Flash Mob del Partito Democratico davanti a Palazzo dell’Aquila

La moderna manifestazione contro il Movimento 5 Stelle, per protestare contro le politiche locali e nazionali. Superati i grillini nelle modalità di espressione del dissenso.

Una iniziativa del tutto innovativa, promossa dal Partito Democratico e, segnatamente dal vulcanico Peppe Calabrese che ha inteso organizzare, per venerdì 13 gennaio, alle ore 18, davanti al Municipio di Ragusa, un flash mob per “fischiare i fiaschi dei grillini”.
Si tratta di una protesta che non potrà essere definita estemporanea, come classicamente avviene per un flash mob, considerato il largo anticipo con la quale è annunciata, ma, di certo, riveste i panni dell’attualità, se non altro per la novità, quanto meno per Ragusa.
L’idea del gruppo di Calabrese, per la quale le altre correnti del Partito Democratico di Ragusa avranno difficoltà a prendere le distanze, ancorché non coinvolti nella organizzazione della semplice manifestazione di protesta, come confermato dal segretario dell’unione comunale dei circoli, sen. Battaglia.
Un ‘azione, secondo noi, che è stata pensata per far sentire la voce di una opposizione che, evidentemente, non ritiene sufficiente quanto messo in atto dalle altre al Consiglio Comunale di Ragusa.
Si vuole evidenziare la perdita della maggioranza nello stesso Consiglio, si vuole soffermare l’attenzione sulle presunte irregolarità per le variazioni di bilancio, si vuole richiedere chiarezza per alcune vicende personali che interessano esponenti grillini, si vogliono portare all’attenzione le contraddizioni del Movimento in ambito nazionale.
Una iniziativa che, se sostenuta da un numero di partecipanti adeguato, potrà costituire momento di opposizione concreta nell’asfittico panorama di politiche di minoranza che, da tempo, mostrano limiti che ne snaturano la valenza politica.
Una iniziativa politica, in ogni caso, innovativa e che segna la distanza da quelle opposizioni ormai stantie e prive di ogni effetto che rivivono solo nell’aulica atmosfera della sala consiliare e nella rarefatta quanto ininfluente galassia dei comunicati stampa.
Una iniziativa che, nel suo spirito innovativo e rivoluzionario di una politica giovane, non può esimere dal rilevare i grandi limiti della politica moderna e del cambiamento che doveva caratterizzare gli aderenti al Movimento 5 Stelle.
Attivisti ed eletti che hanno, in buona parte, tradito i principi ispiratori del Movimento, arrecando non poco danno all’immagine dei pentatstellati di Ragusa e, segnatamente, al grande consenso, personale e politico, ottenuto dal sindaco Federico Piccitto.
Uno stuolo di attivisti che si sono liquefatti dopo le elezioni, un meetup che ha, quasi, cessato di vivere, nessun legame evidente con il mondo pentastellato provinciale, regionale e nazionale.
Una schiera di personaggi rivelatisi, politicamente, di scarsa consistenza e poco propensi ad accettare consiglio e indirizzo da quanti, e ce ne sono, hanno dimostrato di capire la politica.
Una schiera di grillini, soprattutto all’interno del gruppo consiliare, troppo presto imborghesita, che ha dimenticato di andare fra la gente, di organizzare proteste plateali, preoccupata maggiormente di primeggiare fra i leoni da tastiera dei gruppi rigidamente chiusi, formati per autocelebrarsi.
Così, dopo anni di attesa per proteste contro le politiche regionali o del governo nazionale, dopo la speranza svanita di plateali forme di protesta, per esempio, per la scomparsa dei fondi residui della Legge su Ibla o per la discrasia rilevata sulle carte del Piano Regolatore, ci ritroviamo con i grillini che saranno fischiati dai democratici che, comunque, rappresentano il governo regionale e nazionale.

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