La sortita del sindaco Cassì che lancia l’allarme per il taglio ai fondi del PNRR e sollecita attenzione da parte delle forze politiche che ha sempre aborrito, suscita un mare di commenti e lo stupore di quanti vengono a sapere, ora, di una pianificazione dei progetti, che erano dato per certi, che rischia di essere vanificata.
Come è naturale che fosse, c’è ora attenzione non tanto all’eventualità di perdere fondi, quanto al corpus delle opere in cantiere o da mettere in cantiere, in relazione alla loro effettiva utilità per la comunità, sulla base di scelte che sono state poco o per nulla condivise.
Come spesso specificato dagli amministratori si è data priorità ai progetti in avanzata redazione, per poter rispettare i rigidi limiti temporali imposti, ma è chiaro che l’amministrazione ha operato le sue scelte, in maniera del tutto autonoma.
Ma si deve dire anche che le mirabolanti opposizioni poco hanno cercato di interferire nelle scelte, omettendo di chiedere massima trasparenza delle stesse e ampia esposizione dei criteri adottati.
Il sindaco, attualmente, parla di possibili criticità per tre opere che sarebbero state fonte di finanziamento, il polo fieristico al campo boario, il recupero della villa Moltisanti e i lavori di riqualificazione per la fruizione della vallata Santa Domenica.
Tre progetti da sette milioni cadauno, per i quali, invero, nessuno si sta stracciando le vesti per l’eventuale perdita dei finanziamenti.
Il polo fieristico è stato da sempre una utopia, propagandata già dal programma elettorale di Cassì del 2018, ma sofferente per l’incapacità, nei cinque anni precedenti, dell’assessore preposto che nulla fece per avviare il progetto. Forti i dubbi, peraltro, sulla conclusione dei lavori entro il 2026, certezze sulle difficoltà di gestione di una struttura che deve avere persone qualificate e con capacità per sopravvivere.
Al momento, l’unica nota positiva è che a occuparsene sarà un assessore del calibro di Giorgio Massari, l’incognita del finanziamento lascia aperta ogni tipo di possibilità per il futuro.
Dopo anni di lavori e di tentativi, alla fruizione della vallata Santa Domenica non crede più nessuno, non si comprende bene cosa si andrebbe a fare con questi sette milioni, soprattutto se comprendano il collegamento completo con Ibla, tramite ascensori verticali e obliqui, tutte opera che dovrebbero incastrarsi, come le tessere di un puzzle, con il collegamento della metroferrovia.
Al momento, sembrano solo utopie, purtroppo, argomenti buoni per i programmi elettorali.
Se nessuno si strappa le vesti per la vanificazione di questi progetti, del tutto indifferenti lascia la possibilità della perdita del finanziamento per villa Moltisanti, struttura che non si è capito mai a cosa dovrebbe essere destinata.
Più che altro, la gente si chiede che fine faranno le altre voci di finanziamento e, soprattutto, che fine faranno i lavori avviati, dal momento che sembrano destinati a essere bloccati anche i lavori già aggiudicati.
Il sentire comune è quello della assoluta necessità di avere chiarezza, anche nel pieno del periodo ferragostano, perché stanno venendo a galla problematiche per le quali si era fatto intravedere solo un panorama di rose e fiori, con tanto di inserimento nel programma elettorale.
Le maggiori preoccupazioni sono per quelle che sono ritenute priorità, le opere di edilizia scolastica che si devono al lavoro dell’assessore Giovanni Iacono: la costruzione di una mensa presso la scuola “Palazzello”, 660.000 euro, la costruzione dell’asilo nido a Marina di Ragusa, 3.3 milioni di euro, la costruzione scuola dell’infanzia a Marina di Ragusa, 6.380 milioni di euro, la costruzione dell’asilo nido in via Australia, 2.375 milioni di euro.
Non ci dovrebbero essere problemi per gli interventi, abbondantemente avviati, per l’eliminazione del rischio idraulico urbano per il collettore acque bianche di collegamento in via Ducezio 940.500 euro, per quello di piazza croce, 940.500 euro e per la condotta per lo smaltimento delle acque bianche nella Vallata Santa Domenica 945.250 euro.
Dovrebbero essere conclusi, e, quindi fuori pericolo, potenziamento del collettore acque bianche in via Carducci 940.500 euro, come pure quelli per l’efficientamento energetico e messa in sicurezza e coibentazione della copertura della piscina comunale, 170.000 euro.
Di opere importanti ci sarebbero l’adeguamento e potenziamento dei Centri Comunali di Raccolta 949.650 euro, il completamento del restauro del Parco del castello di Donnafugata, 2 milioni di euro, l’impianto sportivo indoor per la pallacanestro, la pallavolo e la scherma 1,87 milioni di euro, l’efficientamento e rifunzionalizzazione dello stadio “Aldo Campo” 960.000 euro, oltre a interventi su immobili da destinare all’accoglienza di disabili intellettivi e relazionali e psichiatrici, 1.430 euro.
Per il resto piccoli interventi di efficientamento energetico, alla sala Falcone-Borsellino 240.000 euro, di impianti sportivi, 340.000 euro, per la realizzazione impianto fotovoltaico presso la biblioteca comunale di via Zama 170.000 euro.
In ultimo c’è previsto un Intervento per l’eliminazione del rischio di frana e la messa in sicurezza delle latomie di Cava Gonfalone, 945.250 euro.
Al di là degli esiti della pianificazione degli interventi da parte dell’amministrazione Cassì, non sono poche le perplessità che emergono sulle scelte operate, per quanto si deve dire che le opposizioni nulla hanno eccepito finora, anche sul mancato coinvolgimento, come in campagna elettorale non si sono sentite voci di dissenso sulle scelte effettuate, senza dire che il plebiscitario consenso elettorale di Cassì premia anche queste scelte, per quanto, invero, poco conosciute dai cittadini.
In generale, si può dire che alcune delle missioni del PNRR sembrano essere state ignorate o sottovalutate
A parte l’efficientamento energetico di alcune strutture, c’è poco per l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività, il turismo e, se volgiamo anche per il turismo.
Nulla per rivoluzione verde e transizione ecologica, nulla per le infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile, per istruzione e ricerca solo edilizia scolastica, poco o nulla per coesione e inclusione.
Un discorso a parte, del quale ci occuperemo in un prossimo articolo è la sanità, non strettamente dipendente dalle scelte dell’amministrazione comunale ma che ha visto la stessa del tutto assente per le scelte che, fra l’altro si sono rivelate, more solito, ‘modicacentriche’.
Di solito si è in apprensione prima di sapere quanto si può vincere, siamo invece in apprensione per quanto si potrebbe perdere, assodato che scelte diverse non se possono ormai fare.
