La Giunta municipale di Ragusa ha deliberato di utilizzare le risorse disponibili nel Fondo di Riserva, ai sensi dell’art. 166 del decreto legislativo 267/00, per far fronte alle esigenze di finanziamento delle prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018, operando una variazione di bilancio sugli stanziamenti del 2018.
Il provvedimento, con cui si dispone di prelevare dal Fondo di riserva la somma complessiva di 20.850 euro,
si è reso necessario a seguito della comunicazione del Ministero dell’Interno che, in relazione alle spese per l’organizzazione tecnica delle elezioni politiche del 4 marzo, ha stabilito che la misura massima delle somme attribuibili a rimborso a ciascun Comune sia pari all’importo assegnato in occasione del Referendum del 17 aprile 2016, diminuito di circa il 20%.
L’amministrazione comunale non condivide, assolutamente, la scelta del Governo, che riduce i trasferimenti ai Comuni per la copertura delle spese elettorali. Una scelta destinata a non trovare consenso, anzi ad allargare il dissenso nei confronti del governo centrale.
Duro il commento dell’assessore alle Risorse Economiche e Patrimoniali Stefano Martorana: “Dal Governo nazionale, l’ennesimo atto di prevaricazione nei confronti dei Comuni che si trovano costretti a finanziare con risorse proprie, sottratte ad altre finalità ed obiettivi, gli stanziamenti previsti per lo svolgimento di elezioni politiche, che dovrebbero essere interamente finanziate dallo Stato.
Evidentemente, a livello centrale, si è deciso, ancora una volta, di utilizzare i Comuni come bancomat per esigenze che nulla hanno a che fare con le competenze assegnate agli enti locali.
Un episodio, peraltro, che si aggiunge a quelli già verificatisi in occasione dei referendum del 17 aprile e del 4 dicembre del 2016, quando il Comune è stato costretto a finanziare con risorse proprie, rispettivamente, 59.000 euro e 82.000 euro di spese, non riconosciute dal Governo in fase di rendicontazione.
Una beffa, se si pensa che nel corso di questi anni proprio lo Stato ha pressoché azzerato i trasferimenti correnti in favore dei Comuni, costretti sempre più spesso a dover far fronte, da soli, alle esigenze e ai bisogni della cittadinanza.
Chi paga il trasporto e la posa degli arredi necessari per il funzionamento delle sezioni?
Chi il trasporto delle schede presso il Tribunale?
Chi i buoni pasto e gli oneri del personale dipendente per il corretto funzionamento delle procedure di voto? Chi paga i costi delle rilevazioni presso le sezioni fuori dall’area urbana di San Giacomo e Marina di Ragusa? Chi copre le spese postali e le altre spese per l’acquisto di materiale di consumo per gli uffici di sezione? Chiaro, paga Pantalone! È Carnevale, del resto!”
E’ un po’ come la storia per le spese di mantenimento del Tribunale, che la Legge dichiara di competenza del Ministero, mentre i Comuni sono chiamati ad anticipare somme che, una volta rendicontate, non sono tutte rimborsate.
Questa delle elezioni è lo specchio di una nazione alla frutta, con un enorme debito pubblico, che non riesce a garantire le somme per la democrazia come quelle per la giustizia, mentre soldi a pioggia vengono versati per opere che non si completano mai, come strade, autostrade, ospedali e tante altre ancora.
Utilizzare la parola ‘carnevale’ è, forse, solo un eufemismo, peccato che i 5 Stelle, almeno a Ragusa, siano entrati tardi nel ruolo che la gente auspicava quando gli ha dato fiducia.
