Con un corredo fotografico degno del migliore reporter, Il consigliere comunale Gianni Iurato pone in evidenza la questione del tratto di via Roma aperto al traffico veicolare.
Lo fa dopo quattro mesi dall’insediamento della nuova amministrazione e del nuovo consiglio comunale, nel corso dei quali, forse per una questione di comodità, nessuno ha voluto affrontare l’argomento che, naturalmente, è strettamente legato alla ormai conclamata desertificazione di tutto il centro storico e di quella che una volta era la via principale della città.
Il consigliere Iurato incentra la sua segnalazione sulla bruttura che sarebbe determinata dai circa 60 funghi in conglomerato cementizio, una presenza che giudica intollerabile e per cui ritiene indifferibile trovare una soluzione definitiva.
In verità riteniamo che, in ultima analisi, i funghi non costituiscano elementi del tutto indecorosi, in ogni caso meno censurabili di tutta la questione irrisolta che attiene alla apertura/chiusura di questo tratto estremo della via Roma.
Rispettabilissima l’opinione del consigliere Iurato, ma la sua segnalazione va considerata, soprattutto, perché mette sul tavolo la questione via Roma.
Nata come rimedio alle limitazioni del traffico su via Sant’Anna, in puro stile italiano e, segnatamente ragusano, si pensò bene di permettere il passaggio su questo tratto per le vetture provenienti da via Salvatore.
Poi c’è stata la scelta comune di non decidere, e, in questo, grandi responsabilità hanno avuto tutti i candidati a sindaco, nessuno escluso, che non hanno dato indicazioni su quello che avrebbero deciso per questo tratto e per tutta la via Roma.
Ci permettiamo di dissentire dalla proposta del consigliere di sostituire i funghi con panchine, che non possono delimitare una sede viaria, meno che mai con rettangoli di verde per la cui gestione e manutenzione, nonostante gli sforzi immani dell’assessore Iacono, la città non è pronta, soprattutto per la mancanza di adeguati fondi per mantenere il verde pubblico.
Il problema vero è di decidere cosa fare, se continuare ad autorizzare il passaggio delle vetture, oppure ripristinare l’isola pedonale.
E’ quanto mai comprensibile che non si tratta di una decisione facile, il totale fallimento della idea di isola pedonale per la via Roma è sotto gli occhi di tutti, restano solo due o tre esercizi di nicchia, tutto il resto è naufragato nella mediocrità che ha definitivamente spopolato la via Roma e le vie limitrofe.
Nella sua ultima visita, Cervellati disse che l’unico sbocco per il centro storico sarebbero state la ricettività e la ristorazione, ma si rischia, con questa soluzione, in ogni caso tutta da progettare, di trasformare anche la via Roma in una altra via Mariannina Coffa, animata di sera e deposito di sedie e ombrelloni e di pedane per il resto della giornata.
Non saremo certo noi, che non abbiamo interessi commerciali nella zona, a dover suggerire cosa fare, ma si impone l’esigenza, come sollecitato dal consigliere Iurato, di un ampio dibattito su come valorizzare via Roma nella sua interezza, dalla Rotonda fino al ponte Nuovo.
Le scelte finora operate non si sono rivelate utili e funzionali, di certo serve comprendere, nelle strategie per la via Roma, le scelte per l’ex cinema Marino e per la ex biblioteca comunale, che possono determinare momenti di aggregazione che, inevitabilmente, ricadrebbero su via Roma, ma più ancora occorre operare delle scelte di sviluppo e di incentivazione economici che, al momento attuale, sembrano del tutto staccate dall’attività di una amministrazione, e di un assessorato in particolare, più impegnato a sostenere le utopie dell’aeroporto e a pensare alla metropolitana di superficie o ai farneticanti progetti di tratte ferroviarie da Donnafugata a Marina di Ragusa.
