapparsi all’impegno e all’attività de di soli Iannucci e Corallo per sbarcare il lunario di una sindacatura che si avvia, ormai, al suo esito, ben oltre la metà del mandato.
Va rilevato, infine, che è stato possibile approvare l’atto per la presenza responsabile in aula dei sopracitati consiglieri, ai quali vanno aggiunti anche i colleghi Nicita, Chiavola e Castro che hanno contribuito a mantenere il numero legale, considerando che il gruppo pentastellato raccoglieva solo 14 elementi e non avrebbe potuto garantire, da solo, il regolare prosieguo della seduta.

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