Non c’è stato nessun ulteriore rinvio, come deciso nell’ultima riunione del governo regionale con la taskforce.
L’assessore Lagalla ha parlato di decisione ponderata che si è attuata attraverso una articolata discussione e un confronto con i vari portatori di interessi nel mondo della scuola, studenti, docenti e dirigenti scolastici, oltre che con i sindacati e i rappresentanti dell’ANCI.
“Occorre contemperare il diritto alla salute con il diritto allo studio” ha affermato l’assessore regionale che, in una nota ha aggiunto:
«Anche su richiesta dell’Anci che, assieme alle rappresentanze del mondo della scuola, ringraziamo per la fattiva collaborazione, l’assessorato regionale alla Salute rafforzerà ulteriormente le operazioni di campionamento e vaccinazione della popolazione scolastica, anche di quella nella fascia 5-11 anni che, ad oggi, rimane la più scoperta in termini di immunizzazione.
Al contempo, in un equilibrato e previsto dosaggio di responsabilità e di pesatura delle oggettive criticità epidemiologiche, sarà possibile adottare la Dad in coincidenza con situazioni di straordinaria elevazione del rischio infettivo, sempre sulla base della conoscenza dei dati sanitari.
Il rientro in presenza garantisce la riaggregazione virtuosa delle comunità scolastiche ma è nostro dovere mantenere alta l’attenzione verso l’andamento della situazione pandemica che, comunque, non trova, all’interno delle scuole, il suo maggiore punto di alimentazione, visto il rispetto delle misure di sicurezza e protezione previste, per le istituzioni educative, dalle norme nazionali e regionali».
Ieri, dopo l’annuncio della presidenza della Regione sulla riapertura delle scuole, in una sua comunicazione, il Sindaco di Ragusa Cassì ha voluto diffondere una sua dichiarazione che riportiamo integralmente:
“Dopo la modifica del calendario scolastico imposto dalla Regione, ed il posticipo di 3 giorni della riapertura, domani anche gli studenti siciliani torneranno in classe, al pari di quelli di tutto il resto d’Italia rientrati già lo scorso lunedì.
In questo senso si è espresso oggi l’assessore regionale La Galla all’esito della riunione della task force convocata con i rappresentanti delle categorie coinvolte: la situazione siciliana non è differente da quella dei Comuni del resto d’Italia, dove le scuole hanno riaperto i cancelli già da 3 giorni, pur con le difficoltà e i disagi dettati dallo stato emergenziale in atto.
Alcuni sindaci della Regione stanno adottando ordinanze contingibili e urgenti di mantenimento della chiusura, ma non ci sono a mio parere i presupposti giuridici e fattuali per condividere questa decisione.
Le ordinanze di governatori regionali e di sindaci che con provvedimenti amministrativi si pongono in contrasto con la norma nazionale, gerarchicamente superiore, sono facilmente oggetto di impugnativa e di revoca da parte della Magistratura amministrativa, come già accaduto con l’ordinanza del governatore della Campania, inesorabilmente annullata dal Tar con un provvedimento circostanziato ed ineccepibile.
Sostiene il TAR che le ordinanze emergenziali si giustificano solo ove ricorra, oltre all’urgenza, la mancanza di altra regola di rango superiore che abbia previsto la fattispecie e l’abbia normata, come pacificamente accaduto per la gestione della pandemia.
In un momento in cui nessun posto può essere considerato del tutto immune dal pericolo di contagi, le scuole hanno dimostrato di attuare una sana osservanza delle regole ed essere quindi più sicure rispetto a tanti altri luoghi abitualmente frequentati dai ragazzi.
È infatti evidente come la scelta di chiudere le scuole al mattino sarebbe immediatamente vanificata già al pomeriggio dalle abitudini dei ragazzi di ritrovarsi in casa, al centro commerciale, nelle piazzette, nelle palestre. Non si può peraltro nemmeno istituire un lockdown solo per i minori, privandoli della scuola, principale occasione di formazione e di realizzazione di ogni giovane, dello sport, degli amici.
Sarebbe ingiusto e diseducativo far cadere il peso di questa nuova ondata di contagi sviluppatasi durante le Festività, proprio quando le scuole erano chiuse e solo pochi hanno rinunciato a incontri e svaghi, su una sola generazione già duramente penalizzata. Sono già allarmanti, secondo gli esperti, le conseguenze piscologiche, di apprendimento e la didattica a distanza attuata nei mesi scorsi si è rilevata discriminatoria.
Comprendo quindi la preoccupazione degli studenti, dei genitori, degli insegnanti, ma condivido il principio secondo cui la chiusura delle scuole è l’ultimo provvedimento restrittivo da adottare, dopo aver eventualmente chiuso tutto il resto: i mercati, gli stadi, le palestre, i ristoranti, i bar, le chiese, ecc…
Inevitabilmente, nei prossimi giorni i contagi continueranno ad aumentare, inevitabilmente alcune classi saranno costrette alla dad ed alcuni presidi dovranno fronteggiare la assenza di personale; ma la scelta, rivendicata a gran voce da più parti nei mesi addietro, di imparare a convivere con il virus aprendo, ripartendo, lavorando non può non coinvolgere anche le scuole, che di una comunità sono il pilastro.”
Questa la posizione del Sindaco di Ragusa che ha voluto ribadire la giustezza della sua legittima scelta di non aderire a iniziative dettate dalla ricerca di facile consenso, in un contesto di altrettanto legittima e anche doverosa osservanza delle norme dettate da gerarchie superiori.
Ma la giornata si è annunciata difficile, di grande confusione, fra il caos delle notizie e iniziative isolate dei sindaci che, in province come Catania, hanno, di fatto, compreso il capoluogo mantenuto la chiusura delle classi. Quali saranno i risvolti e le conseguenze di queste posizioni, sarà tutto da vedere.
In una Sicilia che, inesorabilmente, si avvicina all’arancione, hanno dettato legge le chat dei genitori che non sanno che pesci pigliare, al di là delle singole esigenze, nessuno ha capito se è meglio lasciare i figli a casa o portarli a scuola.
Inevitabile l’influenza delle decisioni dei sindaci delle province di Catania e di Palermo, concordi, in buona parte per il rinvio dell’apertura, per creare un caos inenarrabile.
L’allarmante e quotidiano incremento dei cittadini risultati positivi al Covid-19, con la preoccupante condizione delle strutture sanitarie, fa il resto.
Ancora presto per tracciare un bilancio della giornata, nella quale si è inserito lo sciopero indetto dalla Consulta provinciale Studentesca, è indubbio che, all’orario del rientro a scuola, si notava un traffico ridotto, fuori dagli edifici scolastici, complici anche le numerose assenze di studenti e di personale che risulta positivo o, comunque, in quarantena.
Non è detto che si possano avere dati certi sull’affluenza odierna, considerato che, in molti istituti, ci sono reticenze a rilasciare notizie e dati sulle singole posizioni.
