Venerdì 4 giugno, in totale clima di riaperture, si inaugura il cosiddetto Centro Commerciale Culturale di via Matteotti 61, nei locali dell’Opera Pia, adeguatamente ripristinati dal Comune.
Il Sindaco Cassì e l’assessore Clorinda Arezzo vedono in questa struttura un vero e proprio ‘mercato della cultura’, dove poter offrire e godere di cultura a 360°, uno spazio da gustare, anche per un semplice momento di riflessione all’interno dell’unico vero chiostro della città, mirabilmente restaurato.
Quello che fu sede del Tribunale di Ragusa e, in anni successivi, sede della Facoltà di Giurisprudenza, diventa luogo di cultura, dove ammirare esposizioni, mostre, dove assistere a proiezioni cinematografiche e rappresentazioni teatrali, con aule studio, sale prova, imparare musica o praticare attività artigianali.
Un luogo aperto alla città, tutti i giorni, dal mattino alla sera, che dovrebbe riportare, nelle intenzioni degli amministratori, gente nel centro storico della città, soprattutto giovani, in attesa che, negli anni a venire, rinasca come teatro il cinema Marino, si riqualifichino i locali della ex biblioteca e la parte finale di via Roma, nella speranza che si riesca ad avviare il risveglio e lo sviluppo economico della città, condizione essenziale per ridare vita al centro storico.
Al momento, si affida a questo CCC l’inizio di un tentativo di rinascita e un primo atto del progetto culturale di questa amministrazione.
Per l’apertura della struttura si è pensato di ospitare una mostra fotografica del maestro Giuseppe Leone incentrata su Sciascia, Bufalino e Consolo, “Un Trio d’Autore”, un omaggio ad un esponente della cultura fotografica, mai degnamente valorizzato dalla sua città.
Dallo stesso venerdì di apertura, l’avvio di una rassegna cinematografica, “Cinema in centro” che vedrà la trasformazione del chiostro in arena estiva.
Il Centro Commerciale Culturale, per scelta dell’amministrazione sarà dedicato a Mimì Arezzo, figura apprezzata in città per le sue iniziative editoriali tendenti tutte a ricostruire e valorizzare la nostra storia e la nostra identità.
In verità, a qualcuno, la scelta, per quanto unanimemente condivisa, ha fatto storcere il naso a qualcuno, nel pieno convincimento che la figura di Mimì Arezzo avrebbe meritato, di sicuro, un riconoscimento e un ricordo affidato a qualcosa di più concreto e di più duraturo che non l’intitolazione di un qualcosa di sperimentale, dal nome non convenzionale, che potrebbe non essere eterno come merita una intitolazione, sottolineando che l’intitolazione riguarda il CCC e non i locali che non sono di proprietà comunale.
