Esplosiva e imbarazzante nota di Legambiente Ragusa che mette a nudo l’incapacità gestionale di sindaco e assessori, nonché l’inadeguatezza di tutti i consiglieri comunali e dei dirigenti preposti

Che la questione del rinnovo per l’appalto dei rifiuti fosse stata affrontata con estrema leggerezza è noto da tempo, il buon senso, di certo, e, forse, anche le norme, avrebbero dovuto imporre di interessarsi di questo importante appalto, in tempi adeguati alla scadenza dei sette anni, ben nota.
Alla scadenza si dovevano avere quanto mai le idee chiare su quanto occorreva per il passaggio delle consegne, ma si doveva avere, soprattutto un nuovo piano di raccolta chiaro, condiviso, trasparente.
Complice anche la burocrazia regionale che avrebbe imposto la SRR come staziona appaltante, gli amministratori hanno avuto un paravento dietro cui nascondere incapacità gestionale e inadeguatezza al ruolo, peraltro consapevoli di quello che c’è nei carrozzoni regionali come la SRR, e segnatamente in quelli nelle mani dei dodici sindaci della provincia, c’è da stare poco allegri.
Per una problematica così importante, che, inevitabilmente ha i suoi riflessi sulla condizione critica dei rifiuti in città e su tutto il territorio comunale, ci si doveva far trovare pronti, oggi, a 8 mesi dalla scadenza, e non è ancora finita, non possiamo avvalerci di un piano di raccolta nuovo, funzionale, adeguato alle esigenze, dopo l’esperienza dei primi 7 anni, è esploso, stranamente, il problema dei costi aggiuntivi, si naviga nelle proroghe che, forse, a questo punto, si deve pensare convengano a molti.
Ci sono responsabilità gravi di tutti gli amministratori: non solo l’assessore e il sindaco che non si sono fatti trovare pronti e hanno dimostrato tutta l’inadeguatezza al ruolo, ma tutti gli assessori sono complici per non aver sollecitato interventi concreti e tempestivi.
La sudditanza, la connivenza politica e forse anche pressioni per far lievitare i tempi, non possono giustificare l’inazione che sa di complicità: un assessore è amministratore della città in giunta con i colleghi, in quanto cittadino la sua zione non può essere limitata al settore della delega, peggio che mai se coscientemente si ignorano le criticità per non mettere a rischio la poltrona.
Nessuno è escluso, chi si occupa di verde, di scuole, di contrade, di viabilità, di turismo, di beni culturali, anche di bilanci, risente degli effetti negativi di un settore allo sbando e dovrebbe richiamare la giunta all’ordine.
E non sono da meno i consiglieri comunali, anche i poveri soldatini della maggioranza, ovviamente ma tragicamente silenti, piuttosto da condannare, al pari degli amministratori quelli delle minoranze che non hanno nemmeno in mano il nuovo paino di raccolta da inserire nel bando, per valutarlo, per giudicarlo, per condividerlo con la città, per suggerire aggiustamenti ed esigenze varie.

I contenuti della nota di Legambiente sono scandalosamente attuali ed esigono una risposta di sindaco e assessore per capire dove si sta andando, nonché per avere dei riscontri puntuali ai vari punti sottoposti all’attenzione.
Pensiamo che, sull’argomento, in molti saranno costretti a tronare quanto prima:

Questa la nota di Legambiente:

LE PROROGHE AGLI APPALTI RIFIUTI: UNA STORIA CHE SI RIPETE
Dal primo novembre 2024 il comune di Ragusa avrebbe dovuto avere un nuovo gestore per il servizio di igiene ambientale, ma se va bene se ne parlerà a inizio 2026, con un ritardo di almeno un anno e mezzo.

Nel frattempo, si va avanti, male, con proroghe tecniche alla stessa ditta che gestisce i rifiuti a Ragusa da 17 anni, dal 2008, e che ha già usufruito fino ad oggi di ben 17 proroghe semestrali.
Eppure, Legambiente esattamente 2 anni fa, prima delle elezioni, aveva invitato il sindaco, e dopo le elezioni
il nuovo assessore all’ambiente, ad iniziare subito la procedura per la nuova gara per non incorrere in proroghe.
Paradossalmente lo stesso Invito formulato da ARERA che con la delibera 385 del 3 agosto 2023 aveva previsto che “L’Ente territorialmente competente” (in questo caso il comune) “è tenuto ad avviare la procedura di individuazione del nuovo Gestore almeno dodici mesi prima della scadenza naturale del contratto” (entro il 31/10/2023)”, e L’Ente territorialmente competente” (in questo caso ancora il comune) “dispone l’affidamento al Gestore entrante entro i sei mesi antecedenti la data di scadenza dell’affidamento previgente” (entro il 30/4/2024). Non è successo.

Il progetto commissionato dal comune al CONAI è stato consegnato nel mese di giugno ed è rimasto per parecchio tempo segreto, diffuso con diversi omissis solo a settembre 2024.
Alla scadenza del contratto il 31 ottobre 2024 il comune di Ragusa aveva prodotto quasi nulla. C’era soltanto la delibera a contrarre datata 17 ottobre senza alcun documento di gara allegato.
Ad oggi i documenti di gara definitivi non sono ancora pronti. I documenti provvisori, ottenuti da Legambiente solo grazie all’accesso agli atti alla SRR, sono stati oggetto di osservazioni da parte della stessa SRR, da parte di Legambiente e dai sindacati che hanno evidenziato un progetto e capitolato d’appalto con tanti errori tecnici banali, risultato di un progetto scadente nato male.

Eppure, per mettere su una gara come si deve avevamo proposto un comitato tecnico scientifico gratuito composto da tecnici collaboratori di ANCI nazionale e ANCI Sicilia. Proposta sdegnosamente rifiutata.
Questi ritardi hanno portato finora a due proroghe cosiddette tecniche e non è esclusa la terza.
Eppure, la proroga tecnica secondo ANAC può essere data solo in via del tutto eccezionale, poiché costituisce una violazione dei principi comunitari di libera concorrenza.
La proroga tecnica trova giustificazione solo nei casi in cui, per ragioni obiettivamente non dipendenti dall’amministrazione, vi sia l’effettiva esigenza di assicurare il servizio nelle more del reperimento di un altro contraente.
Nel caso del comune di Ragusa le proroghe dipendono esclusivamente dall’inerzia dell’amministrazione e non da cause esterne. C’era tutto il tempo di andare in gara e individuare un nuovo gestore senza concedere proroghe.

Nel frattempo, il servizio di raccolta e spazzamento è andato a rotoli, la città è allo sbando con una TARI molto alta rispetto al servizio reso. Come si suol dire un rapporto qualità/prezzo scarso. Almeno si riuscissero a recuperare la metà dei maggiori costi dovuti dal gestore per non aver raggiunto il 75% di raccolta differenziata, la quota parte dei maggior costi di selezione dei rifiuti raccolti in modo differenziato dovuti al superamento delle franchigie agli impianti di trattamento e infine le somme non spese per la comunicazione per dare un ristoro, anche solo una tantum, alla TARI pagata dai cittadini.

Di fronte a questo costante fallimento, ci si aspetterebbe una risposta simile a quella della Federcalcio sull’allenatore della nazionale. Ma non ci facciamo illusioni.
Comunque vada, purtroppo, pagheranno sempre i cittadini.

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