Un comunicato di Forza Italia, sempre diffuso dall’ex alfaniano di NCD rientrato in Foza Italia, l’on.le Minardo, ha annunciato il completamento della lista di Ragusa per le regionali del 5 novembre.
A i candidati Mauro, Ragusa e Zocco Pisana si aggiunge il nome della donna, prevista per legge: è stata scelta Martina Guarascio, giovane e forte espressione della società civile.
32 anni di Vittoria, è la figlia del Giovanni Guarascio, muratore di Vittoria che aveva costruito con le proprie mani la sua casa e aveva cercato di sottrarla all’esproprio, intimato per un debito con il locale istituto di credito, fino al gesto estremo del suicidio.
Martina Guarascio, da vittima, è riuscita in poco tempo a diventare protagonista nella lotta contro le aste giudiziarie, problema che purtroppo ha colpito drammaticamente la sua famiglia.
La sua scelta sarebbe stata suggerita e proposta dal Movimento dei Siciliani indignati di Gaetano Armao.
Fin qui una decisione tutto sommato normale, nel solco di quelle candidature delle società civile che prediligono parenti di vittime di mafia e personaggi saliti agli onori della cronaca per vicende di carattere sociale.
Ma Martina Guarascio appartiene alla famiglia che i deputati regionali del Movimento 5 Stelle scelsero per una azione simbolica di protesta contro i pignoramenti delle prime case: i deputati Cinquestelle all’Ars hanno comprato la casa del muratore suicida, nel gennaio 2016, per donarla alla famiglia allo scopo di lanciare un grosso sasso nelle acque stagnanti della politica,
“Un’operazione altamente simbolica che serve ad accendere i riflettori sulla legge voto sull’impignorabilità approvata dall’Ars e ferma a Roma da troppo tempo” – questo fu lo scarno commento dei parlamentari regionali che intrapresero una iniziativa che voleva lasciare il segno nella storia politica non solo siciliana.
Come si ricorderà, dopo il tragico suicidio del capofamiglia che si diede fuoco, assillato dalla banca che aveva messo all’asta la sua casa per un piccolo debito, c’erano stati tentativi, vani, di trovare una via per far tornare la casa ai proprietari, nonostante anche aspetti poco chiari della vendita giudiziaria che avevano fatto aprire un filone di indagine sulla materia.
Ci pensarono i deputati 5 Stelle dell’Assemblea Regionale Siciliana che, utilizzando le somme derivanti dalla riduzione delle indennità parlamentari, riacquistarono l’immobile dove risiede tuttora la famiglia e lo restituirono alla stessa, evitando il trasloco coatto alla moglie ed ai figli del muratore di 64 anni, deceduto per essersi dato fuoco per evitare lo sfratto dalla sua abitazione di via Brescia a Vittoria, costruita dallo stesso dopo tanti anni di sacrifici.
Il 22 gennaio 2016 doveva essere un giorno importante per la storia politica, non solo siciliana, forse lo sarà di più il 25 settembre del 2017, quando è stata ufficializzata la candidatura della Guarascio con Forza Italia, immaginabili i commenti della gente, e anche della politica, per quella che rimane, a tutti gli effetti, una vera e propria mancanza di riconoscenza.
Abile, ma tutta da verificare, la strategia di Forza Italia, nulla da addebitare ai 5 Stelle, ai deputati regionali e ai leader, Cancelleri, Di Maio e Di Battista che intervennero alla simbolica cerimonia di consegna della casa ai proprietari.
Al tempo ci furono polemiche, il vento era a favore per i 5 Stelle che erano visti come fumo negli occhi per il loro incedere sulla scena politica.
Ci fu chi tentò di intorbidire lo scenario, per altre elargizioni che aveva ricevuto la famiglia, tendenti a sminuire l’effettivo impegno dei 5 Stelle che non fu mai ufficializzato e reso noto.
Non c’erano scorte, lampeggianti, sirene, all’arrivo del vice Presidente della Camera, Di Maio, e dell’on. le Di Battista, una semplice FIAT 500, due ragazzi come tanti, uno più tirato, elegante, serioso, l’altro che, con un ‘buongiorno’ in mezzo alla via, stabilì un contatto particolare con la gente comune che si era radunata.
Certo oggi fanno la figura degli ingenui, gabbati dalla giovane Guarascio ammaliata dalle sirene berlusconiane, in un momento nel quale le cose non vanno tanto per i 5 Stelle, fra Roma, Palermo, firme false, sospensione dei risultati delle regionarie, contestazioni interne al Movimento e sondaggi non incoraggianti, dopo la partenza a razzo di inizio estate, quando i pentastellati veleggiavano da soli nell’azzurro mare d’agosto.
Inevitabile per il candidato Cancelleri uscire fuori con un comunicato ufficiale:
“Quell’operazione fu fatta per accendere i riflettori sul drammatico problema delle aste che aveva travolto pure la famiglia Guarascio. Attualmente un nostro disegno di legge voto, approvato all’unanimità dall’Ars, che prevede l’impignorabilità della prima abitazione, è fermo a Roma”.
“Il M5S gli comprò la casa finita all’asta, lei si candida con Forza Italia: Siamo contenti per lei, si vede che le abbiamo restituito tanta di quella serenità, da potere pensare pure di dedicarsi alla politica attiva. Ci dispiace solo che abbia scelto il lato sbagliato”.
Il candidato governatore per il Movimento 5 stelle, Giancarlo Cancelleri, commenta così la notizia della candidatura nelle liste di Forza Italia di Martina Guarascio.
“Quella casa – racconta Cancelleri – noi la ricomprammo e la restituimmo alla famiglia sottraendola alla disperazione, ma, soprattutto, per accendere i riflettori sul problema delle aste giudiziarie, che rappresentano un vero incubo per tantissimi. Per mettere argine al fenomeno facemmo approvare all’Ars un disegno di legge voto per l’impignorabilità della prima casa, tutt’ora fermo a Roma”.
“La casa fu comprata con i soldi provenienti dalle restituzioni di parte degli stipendi dei 14 deputati all’Ars e, contrariamente a quello che di tanto intanto afferma qualcuno – dice Cancelleri – fu interamente pagata.
In tal senso abbiamo chiarito tutto in maniera evidentissima in un post del 23 gennaio del 2016, pubblicato nella mia pagina facebook, dove abbiamo allegato financo gli atti notarili a supporto dell’operazione”.
Casa Guarascio non è che uno dei tanti progetti finanziati con la restituzione di parte degli stipendi dei 14 deputati all’Ars. Oltre a questo sono stati finanziati un fondo per il microcredito che ha erogato prestiti a tassi agevolati a un centinaio di imprese siciliane, la famosa “trazzera” che “ricucì” la Sicilia subito dopo il crollo di un viadotto sulla Palermo-Catania, 60 borse di studio per atleti disabili, e tre progetti di riqualificazione del territorio grazie all’operazione “Boom polmoni urbani”.
“E tutto questo – commenta Cancelleri – solo con i tagli alle paghe del nostro gruppo, cosa che ha portato alla restituzione di 3 milioni di euro. Pensate a cosa si sarebbe potuto fare se tutti i deputati dell’Ars avessero fatto come noi. Più volte li abbiamo invitati a farlo, ma, ovviamente, nessuno ha raccolto il nostro appello.
Si vede che gli stipendi li taglieremo noi a breve, se le urne dovessero darci ragione”.
Di certo, un episodio da dimenticare, non certo esaltante per i deputati 5 Stelle e segnatamente per Cancelleri che se lo vede arrivare sulla testa nel momento meno opportuno.
Si vocifera, a Ragusa, che i rapporti di Cancelleri con il sindaco Piccitto non siano quelli di una volta, addirittura qualcuno vocifera che il primo cittadino del capoluogo ibleo non sia più nelle grazie dei vertici regionali 5 Stelle, per quello che accade potrebbe essere che sono i vertici 5 Stelle a non essere più nelle grazie di Federico Piccitto
