Finalmente qualcuno chiede chiarezza sui positivi a Palazzo dell’Aquila

Prima la lettera del dirigente dei settori III e IV che disponeva il lavoro agile in attesa dell’esito del tampone di un dipendente che aveva informato sulla positività di un congiunto, poi la notizia trapelata di un collaboratore del servizio civile che operava al terzo piano di palazzo dell’Aquila, risultato positivo al tampone, in relazione al quale sarebbe stata disposta la sanificazione di parte del terzo piano.
Su questa notizia si è innescato il carosello di indiscrezioni e di una smentita del Comune, resa nota da un giornale on line, secondo la quale il caso del terzo piano risaliva a molti giorni prima, come anche confermato da un assessore.
In questo bailamme di indiscrezioni e di polemiche, venute fuori in occasione delle sedute di consiglio comunale del 3 e del 5 novembre, alimentate dalla totale assenza di comunicati ufficiali dell’ente, si inserisce ora, finalmente, una richiesta di chiarimenti, inoltrata al Sindaco dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli.

Questa la nota che ci è pervenuta:

IL CAPOGRUPPO M5S RAGUSA SERGIO FIRRINCIELI CHIEDE IMMEDIATI CHIARIMENTI AL SINDACO SUL NUMERO DEI DIPENDENTI COMUNALI RISULTATI POSITIVI AL CORONAVIRUS

Il capogruppo M5s Ragusa, Sergio Firrincieli, chiede immediati chiarimenti al sindaco sul numero dei dipendenti comunali risultati positivi al coronavirus. Firrincieli, in particolare, intende precisare che, per quanto riguarda il caso di positività che ha portato al provvedimento urgente del dirigente del II settore, datato 2 novembre, che ha disposto il lavoro agile per tutti i dipendenti dei settori III e IV, si tratta, come evidenziato nella stessa lettera del dirigente, di congiunti di dipendenti, per i quali sono stati avviati i necessari controlli.

“In relazione a questi casi di positività avevo chiesto, nella qualità di capogruppo, anche a nome dei consiglieri del Movimento 5 Stelle – sottolinea Firrincieli – il rinvio della seduta del Consiglio comunale che avrebbe visto, fra l’altro, la presenza del dirigente in questione e dell’assessore degli stessi settori.
In quella occasione avevo lamentato la mancata tempestiva informazione da parte del Comune a quanti, abitualmente, frequentano Palazzo dell’Aquila, stigmatizzando il comportamento del presidente del Consiglio che aveva comunque proceduto alla convocazione del Consiglio comunale, senza nemmeno avvertire i consiglieri della situazione.
Giovedì veniamo a sapere che una persona che lavora al terzo piano di Palazzo dell’Aquila, nella fattispecie una unità del servizio civile, ha comunicato di essere positivo al Covid 19 e che, in questo fine settimana, ci sarebbe stata la sanificazione dei locali”.

“Ieri, dopo accertamenti minuziosi, e dopo una smentita che il Comune avrebbe operato sui contenuti di un nostro precedente comunicato – prosegue ancora Firrincieli – apprendiamo che questa unità del servizio civile avrebbe comunicato la sua positività già da oltre una settimana, in ogni caso prima di martedì 3 novembre, giorno in cui sono stati anche informati assessori all’oscuro di tutto.
A questo punto appare chiaro che la smentita del Comune diventa del tutto ininfluente e marginale: serve che qualcuno, possibilmente il sindaco in persona, chiarisca i termini della questione, specificando chi e in che data ha avuto comunicazione dall’unità del servizio civile, perché non è stata fornita immediata comunicazione, perché non si è ritenuto opportuno chiudere gli uffici e perché si è atteso, almeno per una settimana, per la sanificazione dei locali comunali. Riteniamo che, essendo i locali comunali anche aperti al pubblico, potendo i positivi andare in ascensore, utilizzare i servizi igienici, utilizzare il distributore di caffè e acqua minerale, sarebbe stato quanto mai necessario procedere alla chiusura dei locali, prima della sanificazione, avvertendo del possibile pericolo di contagio.
Si desidera conoscere per quali motivi non sono state date tempestive comunicazioni, quali sono stati gli adempimenti secondo le vigenti normative, riservandomi, in caso di mancate tempestive risposte, di inoltrare esposto agli organi competenti”.

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