di Cesare Pluchino
E’ una replica dell’Ufficio Tecnico Comunale per una nota di un consigliere comunale. Non c’è traccia della firma dell’assessore comunale ai lavori pubblici ma si può immaginare che ‘non poteva non sapere’
Come abbiamo già avuto modo di evidenziare, sembra che certe opposizioni abbiano esaurito anche le cartucce finora utilizzate per sparare a salve contro l’amministrazione. Argomenti spesso pretestuosi, palesemente strumentali, replicati più volte fra comunicati, interventi in aula, interviste e interrogazioni, argomentazioni tutte da verificare, toni e atteggiamenti spesso fuori dai confini del garbo istituzionale, del rispetto delle cariche e della buona educazione.
Nei giorni scorsi si è assistito allo strano e inconcepibile atteggiamento di un consigliere comunale di Marina di Ragusa che, dopo aver sollecitato, da tempo, interventi per la ripavimentazione delle strade, è intervenuto in maniera assai polemica sulle scelte dell’assessorato per le strade su cui intervenire.
Ma non si è fermato a questo: senza un supporto dichiarato di carattere tecnico, è intervenuto sulle modalità di un intervento che avrebbe suscitato perplessità.
Parlando di un intervento di copertura dell’asfalto a 360°, incomprensibile nei termini, ha contestato la copertura con l’asfalto della ‘’zinella’’, (elemento introvabile nei migliori vocabolari), che sarebbe, secondo il consigliere comunale, ‘’quella parte in pietra che insiste tra il marciapiede e la sede stradale’’, ‘’storicamente risparmiata dalla colate di asfalto” .
Per il consigliere, lavori non effettuati a regola d’arte, superficialità nella gestione dell’attività, poca attenzione per i particolari, necessità di comprendere chi ha avallato tale inopportuna decisione, fra gli uffici o lo stesso assessore.
Una nota dell’Ufficio Tecnico Comunale, tramite l’Ufficio Stampa con comunicato 417, così recita:
A seguito delle notizie di stampa relative ai recenti interventi di manutenzione del manto stradale di via Amalfi a Marina di Ragusa, eseguito nei giorni scorsi, l’Ufficio Tecnico Comunale competente precisa quanto segue:
“La scelta di ricoprire le basole di via Amalfi è stata, di fatto, una necessità.
Le condizioni del manto stradale dell’arteria in questione imponevano, infatti, un intervento immediato teso a garantire la piena sicurezza per tutti gli utenti della strada, specie in vista della stagione estiva, eliminando così possibili situazioni di rischio.
A seguito dell’intervento di scarificazione, ad appena 2 centimetri, si è però constatato che il sottofondo stradale, nell’arteria in questione, era totalmente inesistente. E, di conseguenza, affioravano le condutture idriche delle abitazioni private circostanti. Un’eventuale, ulteriore scarificazione di qualche centimetro, sarebbe quindi stata impossibile.
L’arteria in questione andava ricoperta con uno spessore minimo di cm. 4 di tappetino di usura. Da qui la decisione di coprire anche le basole sotto il marciapiede.
Una scelta determinata anche dal fatto che parecchie basole erano totalmente inesistenti o sottomesse rispetto alla quota strada, con ulteriori possibili rischi per la circolazione viaria.
La possibile scelta di svellire e ricollocare le basole al livello della strada, sostituendo le basole rotte o mancanti con altre totalmente nuove, d’altra parte, avrebbe comportato, per ottenere un risultato appena accettabile, alle condizioni descritte, una dilazione dei tempi di realizzazione inaccettabile, alla luce dei possibili rischi per la sicurezza degli utenti già citate, se si fosse lasciato il manto stradale come prima.
La soluzione individuata, quindi, alle condizioni date, risulta la migliore possibile. E poichè non si tratta di un intervento irreversibile, sarà possibile, in futuro, mediante un adeguato e mirato intervento, riportare alla luce le basole esistenti prima della ripavimentazione, ripristinando così quelle rotte o mancanti.”
Una relazione sintetica ma esaustiva della situazione tecnica in cui si è operato, di fronte a perplessità da ritenersi eccessive, specie se provenienti da persone senza competenze tecniche specifiche, ancorché legittimate, dal ruolo, a sollevare qualsiasi tipo di interrogativo riguardante la cosa pubblica e a ricevere adeguate risposte.
Da parte nostra abbiamo effettuato un sopralluogo sulla via oggetto delle attenzioni e abbiamo potuto constatare, come si può rilevare dalle foto, oltre alle criticità tecniche evidenziate dagli uffici, che i bordi della carreggiata, così come in tratti non ancora nuovamente asfaltati, sono privi delle basole, in più punti coperte da cemento, in altri asfaltate da tempo, in alcuni punti forate per alloggiare dissuasori di sosta, installati da tempo, non si sa se in base ad una pianificazione studiata a tavolino, e , quindi, agli atti, oppure ad personam per lasciare liberi ‘determinati’ tratti di strada dalla sosta di vetture.
Su questi aspetti possono fare luce gli uffici, soprattutto in merito alle precedenti coperture dei bordi. Resta l’interrogativo sul perché l’attento consigliere comunale non abbia notato prima che le zinelle risultavano coperte da asfalto o da cemento, vuoi anche per la posa, ma solo in alcuni tratti della strada, dei dissuasori di sosta.
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