Non ci si può esimere dal leggere con piacere un post del vicesegretario cittadino di Fratelli d’Italia, nonché responsabile provinciale di Gioventù Nazionale, Simone DiQuattro in condivisione con Enrico Bellina Terra e altri 11 soggetti taggati, fra cui spiccano Fratelli d’Italia, il consigliere comunale Rocco Bitetti, il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Poidomani, Giovanni Cultrera, il responsabile cittadino di Gioventù Nazionale, Andrea Manenti, assieme Marco Vitale, Andrea Iacono, Rosario Burrafato, Emanuele Occhipinti e Marika Frasca.
Finalmente a destra, si pensa, si scrive, si fa qualcosa di destra
L’argomento è il decoro urbano, si parla di una città abbandonata a sé stessa, e si legge:
“La situazione è sotto gli occhi di tutti: discariche a cielo aperto, erbacce ovunque, sporcizia e incuria generale. È questo il volto che vogliamo per la nostra città?
E mentre il degrado avanza, l’amministrazione si concentra sulla narrazione: si tenta di vendere l’ordinario come straordinario, si rivendicano eventi organizzati da privati e associazioni che meriterebbero solo rispetto e gratitudine, non appropriazioni di meriti.
Ma la cosa che più indigna è un’altra: si spendono migliaia di euro per iniziative non urgenti, mentre scopriamo (grazie alla video-denuncia del nostro Luca Poidomani https://www.facebook.com/share/v/1Azpyp6UmM/?mibextid=wwXIfr) che in tutto il nostro vasto territorio comunale esiste una sola fototrappola per contrastare l’abbandono dei rifiuti. Una. Solo una.
Parlo da giovane cittadino che vuole ancora credere in questa città: questa non è una critica di partito, è un grido d’allarme. Alcuni settori dell’amministrazione sono ormai un evidente fallimento.”
La conclusione: “Se davvero il Sindaco ama questa città come dice, allora è arrivato il momento di mettere da parte gli equilibri politici e MANDARE A CASA chi non è all’altezza. Non c’è più tempo da perdere.”
Finalmente, ‘pane al pane e vino al vino”, di certo, il sindaco non ascolterà tout court il suggerimento, ma fa piacere che certe parti politiche e taluni esponenti dicano le cose con chiarezza, con un linguaggio maschio. Senza infingimenti e inutile filosofia politica.
