L’anno scorso è stato evidente, il ‘liberi tutti’ in estate ha provocato una ripresa ei contagi e l’ondata autunnale del virus.
Quest’anno, l’opportunità del vaccino ha indotto ad allentare, ancora una volta le redini, pur con il dato incontrovertibile che con la vaccinazione l’eventuale possibile positività provoca sintomi lievi, senza bisogno di ospedalizzazione, resta qualche preoccupazione per l’aumento dei positivi.
Sullo sfondo restano molte contraddizioni per le misure restrittive, diverse per ogni regione, talvolta anche .fra comuni vicini.
Il protagonista è il green pass, lasciapassare da qualcuno considerato elemento di discriminazione, ma restano le contraddizioni di una Italia dalle mille sfaccettature.
A Rimini imposta la chiusura dei locali all’una di notte, mentre a Riccione la movida è degna dei tempi pre-pandemici.
La Sardegna ha prorogato in via eccezionale l’apertura dei locali fino alle 3, e succedono anche cose come il concerto improvvisato del rapper Salmo a Olbia, con migliaia di persone senza mascherine né distanziamento.
Le discoteche restano chiuse ma si balla nei lidi, in sale da ballo improvvisate, nei bar e nei ristoranti.
Come è noto, in Sicilia, Musumeci impone il gren pass per acceder agli uffici pubblici, scatenando un mare di polemiche.
Per i deputati regionali della Lega, Catalfamo, Cafeo, Caronia, Figuccia, Pullara, Ragusa e Sammartino, sette in tutto, la recente Ordinanza del Presidente della Regione appare ampiamente inapplicabile, oltre che per altri versi illogica e nel suo complesso pericolosa.”
“Innanzitutto, il divieto di accesso agli edifici pubblici (a partire proprio da quelli regionali) per chi non ha il Greenpass, è del tutto inattuabile, visto che gli enti pubblici (a partire dalla Regione) non sono attrezzati per i controlli, ma appare per altro del tutto illegale quando impatta su quegli uffici (siano essi comunali, giudiziari, regionali o della pubblica sicurezza) dove la presenza fisica è indispensabile per la fruizione dei servizi.
Per non parlare del fatto che molti enti (a partire dalla Regione) non sono attrezzati per fornire ai propri cittadini utenti tutti i servizi in modalità telematica.
Insomma, un provvedimento pasticciato sotto il profilo amministrativo.
I deputati leghisti non si soffermano su un altro particolare importate: ma i dipendenti degli uffici pubblici sono tutti vaccinati ? Saranno obbligati a farlo?
Molti problemi solleva poi l’obbligo di pagamento per i tamponi finalizzati al Greenpass, che non ha alcun fondamento giuridico e appare ancor di più “anomalo” nel momento in cui la sanità pubblica – come testimoniato dalla immediata chiusura o riduzione dell’attività dei Drive-in – non è in grado di assicurare il servizio.”
“Insomma – concludono i deputati della Lega – pur condividendo le preoccupazioni sull’andamento dell’epidemia, non possiamo che preoccuparci per le soluzioni proposte dal Governo regionale, che rischiano di aggravare la situazione e che sembrano figlie di un’approssimazione inaccettabile.”
Anche per i deputati 5 Stelle, il capogruppo del M5S all’Ars Giovanni Di Caro e i componenti 5Stelle della commissione Salute, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, Musumeci non controllerebbe la situazione che gli sfugge di mano.
“L’ordinanza di Musumeci? Tardiva, confusa e speriamo non sia del tutto inutile al punto in cui siamo.
La sensazione, suffragata purtroppo dai numeri, è che a Musumeci troppe cosa siano sfuggite di mano: sia sul fronte fronte Covid che su quello, altrettanto drammatico, degli incendi. Come sempre corre a chiudere la stalla quando i buoi, tantissimi buoi, sono irrimediabilmente scappati”.
“I numeri – dicono – purtroppo parlano chiaro, la Sicilia è prima per contagi e ultima per vaccinazioni, qualcosa evidentemente non ha funzionato. E l’aumento dei posti letto di terapia intensiva che ora si rincorre affannosamente, purtroppo ha l’amaro retrogusto del déjà vu, un escamotage per evitare nuove restrizioni. Tra l’altro l’aumento rischia di essere solo virtuale se non viene aumentato il numero degli anestesisti rianimatori”.
“Andava gestita meglio – concludono i deputati 5 stelle – la campagna vaccinale, anziché fare ora la faccia feroce, a danno compiuto. Se la campagna è stata fallimentare, o quasi, la colpa non è solo dei no vax, che ora Musumeci, per farsi un alibi, dice di voler snidare.
Più articolato il parere di Piero Gurrieri, avvocato, giornalista e candidato sindaco a Vittoria per il Movimento 5 Stelle e altre liste civiche:
“Un’ordinanza tardiva, e pure scritta con i piedi. giudizio peraltro condiviso da gruppi della sua maggioranza, a dimostrazione del caos che regna alla Regione”.
“Innanzitutto, Musumeci ancora una volta ci è arrivato tardi” – spiega – “quando i buoi erano già scappati dalla stalla. Tutti sanno, infatti” – prosegue – “che da mesi ormai la Regione Sicilia ha due primati indiscussi: il primo posto per numero di contagi, l’ultimo per numero di vaccinati.
“In secondo luogo” – continua Gurrieri – “si tratta di un’ordinanza scritta con i piedi, piena di misure non chiare e di restrizioni confuse. Un autentico mostro giuridico che dimostra l’incapacità del Governo di destra di controllare la pandemia, tanto che, all’ultimo momento, il presidente ha adottato un atto imperativo e prepotente sulla pelle dei siciliani.”
“Discutibile, ad esempio, l’obbligo di pagamento dei tamponi per chi non sia vaccinato”
“Assurda anche l’altra prescrizione” – aggiunge Gurrieri – “che, da lunedì, provocherà il caos negli uffici pubblici, cui non potranno accedere i Cittadini che non siano in possesso di greenpass o di tampone a pagamento, che saranno obbligati a collegarsi telematicamente”.
“Ci sono uffici – ed è strano che il presidente non lo sappia – per i quali la presenza fisica è necessaria” – spiega ancora – come quelli di stato civile, anagrafe, sicurezza, né i Comuni – compreso il nostro – sono attrezzati per gestire questa fase. Una situazione che rischia di degenerare dato che – per mancanza di linee guida e di presìdi nel territorio – non si capisce quante e dove siano le strutture pubbliche in grado di garantire questi adempimenti ai fini del rilascio del greenpass”.
“Per non parlare” – prosegue – “dell’ulteriore discriminazione tra funzionari e dipendenti degli uffici pubblici che potranno liberamente accedere anche se non in possesso del greenpass, e gli utenti per i quali opererà il divieto. Una Babele!”
Altrettanto caos per feste, ricevimenti, matrimoni e compleanni, che in una situazione di totale anarchia e imprecisione rischiano una paralisi totale.
“Si tratta solo” – conclude Gurrieri – “di tre delle assurdità più evidenti che, paradossalmente, creeranno conflitti tra amministrazioni pubbliche e Cittadini di cui, soprattutto in questa fase, non si avvertiva proprio il bisogno, che rischiano di rallentare il ciclo vaccinale e che dimostrano l’assoluta inadeguatezza di un Governo, attaccato anche da molti parlamentari della loro maggioranza!”
“Musumeci, prima di far ripiombare la Sicilia in zona gialla e alcuni Comuni in zona rossa” – sono le sue ultime parole – “dovrebbe fare solo due cose: ritirare l’ordinanza e modificarla correttamente, e poi far le valigie con il suo governo e dimettersi subito!”
Ma le critiche e i rilievi non sembrano impressionare il Presidente della Regione, nonostante la richiesta di chiarimenti del garante:
«Il decreto legge vigente, in coerenza con tutti i precedenti, affida al potere di ordinanza del presidente della Regione (soggetto attuatore del commissario nazionale per la emergenza) la disciplina di misure restrittive temporanee dettate da ragioni epidemiologiche.
Questo è il caso, in diritto. E certamente è sotto gli occhi di tutti l’elevata incidenza del contagio nell’Isola. Risponderemo ai rilievi anche perché il Garante ha ritenuto che la misura contestata fosse estesa ai luoghi privati aperti al pubblico e non soltanto agli uffici pubblici a sportello come abbiamo chiarito».
Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in merito all’ordinanza n. 84 del 13 agosto con disposizioni per il contenimento dell’epidemia di Covid-19.
«Seguendo la rigida interpretazione proposta – prosegue Musumeci – al potere di ordinanza sarebbe affidato, come durante il lockdown, il diritto di vietare l’ingresso agli uffici pubblici, mentre non potrebbe essere concessa la sua regolamentazione.
Chi ha la pazienza di leggere il prof. Treu stamattina su ‘La Repubblica’, troverà ancora una volta ribadito quanto già evidenziato dal prof. Ichino sulla efficacia della normativa nazionale vigente in materia di diritto del lavoro per adottare (quindi promuovere con atto di ordinanza) misure sulla sicurezza che riguardino i luoghi di lavoro.
Comunque, non mi piacciono le polemiche, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria e quando sono pretestuose.
E per tale ragione attenderemo la risposta del Garante prima di dare esecuzione alla misura.
In ogni caso, qualcuno mi farà comprendere la logica per la quale serve la certificazione per la mensa aziendale e non dove possono verificarsi degli assembramenti!
Tutti quelli che si sforzano di polemizzare, in queste ore, dedichino lo stesso sforzo a sensibilizzare i cittadini alla vaccinazione. Faranno così un migliore servizio alla società».
