Importante, attesa ma inaspettata, affermazione di Fratelli d’Italia a Ragusa, sul territorio provinciale e, segnatamente, nel capoluogo.
17.625 voti, con il 23,14 % in provincia, 4.797 voti a Ragusa, con il 24,40% ne fanno, indiscutibilmente, il primo partito, dopo un lungo periodo di vacche magre, nonostante il trend esaltante a livello nazionale.
Non c’è da esultare troppo, il Partito Democratico è secondo, ad una incollatura, anche perchè si paga la scarsa presenza numerica nelle amministrazioni del territorio, dove non ci sono neanche sindaci del partito, salvo un paio di simpatizzanti.
Lo stesso coordinatore cittadino di Ragusa, Luca Poidomani, ammette che si tratta di un risultato al di sopra delle attese
“Siamo ben consapevoli – sottolinea Poidomani – che una cosa sono le amministrative, un’altra le elezioni europee. Però questo segnale è da accogliere in modo positivo e ci fa comprendere come Fratelli d’Italia sia riuscita a riscontrare una forte e crescente presenza, oltre che radicamento, sul territorio.
Il nuovo corso che ha voluto imprimere questa segreteria raccoglie i primi frutti, evidenziando un’attenzione costante nei confronti della collettività ragusana, dei giovani, delle donne, degli agricoltori, delle associazioni e della città in genere.”
“Per quanto ci riguarda – ancora Poidomani – potendo contare su un bacino ampio di consensi che ha fatto registrare una crescita esponenziale, sappiamo di avere una grande responsabilità da gestire. Il contenitore si è ampliato e adesso bisogna guardare con enorme fiducia al partito, consapevoli che le risposte da dare sono ancora molte su tutto il territorio”.
Poidomani non manca di lanciare stilettate all’indirizzo di un qualcuno per il quale qualcosa non avrebbe funzionato, qualcuno che, assiema al suo cerchio magico, avrebbe ottenuto risultati da dimenticare.
Chiaro il riferimento al sindaco Cassì, ormai cronico avversario politico di Fratelli d’Italia, e della sua ala ‘nazionale’ in particolare, che tutti hanno dato come sostenitore del forzista Falcone, per stessa ammissione di molti componenti la giunta comunale e il cerchio magico.
Cassì ha avuto il fiuto di capire che Falcone, nella sfida tutta interna a Forza Italia, era perdente, nonostante appoggiato dai vertici nazionali del partito.
Sostenere la candidatura Falcone avrebbe significato anche il confronto diretto con i ribelli della sua maggioranza che sostenevano il rivale di Falcone, un impegno ufficiale avrebbe significato, come poi è stato, una doppia sconfitta, per cui ha preferito tenere un profilo basso e non si è voluto esporre.
Il tutto permette a Poidomani, comunque, di trarre delle conclusioni che sono, poi, quelle della stragrande maggioranza degli osservatori competenti di politica, ma che si fanno strada nella gente comune, circa il reale peso rappresentato attualmente in città dal sindaco Cassì.
In effetti, un sindaco con peso specifico determinante, anche senza esporsi, avrebbe potuto fare avere segnali diversi a Falcone; invece, ne è venuta fuori anche una cartina al tornasole della consistenza politica del cerchio magico.
Ma rimane ancora molto lavoro da fare e Fratelli d’Italia non deve assolutamente perdere di vista l’obiettivo di annientare politicamente l’avversario, anche alla luce delle recenti ‘alleanze’ strane c.he Cassì ha imbastito per il PRG.
E, per raggiungere l’obiettivo, ci devono essere idee chiare, sin da ora, sulle candidature, prima arriveranno le regionali e occorrerà presentarsi del tutto liberi da rivalità interne al partito.
Ma occorre, contestualmente costruire l’immagine dei possibili candidati a sindaco, evitando infiltrazioni strane, esterne, che potrebbero voler sfruttare il trend ascensionale di Fratelli d’Italia, si spera, all’epoca delle prossime comunali, del tutto inossidabile.
